“Sostanziali”, “importanti”, “professionali”. La parte ucraina e quella russa hanno dato fondo alla fantasia per trovare definizioni dei negoziati svoltisi a Ginevra che non facessero perdere la speranza di progressi nella ricerca della pace. Ma su una cosa si sono trovate d’accordo: si è trattato di colloqui “difficili”.
E il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha puntualizzato che ancora nessun accordo è stato raggiunto su due questioni fondamentali: il controllo dei territori e la gestione della centrale nucleare di Zaporizhzhia, nell’omonima regione ucraina, attualmente in mano ai russi. Alcuni particolari fanno capire tuttavia che ucraini e russi, con la mediazione degli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner, hanno affrontato nel concreto diversi aspetti. Per prima cosa i negoziati, svoltisi all’Hotel Intercontinental, sono durati ben più a lungo delle due tornate tenute ad Abu Dhabi tra fine gennaio e inizio febbraio: sei ore martedì e due ore nella mattinata di mercoledì. E alla seconda sessione ha fatto seguito un incontro “in formato privato” che il capo negoziatore russo Vladimir Medinsky ha detto di avere avuto con la sola parte ucraina prima di dirigersi all’aeroporto per rientrare a Mosca. In secondo luogo, dopo la sessione di martedì sono stati coinvolti informalmente anche alcuni Paesi europei, con la delegazione ucraina che ha incontrato i consigliere per la sicurezza di Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia a margine delle trattative. E questo perché la partecipazione europea al processo di pace, ha sottolineato Zelensky, è “indispensabile”. Media statali russi, tra l’altro, hanno detto che sia all’andata che al ritorno, l’aereo con a bordo la delegazione russa ha attraversato l’Italia, allungando di molto i tempi del viaggio, perché Polonia e Germania avevano negato l’uso del proprio spazio aereo. Secondo Zelensky, le parti hanno concordato su “quasi tutte le questioni” relative al monitoraggio del futuro cessate il fuoco, un meccanismo che coinvolgerà gli Stati Uniti. Ma Mosca ribadisce che tale cessate il fuoco potrà esserci solo come conseguenza, e non come precondizione, di un accordo di pace. I russi non sono “idioti”, e quindi non accetteranno di “mettere tutto in pausa” con una tregua temporanea e “stare a guardare il regime di Kiev che si arma”, ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, accusando in particolare i Paesi europei di volere “continuare la carneficina” con la prosecuzione della fornitura di armi all’Ucraina. I negoziati di Ginevra, ha dichiarato Zelensky, hanno mostrato che “le posizioni divergono” su alcuni “temi sensibili”. Primi fra tutti lo status futuro della centrale di Zaporizhzhia e il destino dei territori nell’Ucraina orientale in gran parte occupati e rivendicati da Mosca. In un’intervista con Axios apparsa martedì, il presidente ucraino ha affermato che il popolo “rifiuterebbe un accordo di pace” che comprendesse una “ritirata unilaterale” delle forze di Kiev dal Donbass. Il capo dei negoziatori ucraini, Rustem Umerov, segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, ha dichiarato che le trattative sono state “sostanziali” e “diverse questioni sono stata chiarite”. Ancora più abbottonato il capo delegazione russo Medinsky, che ha parlato di colloqui “difficili ma professionali”, aggiungendo che una nuova tornata dovrebbe tenersi in futuro.
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