Tram deraglia a Milano, il malore del conducente e il sistema di frenata: questi i nodi dell’indagine – Notizie – Ansa.it

Tram deraglia a Milano, il malore del conducente e il sistema di frenata: questi i nodi dell’indagine – Notizie – Ansa.it


È nel malore del conducente e nel funzionamento del sistema automatico di frenata che si concentra ora l’inchiesta sul deragliamento del Tramlink della linea 9 avvenuto ieri in viale Vittorio Veneto a Milano, che ha provocato due morti e oltre cinquanta feriti. La Procura di Milano ha acquisito le immagini delle telecamere interne del mezzo, ritenute decisive per ricostruire la sequenza degli ultimi istanti prima dell’impatto contro il palazzo all’angolo con via Lazzaretto.

Video VIDEO | Il momento dell’incidente da una telecamera di un’auto

Raccolti anche i dati tecnici sulla velocità del convoglio, ora al vaglio degli investigatori. La pm Elisa Calanducci, che coordina le indagini con il procuratore Marcello Viola, è in attesa del dossier della Polizia locale e del Nucleo Radiomobile per proseguire con i prossimi atti e valuta di ascoltare il conducente nei prossimi giorni. Il tranviere, sessantenne con trent’anni di servizio, ha reso dichiarazioni spontanee agli agenti spiegando di aver accusato un malore che gli avrebbe fatto perdere il controllo del mezzo.

Video Tram deragliato a Milano, l’intervento dei soccorritori

Sotto la lente c’è in particolare il sistema di sicurezza cosiddetto “a uomo morto”, il dispositivo che interviene automaticamente frenando il tram se il conducente non dimostra di essere vigile alla guida. Gli inquirenti dovranno accertare se fosse attivo e se abbia funzionato. Tra i punti da chiarire c’è anche il passaggio alla fermata precedente all’impatto: il convoglio non si è fermato e gli investigatori dovranno accertare se ciò sia avvenuto perché non vi erano passeggeri in attesa o prenotati per la discesa, oppure se il malore del conducente fosse già intervenuto in quel momento. Certo è che l’incidente poteva avere conseguenze più gravi se il tram non avesse sbattuto prima contro un albero che ha evitato il ribaltamento sul lato prima dell’impatto contro le vetrine del ristorante Sul luogo dell’incidente è arrivato in mattinata il ministro dei Trasporti Matteo Salvini.

“Non è il momento di cercare colpe o responsabilità”, ha detto. “L’ipotesi più probabile in questo momento è il malore”, ha aggiunto, ricordando che il conducente è “assolutamente esperto” e il tram “di ultima generazione”. Il ministro ha messo a disposizione i tecnici del dicastero “per aiutare a capire, approfondire e prevenire”.

Sempre questa mattina, il sindaco Giuseppe Sala ha fatto visita ai due feriti più gravi ricoverati al Policlinico, entrambi in Neurorianimazione, ma stabili e non in pericolo di vita. Negli altri presidi cittadini restano ricoverati diversi pazienti: alcuni in osservazione, altri in via di dimissione, mentre in un caso si trova ancora in terapia intensiva. Proprio sul fronte sanitario sono intervenuti il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, che hanno espresso “cordoglio per le vittime e vicinanza alle famiglie” e ai feriti.

Fontana ha parlato di “una tragedia che colpisce l’intera comunità lombarda”, mentre Bertolaso ha ricordato l’attivazione immediata dei piani per il massiccio afflusso di pazienti e il supporto psicologico messo a disposizione di feriti e familiari. Anche l’amministratore delegato di Atm, Alberto Zorzan, ha rinnovato il cordoglio dell’azienda per le due vittime e la vicinanza ai feriti, assicurando piena collaborazione con l’autorità giudiziaria.

Nel punto ancora transennato dell’impatto, Atm ha deposto due mazzi di fiori bianchi con la scritta “Il cordoglio di Atm”. Una gerbera bianca è stata lasciata anche ai piedi dell’albero contro cui il convoglio ha urtato. Resta ora da chiarire se la perdita di controllo sia stata determinata esclusivamente da un malore improvviso o se altri fattori abbiano inciso nella sequenza che ha portato il tram a imboccare la deviazione e a schiantarsi contro il palazzo. È su queste domande, tra dati tecnici, immagini e consulenze, che si concentreranno i prossimi passaggi dell’inchiesta.

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