L’ex presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol è stato condannato dal tribunale distrettuale di Seul per aver guidato un’insurrezione attraverso il tentativo di imporre la legge marziale. Lo riporta l’agenzia Yonhap. Il tribunale ha emesso il verdetto nella prima sentenza sul caso, affermando che Yoon mirava a paralizzare l’Assemblea nazionale inviando truppe al complesso parlamentare dopo aver dichiarato la legge marziale. Il tribunale è pronto a emettere una sentenza per Yoon seguendo la raccomandazione dei procuratori speciali di applicare la pena di morte, presente nel Paese, ma bloccata da una moratoria dal 1997.
Nella prima sentenza sul caso, il Tribunale distrettuale centrale di Seul ha condannato l’ex presidente Yoon Suk Yeol all’ergastolo per aver guidato un’insurrezione attraverso il tentativo di imporre la legge marziale, ma ha emesso una sentenza più lieve rispetto alla pena di morte raccomandata dai procuratori speciali. Il tribunale ha chiarito che l’ordine di legge marziale equivaleva a un’insurrezione, poiché l’ex presidente ha cercato di paralizzare l’Assemblea Nazionale inviando truppe al complesso parlamentare. Ha sottolineato più volte che al centro del caso c’era lo schieramento di truppe da parte di Yoon presso l’Assemblea Nazionale. All’udienza, trasmessa in diretta dalla televisione nazionale, ha partecipato anche l’ex presidente. Il presidente dell’Assemblea nazionale Woo Won-shik ha esortato Yoon a scusarsi pubblicamente. “Spero che si penta delle sue azioni e offra sincere scuse al popolo”, ha detto Woo ai giornalisti dopo l’annuncio del tribunale. Woo ha sottolineato che la sentenza del tribunale ha confermato legalmente che il tentativo di imporre la legge marziale del 3 dicembre ha costituito un atto di insurrezione. Woo, tuttavia, ha espresso rammarico per il fatto che il tribunale abbia considerato l’insurrezione fallita come un fattore attenuante, affermando che il tentativo di Yoon di imporre la legge marziale è fallito “non a causa di una preparazione insufficiente, ma perché l’Assemblea Nazionale e il popolo hanno opposto resistenza”.
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