Bannon corteggiò Epstein per indebolire papa Francesco – Notizie – Ansa.it

Bannon corteggiò Epstein per indebolire papa Francesco – Notizie – Ansa.it


“Faremo cadere papa Francesco, dai fratello”. Dal mare magnum degli Epstein files pubblicati dal Dipartimento di Giustizia americano, spuntano nuovi elementi che svelano le trame cospirative dell’ex consigliere di Donald Trump, Steve Bannon, nei confronti di papa Francesco e del suo pontificato. Gli scambi di Bannon, notoriamente su posizioni sovraniste e iper conservatrici, con Jeffrey Epstein, il finanziere pedofilo morto nell’agosto del 2019, a questo proposito sono diversi, ma stavolta emergono persino i contorni di una tentata maxi operazione di infangamento nei confronti della Chiesa guidata da Bergoglio: in sostanza Bannon proponeva ad Epstein di produrre un film tratto da un libro molto discusso e uscito nel 2019, “In the closet of the Vatican”. Secondo l’autore, il giornalista francese Frederic Martel, in Vaticano l’80% dei preti sarebbe stato gay. In Italia il libro di Martel fu presentato nel febbraio di quell’anno come una indagine-bomba (fu tradotto in otto lingue e una ventina di Paesi): vi si affermava che “Il Vaticano ha una delle più grandi comunità omosessuali al mondo”.

Bannon maturò l’idea di farne un film dopo aver incontrato l’autore a Parigi e ad Epstein scrive: “Tu ora sei il produttore!”, secondo quanto riportato anche dalla Cnn. Certo, dalla lettura dei file non emergono chiare prove che il progetto fosse evoluto verso fasi concrete di realizzazione. Scorrendo la documentazione finora declassificata, emerge però che l’argomento “Vaticano” o “papa Francesco” faceva spesso capolino nei documenti del finanziere e più volte era oggetto di scambi di email tra i due. In una email del 2018, Bannon scrive ad Epstein, ad esempio, riguardo le posizioni favorevoli del Vaticano in merito all’accoglienza dei migranti con il finanziere che fa commenti del tipo: “Meglio regnare all’Inferno che servire in Paradiso”. E Bannon risponde: “Meglio regnare”.

Inoltre, Epstein seguiva molto le novità riguardanti il mondo del cinema tanto che uno dei suoi contatti una volta gli scrive se sia interessato ad andare a vedere il film di Nanni Moretti Habemus Papam tradotto in inglese, “We have a Pope”. In tutto finora, il Vaticano negli Epstein files viene menzionato più di 180 volte, papa Francesco 66. C’è anche la sintesi di un libro di un omonimo di Epstein che ricostruisce le vicende finanziarie del Vaticano legate allo scandalo del Banco ambrosiano con i ruoli giocati da monsignor Marcinkus, Roberto Calvi e Michele Sindona. Da altro materiale si evince il forte interesse di Epstein per i contatti Oltretevere di Mike Pompeo quando era segretario di Stato americano nella prima amministrazioen Trump, e aveva tentato di dissuadere la Segreteria di stato vaticana dal proseguire nella ricerca di una normalizzazione dei rapporti con Pechino tramite l’accordo sulla nomina dei vescovi. La settimana scorsa si era parlato dei rapporti emersi dai file tra Epstein, Bannon e l’influente cardinale americano Raymond Leo Burke, aperto oppositore di Francesco. In quel momento, proprio dagli Stati Uniti, padre Antonio Spadaro, uno dei collaboratori più vicini a Francesco ha condiviso sul suo profilo social la notizia, corredata dalle foto di Epstein e Bannon, e il commento: “Era il 2017 e da direttore della Civiltà Cattolica scrissi dei legami tra ‘l’ecumenismo dell’odio’ e il significato politico della cospirazione contro Papa Francesco. E’ tempo di riproporre quel testo alla luce della pubblicazione dei file Epstein”.    

 

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