Ong per i diritti umani e familiari dei prigionieri politici in Venezuela denunciano l’esclusione di almeno 400 detenuti dalla legge di amnistia approvata ieri dal Parlamento su iniziativa del governo ad interim di Delcy Rodríguez e la prosecuzione delle torture nelle carceri.
Secondo la ong Foro Penal oltre la metà dei 700 detenuti politici ancora in prigione rimane esclusa dall’amnistia. “La legge è un passo avanti ma esclude molti casi, principalmente quelli che riguardano detenuti politici ed ex militari”, ha affermato il direttore della ong Alfredo Romero, sottolineando che “non si può parlare di convivenza nazionale se si esclude una porzione così importante della società come i militari e le loro famiglie”.
I familiari dei detenuti esclusi dall’amnistia parlano di “truffa” e reclamano “un decreto per la liberazione di tutti i detenuti politici”. In una conferenza stampa Andreína Baduel, membro del Comitato per la Libertà dei Prigionieri Politici (Clippve) e sorella del prigioniero politico Josnars Baduel, ha affermato che l’amnistia “conferma che il regime non ha realmente alcuna volontà di fare le cose diversamente”. “E’ una truffa, più della metà dei prigionieri politici ingiustamente condannati sono esclusi e permangono detenuti in condizioni orribili. Dopo il 3 gennaio, la tortura in Venezuela non è cessata”, denuncia Baduel.
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