In corso la prima conferenza stampa di Sanremo
“La differenza fra presentare e condurre è proprio questa: il presentatore, bene o male, lo può fare chiunque; il conduttore è un regista in scena, colui che detta i tempi del programma. E Pippo, in questo, è stato un maestro assoluto. Anzi, l’ha inventato lui. Soprattutto in questo ruolo, il legame tra Pippo e Sanremo è doppio, triplo, quadruplo”. Lo scrive il direttore artistico del festival di Sanremo Carlo Conti nella prefazione del ‘Quaderno51’ del Teatro Ariston dedicato a Pippo Baudo e pieno di bellissime fotografie e ricordi che parte dal presupposto “Se esiste ‘Perché Sanremo è Sanremo’ è anche e soprattutto ‘perché Baudo è Baudo'”. Conti ribadsice anche che quest’anno l’intera edizione del festival sarà dedicata a Baudo: “Lo farò fin dall’inizio, fin dalla prima serata: lo capirete – rivela – da come scenderò dalle scale, da quale sarà l’intro di questa edizione del festival. E cercherò di farlo ogni volta che avrò un ospite lanciato da lui, magari prendendo in prestito la sua voce o un suo video in cui presenta gli ospiti per renrdelo ancora vivo e far capire quanto questa edizione non possa che essere dedicata a Pippo Baudo”. Conti spiega con orgoglio e gratitudine che “Pippo è stato un faro, un punto di riferimento per me e, ne sono certo, per tutti i conduttori della mia generazione”. E sottolinea ancora: “Ci sono dei nomi con i quali noi siamo cresciuti: Pippo, Mike Bongiorno, Corrado, Enzo Tortora e anche Renzo Arbore per la parte che mi riguarda come spalla dei comici. Noi siamo cresciuti con quella tv fatta da loro, inventata da loro, creata da loro, e nel nostro dna di conduttori c’è qualcosa che abbiamo preso da quei maestri del mezzo televisivo. Personalmente, Baudo era il punto di riferimento. Pensate che, quando ho iniziato a trasmettere in radio e poi a presentare le prime serate a Firenze i miei colleghi della radio mi chiamavano ‘Pippo Conti’, prendendomi un po’ in giro”. Conti dice anche che Baudo è stato un esempio “non solo nella conduzione, ma soprattutto in quel suo senso dell’organizzazione, della direzione artistica, del coordinamento, dell’essere al centro dello spettacolo sia dal punto di vista della presentazione pura sia tacendo contemporaneamente il regista in scena”.
Codacons vigilerà su televoto, pubblicità occulta e irregolarità a Sanremo
Il Codacons vigilerà sulla correttezza di tutte le procedure legate alle votazioni e alla gara del Festival di Sanremo 2026 e, così come avvenuto negli ultimi anni, è pronto a denunciare nelle sedi competenti qualsiasi irregolarità legata al televoto o illeciti commessi sul palco dell’Ariston. “Proprio gli interventi legali del Codacons relativi al Festival – si legge in un comunicato – hanno portato negli anni a pesanti sanzioni per la Rai e ad indagini della magistratura: tra i casi più recenti si ricorda ad esempio la sanzione da 124mila euro inflitta dall’Agcom alla Rai per la pubblicità occulta ad Instagram denunciata dall’associazione nel corso dell’edizione di Sanremo del 2023 condotta da Amadeus. E l’anno successivo la Rai ha ricevuto una multa da 206mila euro per il caso di pubblicità occulta ad un marchio di scarpe indossato da John Travolta all’Ariston. Sempre nel 2023 su denuncia del Codacons la Procura di Imperia aprì una indagine per il reato di danneggiamento sul caso della scenografia distrutta dal cantante Blanco durante la sua esibizione come ospite. Nel 2010, invece, la magistratura avviò una indagine sul sistema di televoto, dopo le presunte irregolarità denunciate dall’associazione”. “E nell’edizione 2026 del Festival di Sanremo a rischiare denunce e sanzioni saranno anche gli artisti in gara – avvisa il Codacons – Il nuovo regolamento Rai prevede infatti che i cantanti risponderanno personalmente di pubblicità vietate a marchi commerciali e irregolarità commesse sul palco, e dovranno affrontare le conseguenze economiche e giuridiche delle iniziative intraprese durante il Festival”.
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