Milei sfida i sindacati sulla riforma del lavoro, tensione in Argentina – Notizie – Ansa.it

Milei sfida i sindacati sulla riforma del lavoro, tensione in Argentina – Notizie – Ansa.it


Il governo ultraliberista di Javier Milei lancia il guanto di sfida ai sindacati argentini e tira dritto sulla legge di riforma del lavoro nonostante il quarto sciopero generale indetto contro di lui e una massiccia protesta convocata di fronte al Parlamento in concomitanza con il dibattito alla Camera.

“Non c’è nulla di più estorsivo e contro la libertà e la democrazia di quello che stanno facendo i sindacati. Per questo la gente li odia e hanno l’80% di immagine negativa” ha affermato il capo di gabinetto, Manuel Adorni, commentando l’ampia adesione allo sciopero. In assenza di Milei – impegnato a Washington alla prima riunione del Board of Peace di Trump – Adorni ha fatto da portavoce dell’esecutivo assicurando quindi che a partire da adesso “il governo interrompe il dialogo con i sindacati”.

Dopo i violenti scontri della settimana scorsa in occasione del dibattito al Senato, la sessione della Camera ha preso il via in un clima di alta tensione, con il Parlamento blindato dalle forze dell’ordine mentre migliaia di manifestanti si riversavano nella Piazza del Congresso e nel resto della capitale si registrava una minima attività lavorativa a causa del blocco totale del trasporto urbano su ferrovia e su gomma.

Deserti anche gli aeroporti, con la compagnia di bandiera Aerolineas Argentinas che annunciava in un comunicato la sospensione di almeno 250 voli e disagi per almeno 30 mila passeggeri, con innumerevoli cancellazioni di voli nazionali e a lungo raggio anche da parte del resto delle compagnie.

Incidenti tra manifestanti e polizia si sono registrati già fin dalle prime ore del mattino in alcuni dei principali accessi autostradali alla capitale Buenos Aires. Qui gli agenti hanno fatto uso di gas lacrimogeni e spray urticante cercando di assicurare la circolazione dei mezzi privati e di impedire il passaggio dei cortei delle organizzazioni sindacali che si dirigevano verso la Piazza del Congresso.

Anche sul versante politico il percorso della riforma di Milei non appare facile. Il governo era riuscito con difficoltà a riunire la maggioranza sufficiente a convocare la sessione dei deputati, ma a costo di dover stralciare il polemico articolo che imponeva una drastica riduzione della retribuzione in caso di malattia anche per casi gravi e terminali. L’eliminazione dell’articolo 44, considerato inaccettabile dall’ala moderata, obbligherà ad un ulteriore passaggio di revisione al Senato anche in caso di eventuale approvazione alla Camera in seconda lettura.

La riforma ultraliberista di Milei, oltre a flessibilizzare i contratti di lavoro, mira a semplificare i licenziamenti, a limitare il diritto di sciopero e le prerogative dei sindacati, e a ridurre i contributi e gli indennizzi a carico delle imprese. Il governo sostiene che in questo modo si favoriranno nuove contrattazioni e la riduzione del lavoro nero, attualmente attestato al 43%, mentre l’opposizione e i sindacati denunciano una drastica precarizzazione delle condizioni di lavoro oltre alla perdita di diritti fondamentali acquisiti. 
   

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