“Tutte le uscite di sicurezza del
locale erano chiuse, nessuno ci ha dato indicazioni in quelle
fasi. Anche gli estintori non sono stati azionati e l’incendio è
divampato in pochi minuti, non c’era materiale ignifugo. Jessica
Moretti? E’ scappata”. Sono i racconti, in base a quanto si
apprende, forniti agli inquirenti romani che indagano sulla
strage di Crans Montana dai feriti italiani sentiti nei giorni
scorsi. In Procura è stata trasmessa una prima informativa degli
investigatori con i verbali di audizione dei primi ascoltati.
Alcuni testi hanno riferito, inoltre, che nel locale – anche se
si era raggiunta la capienza massima – era possibile entrare
solo dopo avere pagato le consumazioni. “Chiedevano fino a 270
euro per una bottiglia di champagne e non c’erano divieti per i
minori, potevano frequentare il bar e bere alcolici”. Racconti
che sono sostanzialmente “sovrapponibili” tra di loro: la
versione di quanto avvenuto il 31 dicembre al Costellation è
“univoca” da parte dei ragazzi che erano presenti nel locale.
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