Milano Cortina: L’altro miracolo, Tabanelli ‘nel segno di Tomba e Brignone – Milano Cortina 2026 – Ansa.it

Milano Cortina: L’altro miracolo, Tabanelli ‘nel segno di Tomba e Brignone – Milano Cortina 2026 – Ansa.it


Un ginocchio da operare, una bottiglia di spumante sciabolata con uno sci e i complimenti sinceri e sentiti arrivati al telefono da due leggende come Alberto Tomba e Federica Brignone.

L’impresa di Flora Tabanelli sfiora il mito, sotto la neve: l’intervento a marzo per sistemare quel crociato ballerino, la festa grande a Livigno per celebrare la prima medaglia di sempre nello sci freestyle e quei messaggi da due persone a cui lei è intimamente legata. Di Tomba ne è cresciuta nel mito, diventato poi un riferimento sciando come lui al Corno delle Scale e infine un amico di famiglia. “La telefonata con Alberto è stata una delle chiacchierate più interessanti, mi ha fatto dei super complimenti”.

 

 

Di Brignone invece un percorso riabilitativo assieme, al J Medical, praticamente compagne di stanza: l’inseguimento al sogno dei Giochi di casa, appeso alla forza di volontà e alla medicina, e la beatitudine comune. “Il messaggio di Federica non me lo sarei mai aspettato. È stata di esempio per tutti”. Un podio alle Olimpiadi è cosa per pochi, un podio alle Olimpiadi con un ginocchio a pezzi è solo per i prescelti. Nel giro di due/tre settimane Tabanelli finirà sotto i ferri dopo la terapia conservativa: giusto il tempo per tornare a regime con la partenza della prossima stagione. “Questa medaglia di bronzo vale come un oro. Per gli ultimi mesi complicati che ho passato è stata una delle sfide più difficili. Dimostrare quella che sono e ciò che so fare, nonostante l’infortunio, è unico e speciale”. Lei minimizza la gravità, gravità parola strana per chi vola verso il cielo roteando da un trampolino: “Il ginocchio sta benissimo, in questi ultimi giorni sono arrivata all’apice delle mie abilità. Ho recuperato tutto il muscolo ma non ancora tutta la mobilità”. È bastato per il bronzo, con l’ultimo salto – provato due volte in gara nel 2025, per di più male – per superare la britannica Miur, è quasi bastato per l’oro, distante solo due punti e mezzo dalla canadese Oldham e dalla stella Eileen Gu.

 

 

Una diciottenne atipica. La sua vita sarebbe stata descritta alla perfezione da Lucrezio, nel ‘De rerum natura’. Niente tv, niente smartphone, solo sci, camminate e aria pulita, nel rifugio gestito da genitori nell’Appennino emiliano. “Abbiamo avuto la migliore infanzia che potevo avere ma l’ho capito da poco. Mi lamentavo sempre, perché raggiungere il rifugio richiedeva tempo e fatica e mi disperavo. I miei genitori han tenuto duro e tutto questo ci ha forgiato”.

Una famiglia di creativi: Flora e Miro campioni di freestyle, la sorella Irene artista richiesta in tutta Italia con le sue opere (ed ex acrobata), il padre Antonio graphic designer. “Abbiamo praticato tanti sport: i genitori ci tenevano che facessimo tante scelte per trovare il nostro. Miro aveva la passione per i filmati e all’inizio si costruiva i trick sul tappeto elastico e poi mi ha convinto ad iniziare”. Ben donde per l’Italia che potrebbe aver trovato l’atleta di punta per le prossime Olimpiadi, la garanzia di medaglie in Big Air e Slopestyle: “Vedere atlete più esperte di me fare medaglie ti ispira, è ciò che aspiro a fare”.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA



Source link