E’ stato inserito al primo posto nella lista d’attesa per il suo gruppo sanguigno il bambino di Napoli cui è stato impiantato un cuore risultato poi danneggiato. La ricerca del cuore avviene in Italia e all’estero. La notizia è stata comunicata dal ministero della Salute alla mamma, Patrizia. Il piccolo di 2 anni e 4 mesi, ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Monaldi di Napoli, è in condizioni gravi ma stazionarie. Dallo scorso 23 dicembre sopravvive solo grazie a un macchinario, l’ECMO, a cui è stato collegato subito dopo il trapianto di un cuore compatibile prelevato a Bolzano ma fallito perchè l’organo, giunto a Napoli via aereo, era danneggiato.
La sua vicenda, che sta tenendo con il fiato sospeso l’Italia intera, ha spinto il ministero della Salute, con il ministro Orazio Schillaci, a inviare i suoi ispettori all’ospedale di Bolzano, dove è stato espiantato l’organo, e nell’ospedale Monaldi di Napoli, dove invece il cuore è stato impiantato nel piccolo, affetto, da quando aveva appena 4 mesi, da una grave cardiopatia dilatativa. Dopo la denuncia presentata dalla famiglia ai carabinieri lo scorso 11 gennaio, in cui si è fatto chiaro riferimento ai danni a cui il bimbo sarebbe esposto se collegato per lungo tempo a quel dispositivo, è scattata l’indagine della Procura di Napoli: nei giorni scorsi gli inquirenti hanno iscritto nel registro degli indagati, per lesioni colpose, sei sanitari dell’ospedale partenopeo, componenti dell’equipe che si è recata a Bolzano per l’espianto dell’organo e quella che a Napoli ha invece effettuato il trapianto.
Il bambino, sottolinea la mamma che non smette di stare accanto a suo figlio, “ha bisogno assolutamente di un cuore nuovo, spero in un miracolo”. Secondo quanto ha appreso l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del bimbo, il danneggiamento del cuore potrebbe essere riconducibile alle modalità adottate per il trasferimento dell’organo a Napoli. “Abbiamo chiesto alla direzione sanitaria dell’ospedale Monaldi – ha fatto sapere l’avvocato – di rivolgersi all’ospedale pediatrico Bambino Gesù per ottenere un secondo parere sulla trapiantabilità del piccolo, visto che, quanto accaduto, ha incrinato il rapporto di fiducia con la struttura ospedaliera partenopea”. Di “vicenda gravissima” parla il presidente della Regione Campania Roberto Fico. Dopo avere espresso profonda vicinanza alla famiglia del bambino ricoverato al Monaldi, anche il governatore ha annunciato un’ispezione: “Occorre fare totale e assoluta chiarezza su ciò che è successo”, ha affermato Fico, “e accertare ogni responsabilità, con la massima trasparenza e determinazione”.
Il Nas di Napoli ha acquisito tutta la documentazione clinica del bimbo, e anche sequestrato il box adoperato per trasferire l’organo, ora destinato a essere sottoposto a una perizia: il contenitore in questione, infatti, è un vero e proprio sistema di conservazione e trasporto progettato per mantenere le temperature entro un certo range, in stato di ipotermia. Sempre secondo quanto ha appreso l’avvocato, al posto del ghiaccio tradizionale come refrigerante sarebbe stato invece usato del ghiaccio secco (che raggiunge anche i -75 gradi) determinando così il congelamento e il danneggiamento del cuore da trapiantare. Sono tutti aspetti sui quali si stanno concentrando il sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante e procuratore aggiunto Antonio Ricci, i quali, con il Nas (sia di Napoli, sia di Trento, competente su Bolzano) ipotizzano il reato di lesioni colpose.
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