Bimba morta a Bordighera, il gip: “La madre in macchina con il cadavere della figlia” – Notizie – Ansa.it

Bimba morta a Bordighera, il gip: “La madre in macchina con il cadavere della figlia” – Notizie – Ansa.it


“Quando (…) la caricava in macchina, la figlia più piccola era già deceduta da sei/otto ore. Appare inverosimile che nel prelevare dal letto, nel metterla in macchina, nel riprenderla in braccio nel momento dell’arrivo a casa e nel metterla nella culla non se ne sia resa conto”. E dal “rientro a casa ci metteva sette minuti prima di richiedere l’intervento al personale sanitario”. Inoltre nella telefonata fingeva di essersi appena svegliata. “Anche tali comportamenti sono distonici rispetto alla gravità dei fatti” e “depongono per la sussistenza di una sua responsabilità nella causa azione del decesso della figlia. Conseguentemente, si ritiene che sussistano gravi indizi colpevolezza del fatto che (…) percuotendo la figlia e cagionando le numerose diffuse lesioni personali consistite in ecchimosi di varie estensione su tutto il corpo ne abbia cagionato la morte”.

Così nell’ordinanza che dispone l’arresto per Manuela A., la madre di 42 anni accusata di aver ucciso la figlioletta di due anni, il giudice per le indagini preliminari Massimiliano Botti rende chiaro il pensiero degli inquirenti. A picchiarla fino a far morire la piccola è stata lei, sua madre. Attraverso la ricostruzione effettuata con testimonianze e analisi della videosorveglianza territoriale, confronto tra gli orari registrati dalla centrale del 118 e le parole della donna, contraddittorie e apparentemente non coincidenti con i fatti, agli inquirenti appare palese che, come scrive il giudice, “fin dall’inizio, Manuela A. ha proferito una serie di menzogne, nel tentativo di sottrarsi all’accertamento dei fatti”.

E impressiona il passaggio in cui si dice che la donna avrebbe caricato in auto la bimba quando era già morta da ore. Sull’auto c’erano anche le altre due figlie, di 10 e 9 anni. Grazie alle indagini dei carabinieri e secondo la ricostruzione contenuta nel provvedimento, la bambina sarebbe morta nella notte tra l’8 e il 9 febbraio tra la mezzanotte e le 2, quando la donna con le sue tre figlie era a casa dell’altro indagato (a piede libero) Manuel I. 42 anni. Alle 8.21 del mattino del 9 la donna si trovava nella sua casa a Bordighera e ha chiesto l’intervento del 118: per il gip a quel punto la piccola era morta da diverse ore.

Le prove contro la donna sarebbero evidenti: grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza i movimenti sono stati ricostruiti dagli investigatori e indicano che la donna, poco prima della richiesta di soccorso, aveva effettuato spostamenti in auto. Per il gip, è ‘inverosimile’ che la madre non si sia accorta che la figlia non respirava più. E poi ci sono i tanti lividi sul corpo della bimba. La donna ha sempre parlato di una “bimba vivace” che “cadeva sempre” ma mai la piccola è stata portata in ospedale.

L’ultima caduta ‘per cinque o sei gradini’ nei giorni precedenti, ha detto agli inquirenti. Ma il medico legale ha descritto un quadro di ecchimosi diffuse su più parti del corpo non compatibili con una caduta accidentale e compatibili invece con l’azione di un corpo contundente. Infine, la morte sarebbe avvenuta molte ore prima della telefonata ai soccorsi. La madre è in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale; stesso capo per il compagno, la cui abitazione è stata sequestrata e sarà sottoposta ai rilievi del Ris. Domani è in programma l’autopsia sul corpo della piccola: l’esame potrebbe chiarire l’origine delle ecchimosi.

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