“La nostra disponibilità al dialogo c’è sempre. Tuttavia, troppe offerte di colloquio alla Russia rischiano di creare l’impressione che, con maggiore ostinazione, si possano ottenere sempre più concessioni. E questo sarebbe l’approccio sbagliato”. Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, al suo arrivo alla riunione dei ministri degli Esteri europei, rispondendo a una domanda sulle richieste di Parigi di aprire un dialogo con Mosca. “La nostra strategia è del tutto chiara. Vogliamo contribuire a un’intesa. Ma finora è fallita per la totale mancanza di volontà della Russia di condurre colloqui seri”, ha aggiunto.
“Sono sorpreso dalla posizione dell’Ungheria. Ne discuteremo con i colleghi ungheresi. Non credo sia giusto che l’Ungheria tradisca la lotta per la libertà e per la sovranità europea. Presenteremo nuovamente le nostre argomentazioni, a Budapest ma anche qui a Bruxelles, affinché si riconsideri la posizione”, ha detto poi Wadephul. “La posizione tedesca è molto chiara: dobbiamo mantenere il sostegno in modo duraturo e fare esattamente ciò che abbiamo fatto lo scorso anno, ossia continuare ad aumentare la pressione sulla Russia. Per questo stiamo lavorando intensamente al ventesimo pacchetto di sanzioni Ue e sono convinto che, alla fine, avremo successo. Tutti i problemi che esistono possono essere superati con chiarezza e fermezza, al fianco dell’Ucraina e con un orientamento europeo chiaro”, ha spiegato.
Budapest ribadisce il veto alle sanzioni contro Mosca: ‘No a ricatti’
Il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, ha ribadito il veto di Budapest sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia finché non verranno ripristinate le forniture di petrolio russo dall’oleodotto Druzhba. “Oggi ci sarà una grande battaglia, vorranno tutti il nostro sangue, ma è così, ci impegneremo in questa lotta, perché nessuno può scherzare con l’Ungheria, nessuno può mettere in pericolo la nostra sicurezza energetica” ha detto il capo della diplomazia magiara in un video diffuso sui suoi canali social prima del Consiglio Esteri a Bruxelles. “Il 24 febbraio si avvicina e, in occasione di questo triste anniversario, i fanatici della guerra di Bruxelles non hanno idea migliore che approvare un nuovo pacchetto di sanzioni. Non gli importa nemmeno se l’economia europea va in pezzi. È come quando un uomo magrolino cerca di mostrare i suoi bicipiti, è ridicolo e triste che siamo arrivati a questo punto” ha aggiunto. Szijjártó ha poi sottolineato che il veto vale anche per il prestito di guerra di 90 miliardi di euro. “È ovvio che l’Ucraina non potrà accedere a tale somma fintanto che continuerà a minacciare il nostro approvvigionamento energetico”, ha aggiunto.
Kallas: ‘Oggi non ci saranno progressi sulle nuove sanzioni a Mosca’
“Ci sarà una discussione sul ventesimo pacchetto di sanzioni” nei confronti di Mosca, “ma penso che oggi non ci saranno progressi in merito”. Lo ha detto l’Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, al suo arrivo alla riunione dei ministri degli Esteri Ue, evidenziando tuttavia la volontà di Bruxelles di “premere” sulle nuove misure restrittive, bloccate dal veto dell’Ungheria di Viktor Orban.
“Abbiamo sentito quali sono i problemi” che ha l’Ungheria sulle nuove sanzioni Ue a Mosca “e non sono assolutamente correlati al ventesimo pacchetto di sanzioni. Penso che non dovremmo collegare cose che non sono affatto collegate tra loro” ha aggiunto l’Alta rappresentante Ue. “Ascolteremo” Budapest “spiegare quali sono le ragioni per cui stanno bloccando” il pacchetto “e vedremo se ci sono possibilità di superarle”, ha spiegato, riferendo di aver parlato con alcuni governi che al tavolo “solleveranno” il tema “per convincere” chi blocca a togliere il veto.
Sui negoziati sulla pace tra l’Ucraina e la Russia “Guardando ai segnali, non sono così ottimista” sulla possibilità “che vedremo risultati nelle prossime settimane e nei prossimi mesi” ha detto Kallas, sottolineando che da parte di Mosca “non c’è serietà” e che la domanda resta “cosa la Russia è disposta a cedere”
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