Borsa, l’Europa in picchiata con la guerra in Medio Oriente. Male i mercati asiatici – Notizie – Ansa.it

Borsa, l’Europa in picchiata con la guerra in Medio Oriente. Male i mercati asiatici – Notizie – Ansa.it


Le Borse europee peggiorano ancora con l’indice stoxx 500 che cede il 3,1%, portandosi ai livelli di gennaio scorso. Sui mercati aumenta la paura per gli impatti della guerra in Medio Oriente e per la chiusura dello stretto di Hormuz, lo snodo per il transito delle navi che trasportano petrolio e gas. Una quadro che alimenta il rally delle materie prime e crea tensione sui titoli di Stato. Sono in forte calo Madrid (-3,7%), Milano (-3,6%), Francoforte (-3,2%), Parigi (-2,6%), Londra (-2,5%).

Sul fronte delle materie prime prosegue la corsa del petrolio che apre in fortissimo rialzo a New York dove le quotazioni salgono del 7,13% a 76,31 dollari al barile per via della guerra in corso in Medio Oriente. Vola anche il gas che mette a segno un rialzo del 32,12% a 58,92 euro al megawattora.

I prezzi dei metalli preziosi sono in caduta dopo la fiammata dei giorni scorsi, con gli operatori che puntano su scommesse strategiche su energia e dollaro sfruttando il balzo dei prezzi di petrolio e gas alimentato dalla guerra in Iran. L’oro cede oltre il 4% a circa 5.075 dollari l’oncia, l’argento è crollato di oltre il 12%, attestandosi appena sotto i 78 dollari l’oncia.

In tensione i titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund sale a 69 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,47% (+12 punti base) e quello tedesco al 2,79% (+9 punti base). Il titolo a dieci anni del Regno Unito aumenta di 13 punti al 4,50%.

I future del Vecchio continente si muovono in calo, così come quelli di Wall Street. Gli investitori valutano gli impatti della chiusura dello stretto di Hormuz, con il gas e il petrolio che si preparano a nuovi rialzi.

Euro in calo questa mattina sui mercati valutari: la moneta unica europea è scambiata a 1,1669 dollari con una flessione dello 0,16% e a 183,4700 yen con una riduzione dello 0,27%. 

Le criptovalute affondano con la guerra in Medio Oriente, dopo l’attacco all’Iran. Il Bitcoin è in calo del 3,5% a 67.000 dollari. Male anche Binance (-2%), Dogecoin e Cardano (-4%) e Solana (-3,6%).

L’Asia chiude pesante con la guerra in Medio Oriente

Borse asiatiche pesanti in chiusura di seduta, con l’indice Msci Asia Pacifico (-2,8%) che mette a segno il peggior calo in due giorni. Sotto i riflettori resta la guerra in Medio Oriente, dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran, e gli impatti sull’economia globale. La chiusura dello stretto di Hormuz provoca tensione su petrolio e gas. In profondo rosso Tokyo (-3,06%). Sui mercati valutari lo yen è tornato a deprezzarsi sul dollaro, a 157,20, ed è poco mosso sull’euro a 183,40. Crolla Seul (-7,2%). Pesanti anche Hong Kong (-1,1%), Shanghai (-1,4%), Shenzhen (-3,2%) e Mumbai (-1,2%).

 

L’indice sudcoreano Kospi chiude in negativo di oltre 7% 
L’indice azionario di riferimento della Corea del Sud, il Kospi, ha chiuso in ribasso di oltre il 7% e il Nikkei giapponese di oltre il 3%. Gli investitori sono preoccupati per le turbolenze in Medio Oriente. Alla chiusura delle borse di Seul e Tokyo, il Kospi era in calo del 7,24% a 5.797,91 punti e il Nikkei 225 in ribasso del 3,06% a 56.279,05 punti. Il greggio Brent, nel frattempo, è salito del 2,34% a 79,56 dollari al barile.

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