“A differenza degli organismi viventi – affermano i ricercatori coordinati da Amy Lee – i virus non possono replicarsi in modo indipendente e dipendono da una cellula ospite per svolgere molti dei processi biologici necessari alla riproduzione. Il dogma – aggiungono – è che tutti i virus condividano una dipendenza universale dal meccanismo di traduzione della cellula ospite per la sintesi delle proteine virali“.
I virus giganti a Dna, tuttavia, stanno dimostrando di essere un po’ diversi. Oltre alle dimensioni, questi microrganismi possiedono genomi insolitamente grandi che possono superare il milione di coppie di basi, e in questi genomi custodiscono anche alcuni geni che codificano per un macchinario molecolare che permette la sintesi delle proteine, simile a quello in funzione nelle cellule eucarioti.
Gli autori dello studio hanno identificato tale macchinario esaminando il virus gigante noto come mimivirus, che è stato identificato nel 2003 e il cui genoma conta 1,2 milioni di coppie di basi. Modificando il microrganismo in modo da bloccare la produzione delle proteine, i ricercatori hanno inoltre scoperto che ciò compromette gravemente la replicazione del virus: questo significa che, per prosperare, dipende in maniera importante dal macchinario per la sintesi proteica.
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