Il Gruppo Gedi e il Gruppo Sae comunicano di aver firmato il contratto preliminare di cessione a quest’ultimo del quotidiano La Stampa. La cessione – spiega una nota di Gedi – comprende anche le testate collegate, le attività digitali, il centro stampa, la rete commerciale per la raccolta pubblicitaria locale, nonché le attività di staff e di supporto alla redazione. L’acquisizione avverrà attraverso un veicolo di nuova costituzione, controllato dal Gruppo Sae, nel quale si prevede anche l’ingresso di investitori legati al territorio del Nord Ovest.
L’esperienza maturata dal gruppo Sae, che opera nei settori dell’informazione e dei servizi di comunicazione a livello nazionale, costituisce – si legge nella nota congiunta – una solida base per la realizzazione di un progetto editoriale sostenibile e di lungo termine. Il progetto mira a garantire continuità nel posizionamento storico della testata, preservandone l’indipendenza editoriale e il profondo legame con il suo territorio. Il perfezionamento dell’operazione è previsto entro il primo semestre del 2026. La cessione è subordinata all’espletamento delle usuali procedure sindacali e burocratiche previste
Cairo: ‘La vendita della Stampa era nell’aria ma non entro nelle scelte altrui’
La vendita de ‘La Stampa’ “era una cosa abbastanza nell’aria, non è inaspettata, così come anche mi pare di Repubblica”. Lo dice il presidente di Rcs MediaGroup, Urbano Cairo, commentando la cessione dello storico giornale torinese da Gedi al gruppo Sae.
“Io non entro in scelte di altri gruppi che hanno evidentemente le loro motivazioni – aggiunge Cairo, a margine dell’annuncio del rinnovo della partnership tra il Giro d’Italia e Banca Mediolanum sulla Maglia Azzurra – Noi siamo attivi nel mondo della comunicazione e dell’editoria e abbiamo sempre incrementato. Io ho cominciato come piccolo editore di Giorgio Mondadori, poi ho lanciato molte testate settimanali, creando anche molta occupazione, poi ho comprato La7 risanandola dopo che perdeva 100 milioni l’anno, tenendo tutti i dipendenti, anzi aumentando l’occupazione di 100 persone. E poi ho preso Rcs, anche lì un’azienda di 3.300 persone, tenendo sempre tutti e sviluppando il più possibile in Italia e all’estero, perché siamo anche in Spagna. Io sono investitore in questo mondo, ovviamente un mondo in grande trasformazione: lo è stato prima con Internet, oggi lo è con l’intelligenza artificiale. Quindi devi essere sempre con gli occhi molto aperti, con le antenne molto dritte, perché è molto importante cercare di anticipare le trasformazioni quando avvengono”.
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