Una foto dei leader europei, incluso il presidente Sergio Mattarella, strappata in una cerimonia ufficiale, come simbolo della frattura dall’Iran e l’Occidente. E’ stato il deputato Mojtaba Zarei, durante la sessione inaugurale del Parlamento di Teheran, a mettere in scena questa protesta, a cui il governo italiano ha risposto in modo netto: il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha deciso di convocare l’ambasciatore della Repubblica islamica a Roma, denunciando un “atto ostile nei nostri confronti”. “L’Europa è la patria del fascismo e del nazismo. Il corrotto Trump ha abbandonato l’Europa, così come l’Iran puro e rivoluzionario”, è stato l’affondo del deputato immortalato in video diffuso da Iran International, l’emittente basata a Londra nata per informare gli iraniani della diaspora e che gli ayatollah considerano un’organizzazione terroristica. “L’Europa corrotta e il corrotto Parlamento europeo volevano scodinzolare a Trump” ed “hanno insultato la benedetta immagine della Guida Suprema”, ha continuato Zarei, terminando la sua invettiva strappando e buttando in un cestino – tra l’approvazione dei colleghi vicini – una foto che ritraeva, oltre a Mattarella, Emmanuel Macron, Friedrich Merz, Roberta Metsola, Filippo VI di Spagna e l’europarlamentare leghista Isabella Tovaglieri. La stessa deputata che giorni fa aveva strappato all’Eurocamera un’immagine di Ali Khamenei per denunciare la repressione delle manifestazioni di piazza, innescando l’ira del parlamentare iraniano.
A Roma il ministro Tajani ha parlato di un “fatto increscioso”, che ha portato alla scelta di convocare alla Farnesina il rappresentante iraniano per esprimere il disappunto del governo. Unanimi anche le reazioni in Parlamento. “Zarei strappa la foto di Sergio Mattarella perché il suo regime ha paura delle parole di pace, di emancipazione, di democrazia per le quali il nostro presidente è riconosciuto come esempio a livello internazionale. Al capo dello Stato e alla collega Isabella Tovaglieri, vergognosamente insultata, va la mia solidarietà”, ha affermato il vicepresidente del Senato e senatore della Lega, Gian Marco Centinaio. Mentre la delegazione del partito a Strasburgo ha fatto sapere che “resta compatta al fianco di Isabella Tovaglieri” ed ha chiesto alla presidente Metsola di “valutare e adottare le misure opportune”. Sulla stessa linea il Pd, pur non risparmiando una stilettata al governo Meloni riguardo al Board of Peace: “Se, invece di mendicare un posto al sole di Trump, il ministro degli Esteri convocasse immediatamente l’ambasciatore del regime iraniano e pretendesse le sue scuse farebbe metà del dovere suo”, le parole del senatore Filippo Sensi. Mojtaba Zarei, membro della Commissione per la politica estera del parlamento iraniano, in passato aveva usato toni caustici anche nei confronti della Casa Bianca: “Ogni volta che ne avrò l’opportunità, non esiterò un attimo a ucciderti, Donald Trump”, aveva dichiarato un anno fa, dopo che il presidente Usa aveva minacciato di “annientare l’Iran” se i Pasdaran avessero tentato di ucciderlo. Ed anche oggi Teheran vive sul filo del rasoio i rapporti con Washington: con lo spettro di un nuovo attacco militare nel caso non si trovasse un accordo sul nucleare. I rapporti tra l’Occidente e l’Iran sono precipitati negli ultimi mesi dopo che le manifestazioni contro il caro-vita, che progressivamente si erano trasformate in una sfida aperta all’establishment di Teheran, sono state represse nel sangue, provocando migliaia di vittime accertate. Un pugno di ferro del regime condannato duramente anche dall’Italia, che insieme ad altri partner Ue si è fatta capofila di una proposta per inserire il corpo dei Pasdaran nella black list europea delle organizzazioni terroristiche. Non è la prima volta che Mattarella viene preso a bersaglio come simbolo della postura italiana nei dossier internazionali. Anche dalla Russia: la portavoce della diplomazia Maria Zakharova ha più volte attaccato il capo dello Stato per le sue posizioni in difesa della sovranità ucraina e contro la guerra di aggressione di Mosca.
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