Nasce il nuovo governo dei Paesi Bassi, Jetten è il premier più giovane di sempre – Europa – Ansa.it

Nasce il nuovo governo dei Paesi Bassi, Jetten è il premier più giovane di sempre – Europa – Ansa.it


Il premier uscente Dick Schoof gli consegna il martelletto, come in Italia si fa con la campanella. “Sembra un semplice pezzo di legno…”, accenna. Ma quel testimone, passato nelle mani di Rob Jetten, apre una nuova stagione per i Paesi Bassi. A quattro mesi dal voto vinto di misura sull’ultradestra di Geert Wilders, il leader dei liberal-progressisti dei D66 – 39 anni da compiere il 25 marzo – è diventato il più giovane premier della storia dei Paesi Bassi.

E, investito delle aspettative dell’astro nascente, prova a rimettere ordine in un Paese stretto tra il malcontento per la crisi abitativa e lo scontro sulla migrazione. La sua promessa di riportare i Paesi Bassi nel cuore dell’Europa passa per un esecutivo di minoranza di centrodestra: insieme ai suoi D66, a governare saranno i liberali del Vvd – il partito che fu di Mark Rutte, oggi guidato dalla vicepremier e ministra della Difesa Dilan Yesilgoz – e i cristiano-democratici di Henri Bontenbal. Un’alleanza fragile che, con 66 seggi – nove sotto la maggioranza – dovrà costruire consenso dossier per dossier, mentre le opposizioni sono già sul piede di guerra. “E’ un grandissimo onore guidare i Paesi Bassi. Cominciamo…”, è stato il primo messaggio social del neo premier, accompagnato dalla foto della squadra fresca di giuramento davanti al re Guglielmo Alessandro: 10 ministri per il suo D66, 9 al Vvd (tra cui i dicasteri chiave di Difesa e Giustizia) e 8 per il Cda, forte delle caselle di Esteri e Interni. Difesa rafforzata – con un già contestato aumento della spesa ribattezzato ‘tassa Nato’ – sostegno all’Ucraina, conti in ordine e linea dura contro gli eurobond, suggellata dalla scelta di Eelco Heinen alle Finanze, sono i cardini del programma. “Per dire no alla mutualizzazione del debito i Paesi Bassi non devono nemmeno scriverlo nella Costituzione come in Germania, basta avere un primo ministro”, ironizzava settimane fa un funzionario europeo. A segnare il tono di Jetten è tuttavia l’europeismo dichiarato. “I populisti si battono con una campagna costruttiva per il proprio Paese”, aveva scandito l’enfant prodige olandese dopo il trionfo che, al termine di lunghe consultazioni, lo ha portato tuttavia a firmare un patto visto dagli analisti come di destra, con la prevista stretta sull’immigrazione e tagli al welfare per finanziare difesa e sicurezza. E a tendergli la mano, rasserenata dallo scampato pericolo Wilders, è l’Europa intera che – per bocca della voce di Ursula von der Leyen, Roberta Metsola e Antonio Costa – ha subito promesso al giovane premier “collaborazione, dall’economia alla sicurezza”, esprimendo un sostegno arrivato anche dalla famiglia di Renew al Parlamento Ue. Sul fronte interno però la temperatura è già alta: ogni legge sarà una trattativa, ogni voto un test di sopravvivenza per la coalizione. E fuori dai palazzi de L’Aja la protesta non si è fatta attendere: durante il giuramento, una ventina di attivisti di Extinction Rebellion ha manifestato contro Jetten. Ai loro occhi, è già reo di aver tradito le promesse sul clima e sull’immigrazione.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA



Source link