I Centri Antiviolenza in Italia nel 2024 hanno aiutato 36.400 donne – News – Ansa.it

I Centri Antiviolenza in Italia nel 2024 hanno aiutato 36.400 donne – News – Ansa.it


Sono poco più di 36.400 le donne che hanno affrontato nel 2024 il loro percorso di uscita dalla violenza con l’aiuto dei Centri antiviolenza. Emerge dal rapporto Istat “I Centri antiviolenza e le donne che hanno avviato il percorso di uscita dalla violenza”.

Tra le donne che stanno affrontando il percorso di uscita dalla violenza, il 64,5% ha subìto una violenza fisica, il 52,3% una minaccia, il 10,4% ha subìto uno stupro o tentato stupro, a queste va aggiunto il 13,6% che ha subìto altre tipologie di violenze sessuali come molestie sessuali, molestie online, revenge porn, la costrizione ad attività sessuali umilianti e/o degradanti. Il 22,8% dichiara di essere stata vittima di stalking (incluso cyberstalking).

“Molto elevata” è la prevalenza della violenza psicologica che, essendo quasi sempre agita in concomitanza di un’altra forma di violenza, viene subita da quasi nove donne su 10. Sono, invece, quattro su 10 le donne che stanno affrontando una violenza di tipo economico. Sono le donne tra i 30 e i 39 anni ad aver subìto maggiormente violenza fisica (70,2%). La violenza sessuale riguarda invece in misura superiore quelle che hanno meno di 29 anni (41,2%). Quasi tutte le donne con più di 30 anni (96,9%) hanno subìto almeno una forma di violenza come minacce, stalking, violenza psicologica, violenza economica.

Sono 409 i Centri Antiviolenza attivi nel 2024 

Sostanzialmente stabile, rispetto all’anno precedente, il numero dei Centri antiviolenza: sono 409 quelli attivi nel 2024, +1,2% rispetto al 2023 e +45,6% rispetto al 2017 (anno della prima indagine), quando erano 281. Nel 2024 erano 6.994 le lavoratrici che sostengono le attività dei Cav.

In calo il peso dell’apporto volontario (48,5%), che nel 2017 era del 56,1%. Complessivamente si sono rivolte ai Cav 61.370 donne, in media 169 donne per Centro, con valori più alti nel Nord-ovest (241) e nel Nord-est (238) e più bassi nel Sud (72). Nel 94,8% dei Centri vengono applicati strumenti e metodologie per la valutazione del rischio, valore in miglioramento nel tempo. Nel 2017 era pari all’82,2%. Solo il 18,7% dei provvedimenti di allontanamento o divieti di avvicinamento e/o di ammonimento sono stati ottenuti entro 7 giorni, un ulteriore 20,2% tra gli 8 e i 14 giorni, un dato stabile nel tempo. La quota restante ha richiesto un tempo maggiore che nel 12,3% dei casi ha superato i due mesi.

Il 39,7% delle donne nei Cav ha subito violenza economica

Il 39,7% delle donne (circa 14.450) ha indicato di avere subìto violenza economica, come per esempio l’impossibilità di usare il proprio reddito o di conoscere l’ammontare del denaro disponibile in famiglia; in altri casi invece le donne sono escluse dalle decisioni su come gestire il denaro familiare. 

“Elevatissimo”, viene sottolineato, il numero di figli che assistono alla violenza subita dalla propria madre (79,2% delle vittime che hanno figli). Nel 24,7% dei casi, i figli stessi delle vittime subiscono violenza da parte del maltrattante. Sono poco più di 9.800 le donne straniere, mediamente molto più giovani delle italiane, che nel corso del 2024 hanno intrapreso un percorso di uscita della violenza. Le straniere sono più di frequente vittime di violenze fisiche e sessuali: il 75,4% ha subìto una violenza fisica, il 55,9% una minaccia, il 14,4% ha subìto uno stupro o tentato stupro; a queste va aggiunto il 15,6% di donne che ha subìto altre tipologie di violenze sessuali.

Aumentano le donne con disabilità che si rivolgono ai Centri antiviolenza

Aumenta nel tempo il numero di donne con disabilità che si rivolgono ai Centri antiviolenza (Cav): erano circa 1.150 nel 2020 e arrivano a più di 2.800 nel 2024, con un incremento del 145%. 

Il 5,3% ha una difficoltà di tipo sensoriale, il 13,0% una difficoltà motoria, il 14,7% una difficoltà intellettiva e il 73,6% ha un’altra tipologia di difficoltà.

Rispetto al totale delle donne, per quelle con disabilità si osserva una percentuale maggiore di violenze perpetrate da un altro familiare o parente (16,7% contro il 10,7% del totale delle donne) e di quelle subite fuori dall’ambito familiare e di coppia (14,5% contro il 9,7%).

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