Dalla prima impresa culinaria, una ricetta ispirata da una filastrocca e realizzata a 8 anni con l’aiuto della nonna, al risotto con il pescegatto che lo ha portato a diventare il 15/o Masterchef italiano, Teo Canzi ha avuto tutto il tempo di dissipare ogni dubbio sul suo futuro. Laurea in economia, lo studio da commercialista dei genitori pronto ad accoglierlo, varie esperienze lavorative, per lui sullo sfondo è rimasta sempre la passione per la cucina. “Adesso ho capito definitivamente che questa è la mia strada – ha detto oggi nella conferenza stampa dopo la finale di ieri sera – ma soprattutto ho capito che facendo la professione per cui ho studiato, facendo quella vita per 40 anni non sarei mai stato felice”. Traguardo finale un ristorante suo, ma a 24 anni lo studente di Olgiate Molgora nel Lecchese sa benissimo che il percorso è ancora molto lungo e non ha fretta. “Dovrò farne di gavetta” ha riconosciuto. Con oltre 1.1 milioni di spettatori e il 5,6% di share, ‘il risultato migliore degli ultimi 5 anni’, si è chiuso quindi Masterchef il cooking show Sky Original. Una total audience media di 840mila spettatori nel giovedì sera e di 2,2 milioni di spettatori nei sette giorni (esclusa l’ultima serata). “Super chiusura di stagione”, la definisce Sky, anche sul fronte social: il cooking show ha dominato la conversazione web nei giorni di messa in onda, e anche in questa ultima settimana – grazie alle 523mila interazioni Social TV Audience in rilevazione Linear (+63% rispetto all’ultima serata della scorsa edizione) e alle 602mila interazioni nella rilevazione Same Day 24/7 (+67%) – “MasterChef Italia è stato il titolo televisivo in assoluto più commentato nell’intera giornata televisiva di ieri”. Soddisfatti anche gli avversari di Teo, arrivati in finale, Carlotta Bertin, Dounia Zirari e Matteo Rinaldi. Per tutti è stata una esperienza totalizzante ed entusiasmante, ha insegnato qualcosa e spalancato la speranza che i loro sogni potranno realizzarsi. A decretare il vincitore sono stati i giudici Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli. Teo si è lasciato andare a pianti e ringraziamenti, ma adesso dovrà amministrare il montepremi. Prima di tutto i 100.000 euro in gettoni d’oro, che, ha detto, non sa ancora come impiegherà. Quindi l’attende un corso di alta formazione presso Alma – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana. “Devo sistemare alcune cose ma conto di iscrivermi a breve, forse a settembre”, ha spiegato. Più immediata invece è la pubblicazione del suo primo libro di ricette: ‘Il gusto del perché – Nulla si crea. Nulla si distrugge. Tutto si cucina’, in uscita il 12 marzo (Baldini+Castoldi). E proprio sul tutto si cucina, un’ obiettivo ce l’ha già ben chiaro: valorizzare molto di più i prodotti e i piatti del suo territorio, “la Brianza dei laghi”, l’ha definita. Come appunto il “mio ingrediente segreto”, il pescegatto nel risotto che ha conquisto gli chef.
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