Usa: ‘progressi con l’Iran, tra due settimane torneranno con proposte’ – Notizie – Ansa.it

Usa: ‘progressi con l’Iran, tra due settimane torneranno con proposte’ – Notizie – Ansa.it


Gli Stati Uniti ritengono che “sono stati fatti progressi nei colloqui con l’Iran, ma che ci sono ancora molti dettagli da discutere”. “Gli iraniani hanno detto che sarebbero tornati nelle prossime due settimane con proposte dettagliate per colmare alcune distanze dalle nostre posizioni”, ha detto un funzionario Usa ad Axios.

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha riferito che a Ginevra Teheran e Washington hanno concordato sui “principi guida” per l’accordo. II ministro ha affermato che gli ultimi colloqui con gli Stati Uniti hanno visto la definizione di “una serie di principi guida” che aprirebbero la strada a un accordo. “Alla fine, siamo riusciti a raggiungere un ampio accordo su una serie di principi guida, sulla base dei quali procederemo e inizieremo a lavorare sul testo di un potenziale accordo”, ha dichiarato il ministro alla televisione di Stato dopo i colloqui di Ginevra, che ha descritto come “più costruttivi” rispetto al precedente round di inizio mese.

Araghchi ha definito ‘costruttivi’ i nuovi colloqui con gli Stati Uniti tenutisi oggi a Ginevra, aggiungendo tuttavia che non è stata fissata una data per un prossimo incontro. 

Donald Trump ha avvertito l’Iran che “se non farà l’accordo ci saranno conseguenze”. “Sarò coinvolto in quei colloqui, indirettamente”, ha detto il presidente americano ai giornalisti a bordo dell’Air Force One a proposito dei negoziati che iniziano oggi a Ginevra. “Vogliono raggiungere un accordo… Non credo che vogliano le conseguenze di un mancato accordo”, ha aggiunto Trump.

“Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump continua a ripetere che l’esercito del suo Paese è il più forte al mondo, ma dovrebbe sapere che tale ‘esercito più forte al mondo’ potrebbe subire un colpo tale da non potersi più muovere”: lo ha affermato il leader iraniano Ali Khamenei mentre a Ginevra è in corso il secondo round di colloqui indiretti tra Iran e Stati Uniti.  “Trump dice che hanno inviato navi da guerra verso l’Iran. Naturalmente le navi da guerra sono pericolose, ma più pericolose di loro sono le armi (dell’Iran) che possono affondare queste navi da guerra”, ha aggiunto, citato dalla tv di Stato. “Ha detto che gli Stati Uniti non sono stati in grado di rovesciare la Repubblica Islamica da 47 anni. Questa è una buona confessione e io gli dico che non sarà in grado di farlo nemmeno (in futuro)”.

Ali Khamenei, in un discorso muscolare, avverte che la portaerei americana nel Golfo potrebbe essere affondata. “Continuano a dire che hanno inviato una portaerei verso l’Iran. Benissimo. Una portaerei è certamente un mezzo pericoloso. Ma più pericolosa della portaerei è l’arma che può farla affondare”, ha dichiarato Khamenei. 

“Si dice di negoziare sull’energia nucleare iraniana e di raggiungere un accordo, ma il risultato del negoziato deve essere che l’Iran non avrà questa energia”: ha detto il leader iraniano rivolgendosi a Trump, sottolineando che “determinare in anticipo l’esito dei negoziati è una cosa sbagliata e sciocca”. “Il presidente degli Stati Uniti a volte parla e a volte minaccia l’Iran, il che significa che cerca di dominarlo. Tuttavia, l’Iran non giurerà fedeltà a leader come le persone corrotte che sono al potere oggi negli Stati Uniti”, ha avvertito la Guida suprema.

Trump ha definito Cuba una “nazione fallita”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito Cuba una “nazione fallita” e ha invitato L’Avana a raggiungere un accordo con gli Stati Uniti, pur respingendo l’idea di un’operazione di cambio di regime. “Cuba è attualmente una nazione fallita”, ha dichiarato il leader statunitense ai giornalisti a bordo dell’Air Force One. Tuttavia, alla domanda se gli Stati Uniti avrebbero rovesciato il governo cubano, come fece Washington quando attaccò il Venezuela e catturò il presidente Nicolas Maduro, Trump ha risposto: “Non credo che sarà necessario”. L’isola sta affrontando gravi carenze di carburante e blackout, mentre Trump intensifica l’embargo statunitense decennale sul Paese e fa pressione sugli altri Paesi affinché interrompano l’invio di petrolio all’Avana. “È una minaccia umanitaria”, ha ammesso Trump a proposito della carenza di carburante che sta colpendo il Paese.

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