Il Punto
La guerra del Golfo registra una nuova escalation nelle acque di Hormuz, arteria strategica del traffico commerciale internazionale. I Pasdaran hanno colpito tre navi cargo e hanno rilanciato la sfida a Stati Uniti e Israele: “Dallo Stretto non passerà un litro di petrolio, preparatevi a pagare 200 dollari per un barile”.
Le forze armate Usa hanno risposto annunciando possibili raid contro i porti civili iraniani. “Tutte le navi appartenenti agli americani e ai loro alleati sono un obiettivo legittimo”, ha avvertito Ibrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare di Teheran, mentre le Guardie rivoluzionarie hanno annunciato di aver centrato una nave battente bandiera della Liberia, la Express Room, e la portarinfuse thailandese Mayuree Naree, che avevano tentato di “passare illegalmente” da Hormuz. In quest’ultima è scoppiato un incendio e 20 membri dell’equipaggio sono stati sbarcati in Oman. L’agenzia britannica Uktmo ha dato conto di almeno tre imbarcazioni colpite in successione da “proiettili sconosciuti”, registrando 14 incidenti analoghi dall’inizio della guerra. Sul fronte opposto il Comando Centrale Usa ha reso noto di aver “eliminato” 16 navi portamine iraniane. Secondo diverse fonti la Marina di Teheran finora ha piazzato nello Stretto circa una dozzina di ordigni di cui si conosce l’ubicazione, ma potrebbe dispiegarne a centinaia. Per Donald Trump invece non ci sarebbe ancora una minaccia di questo tipo. Sempre il CentCom ha invitato ad evitare “tutte le strutture portuali in cui operano le forze navali iraniane” che il “regime sta utilizzando per condurre operazioni militari”. Sono strutture che “hanno perso lo status di protezione e sono diventate legittimi obiettivi ai sensi del diritto internazionale”, l’avvertimento. “Colpiremo i porti regionali”, è stata la controreplica dal regime. Le incursioni iraniane sono proseguite nei Paesi limitrofi, dall’Arabia Saudita, che ha abbattuto sei missili e droni diretti ai suoi giacimenti petroliferi, all’Oman, nel porto di Salalah. Minacciato anche l’aeroporto di Dubai. Nuovi raid sono stati lanciati contro le basi americane in Iraq (anche su un centro logistico per diplomatici), Qatar e Kuwait. La propaganda di Teheran ha parlato di “attacchi su larga scala” su obiettivi statunitensi e israeliani, inclusi “banche e centri economici”, ma Washington sta registrando una progressiva e “drastica” diminuzione del volume di fuoco nemico, comprensibilmente per preservare il proprio arsenale. Segnali compatibili con il proclama dei Pasdaran: “Preparatevi alla possibilità di una guerra di logoramento a lungo termine che distruggerà l’intera economia americana e globale”. Secondo Abc, che ha citato un report dell’Fbi, persino la lontanissima California potrebbe diventare un obiettivo. Per quanto riguarda l’epicentro del conflitto si sono registrate nuove ondate di raid su tutto l’Iran, mentre l’Idf ha preso di mira infrastrutture di Hezbollah a Beirut (in tutto il Libano sono 800mila gli sfollati). Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha chiarito che la campagna andrà avanti “senza limiti di tempo, finché sarà necessario, giorno per giorno, obiettivo per obiettivo”. E se Trump ha insistito sul fatto che “la guerra finirà presto” perché “non c’è più niente da colpire”, funzionari della sicurezza a Gerusalemme ritengono che la Casa Bianca non chiuderà la partita in tempi brevi. Anche Emmanuel Macron, dopo una videoconferenza con i leader del G7, incluso Trump, ha avvertito che la capacità militari iraniane “non sono ridotte a zero”. Al di là della potenza bellica, la nuova leadership della teocrazia appare comunque in grave difficoltà, se si considera che Mojtaba Khamenei non è ancora apparso in pubblico da quanto è stato eletto Guida Suprema, domenica scorsa. Il 56enne ayatollah, scampato alla morte dopo i primi bombardamenti di Usa e Israele, risulta ferito alle gambe e alle braccia. Secondo l’ambasciatore a Cipro sarebbe in ospedale, ed in ogni caso “non in grado di pronunciare un discorso”.
00:12
Crosetto: missile contro la base italiana a Erbil, nessun ferito
“Un missile ha colpito la nostra base di Erbil. Non ci sono vittime, nè feriti tra il personale italiano. Stanno tutti bene. Sono costantemente aggiornato dal capo di Stato maggiore della Difesa e dal comandante del Covi”. Cosi’ il ministro della Difesa Guido Crosetto.
00:04
Idf: nuova ondata di attacchi su vasta scala a Teheran
L’aeronautica militare israeliana ha lanciato una nuova ondata di attacchi aerei su vasta scala a Teheran: lo annuncia l’Idf, come scrive il Times of Israel. L’esercito afferma che gli attacchi hanno come obiettivo siti del regime iraniano.
23:59
Icendio su due petroliere al largo dell’Iraq
Venticinque membri dell’equipaggio sono stati evacuati da due petroliere che hanno preso fuoco al largo della costa meridionale dell’Iraq, secondo quanto riportato dal sito Shafaq News, ripreso dalla Tass. Secondo una fonte delle forze dell’ordine locali, i soccorritori iracheni sono accorsi sul posto dopo le esplosioni e gli incendi a bordo delle petroliere.
21:44
Trump: preleverò un po’ di petrolio dalle riserve Usa
Donald Trump ha detto ai giornalisti al seguito che intende prelevare un “po'” di petrolio dalle riserve americane per contrastare l’aumento dei prezzi della benzina dovuto alla guerra in Iran.
23:02
Beirut: 8 morti nei raid israeliani nell’est del Libano
Il ministero della Salute libanese afferma che in serata 8 persone sono morte dopo gli attacchi israeliani nell’est del paese. L’attacco nel distretto di Baalbek “ha ucciso otto persone e ferito altre tre”, ha affermato il ministero in una dichiarazione. In serata altre otto vittime erano state denunciate per i raid a sud nella città di Tibnine.
20:38
Consiglio sicurezza Onu condanna attacchi Iran contro paesi Golfo
Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato con 13 voti a favore e due astenuti (Russia e Cina) la risoluzione proposta dal Bahrein che “condanna con la massima fermezza i gravi attacchi dell’Iran contro i territori di Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania e chiede l’immediata cessazione di tali attacchi e stabilisce che costituiscono una violazione del diritto internazionale e una grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale”. Il testo ha avuto 135 co-sponsor tra cui Usa e Italia.
20:35
Trump: ‘Abbiamo distrutto 28 navi posamine iraniane’
Le forze americane hanno distrutto 28 navi posamine iraniane. Lo ha dichiarato Donald Trump parlando con i giornalisti in Ohio.
19:13
Beirut, ‘8 morti in raid israeliano nel sud’
Il governo libanese annuncia che otto persone sono morte in un raid israeliano nel sud del Paese.
18:17
Iran minaccia: ‘Colpiremo i porti regionali se saranno attaccati i nostri’
Le forze armate iraniane hanno minacciato di colpire i porti del Medio Oriente se i loro porti venissero attaccati da Israele e Stati Uniti, ha riferito la televisione di stato. “Se i nostri porti e i nostri moli saranno minacciati, tutti i porti e i moli della regione diventeranno obiettivi legittimi”, ha dichiarato un portavoce delle forze armate, come riportato dai media.
17:49
Trump: ‘Potrei tagliare i rapporti commerciali con la Spagna’
Donald Trump torna a minacciare la Spagna per la sua posizione sulla guerra in Iran. “Potrei tagliare i rapporti commerciali” con Madrid, ha detto parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. “Gli spagnoli sono un grande popolo, la leadership non molto”, ha aggiunto.
17:25
Media: ‘L’Iran ha piazzato circa una dozzina di mine a Hormuz’. Trump: ‘Non ci credo’
L’Iran ha piazzato circa una dozzina di mine nello Stretto di Hormuz, in una mossa che probabilmente complicherà la riapertura dello stretto. Lo scrive Reuters online citando due fonti a conoscenza della questione.
Una fonte ha affermato che l’ubicazione della maggior parte delle mine è nota, ma si è rifiutata di spiegare come gli Stati Uniti intendano gestirle. L’attività di dispiegamento mine non è ancora estesa, riferiscono altre fonti alla Cnn, aggiungendo che Teheran detiene ancora oltre l’80-90% delle sue piccole imbarcazioni e dei suoi posamine, quindi le sue forze potrebbero facilmente piazzarne a centinaia.
Donald Trump però afferma di non credere alla notizia. Parlando con i giornalisti alla Casa Bianca il presidente ha anche sottolineato che “ci sarà un’enorme sicurezza” nello stretto: “Abbiamo distrutto quasi tutte le loro navi posamine in una notte”, ha aggiunto Trump. “Abbiamo messo fuori uso la loro marina, la loro aeronautica e tutti i loro sistemi di difesa aerea”.
17:15
Nyt, ‘indagine militare conferma che gli Usa hanno attaccato la scuola in Iran’
Un’indagine militare in corso ha stabilito che gli Stati Uniti sono responsabili dell’attacco contro la scuola elementare femminile di Minab lo scorso 28 febbraio. Lo riferiscono fonti informate al New York Times dopo che qualche giorno fa il giornale ha pubblicato delle foto satellitari che confermerebbero questa tesi.
L’attacco costato la vita a 175 persone, tra cui 165 bambine, sarebbe stato il risultato di un errore di mira da parte dell’esercito americano che stava conducendo attacchi contro una base dei pasdaran adiacente di cui un tempo la scuola faceva parte. I funzionari hanno sottolineato che i risultati dell’indagine sono preliminari e che restano importanti domande senza risposta sul perché le informazioni non siano state verificate dal Comando centrale Usa prima di fornire le coordinate per il raid.
16:47
Macron, ‘le capacità militari dell’Iran non sono ridotte a zero’
Le capacità militari dell’Iran ”non sono ridotte a zero”: lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, rispondendo ai cronisti al termine della videoconferenza con i leader del G7.
Aprendo la riunione, il capo di Stato transalpino ha sottolineato la necessità di ”ripristinare la libertà navigazione nello stretto di Hormuz il più presto possibile”. Le immagini dell’intervento di Macron sono state pubblicate sul profilo X dell’Eliseo.
”Sono ormai 11 giorni da quando sono cominciate le operazioni contro l’Iran, per fermare il programma nucleare balistico. Stiamo tutti scontando le conseguenze economiche globali. Per questo, penso che sia molto importante rimanere strettamente coordinati”, ha affermato Macron aprendo la riunione in videoconferenza con i leader del G7, tra cui il presidente Usa, Donald Trump, dopo i G7 Finanze ed Energia dei giorni scorsi.
Introducendo i lavori da Parigi, Macron ha quindi proposto ai leader di organizzare le discussioni intorno a “tre punti” fondamentali: ”Primo: avere un aggiornamento sull’attuale situazione e sui prossimi passi, per questo, Donald – ha detto rivolgendosi al presidente Usa – è una chance averti qui, per avere aggiornamenti sugli attuali raid e su quello che accade sul terreno”.
“Secondo – ha proseguito Macron – penso sia importante coordinarci per fare in modo che la libertà di navigazione venga chiaramente ripristinata nello stretto di Hormuz il più presto possibile. Dobbiamo anche essere pronti a tutelare la libertà di navigazione nel mar Rosso e a Bab-el-Mandeb, che è anche molto sensibile e siamo chiaramente pronti a riattivare alcune operazioni svolte in passato”.
Terzo argomento delle nostre discussioni deve essere il coordinamento economico”, ha proseguito il presidente francese e attuale presidente di turno del G7, ricordando, tra l’altro, l’annuncio dell’Agenzia internazionale dell’energia di rilasciare gli stock strategici per 400 milioni di barili.
16:20
Usa: ‘Possibili attacchi ai porti civili iraniani lungo Stretto di Hormuz’
Il Comando centrale americano ha avvertito del rischio possibili attacchi ai porti civili iraniani lungo lo Stretto di Hormuz.
Il Comando centrale americano ha avvertito i civili a evitare “subito tutte le strutture portuali in cui operano le forze navali iraniane. “Il regime iraniano sta utilizzando i porti civili lungo lo Stretto di Hormuz per condurre operazioni militari che minacciano il traffico marittimo internazionale”, si legge in una nota pubblicata sui social media.
Questa “pericolosa azione”, sottolinea il Centcom, “mette a rischio la vita di persone innocenti. I porti civili utilizzati per scopi militari perdono lo status di protezione e diventano legittimi obiettivi militari ai sensi del diritto internazionale”.
16:16
Ambasciatore israeliano, ‘l’Unifil ha concluso il suo ruolo’
“L’Unifil ha concluso il suo ruolo. Apprezziamo il lavoro del generale Abagnara e dei mille militari lì presenti. Sfortunatamente, però, Hezbollah sta sfruttando e abusando dei siti Unifil: spara da quei siti, vi scava sotto tunnel. Abbiamo quindi chiesto all’Unifil di restare nelle basi e non interferire, per non essere messi in pericolo. Dobbiamo eliminare Hezbollah e liberare il Libano da questa minaccia”. Lo ha detto l’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled a L’Aria che tira su La7.
15:38
Trump: ‘La guerra con l’Iran finirà presto’
Donald Trump sostiene che “la guerra con l’Iran finirà presto”. “Non c’è praticamente niente più da bombardare”, ha detto il presidente americano in un’intervista ad Axios.
“La guerra sta andando alla grande. Siamo molto in anticipo sui tempi previsti. Abbiamo causato più danni di quanto pensassimo possibile, anche nel periodo iniziale di sei settimane”, ha dichiarato Trump ad Axios sostenendo che “quando voglio che finisca, finirà”. “Cercavano di colpire il resto del Medio Oriente. Stanno pagando per 47 anni di morte e distruzione che hanno causato. Questa è una vendetta. Non se la caveranno così facilmente”, ha aggiunto il presidente americano.
15:06
Teheran: ‘Preparatevi al petrolio a 200 dollari al barile’
“Preparatevi al raggiungimento dei 200 dollari al barile perché il prezzo del petrolio dipende dalla sicurezza regionale che avete destabilizzato”. L’avvertimento a Usa e Israele arriva dalle forze armate iraniane, nel pieno della crisi lungo lo Stretto di Hormuz. “Non permetteremo che nemmeno un litro di petrolio raggiunga gli Stati Uniti, Israele e i loro partner. Qualsiasi nave o petroliera diretta a loro sarà un obiettivo legittimo”, ha ribadito Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare di Teheran, aggiungendo che Washington non sarà in grado di controllare i prezzi. Lo riporta al Jazeera.
14:49
I pasdaran rivendicano, colpite due navi nello Stretto di Hormuz
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno rivendicato di aver colpito due navi nello Stretto di Hormuz: una battente bandiera della Liberia, la Express Room, e la portarinfuse thailandese Mayuree Naree. “La nave liberiana, di proprietà di Israele, non ha prestato attenzione agli avvertimenti delle nostre forze navali ed è stata fermata dopo essere stata colpita – affermano i pasdaran in un comunicato -. La seconda nave, la portarinfuse Mayuree Naree che ha tentato di passare illegalmente lo Stretto, è stata presa di mira anche lei dopo gli avvertimenti delle forze navali”. “Lo Stretto di Hormuz è indubbiamente sotto la gestione delle forze navali delle Guardie: gli aggressori, gli Stati Uniti e i loro alleati, non hanno il diritto di attraversarlo”, conclude la nota. Secondo l’agenzia marittima britannica Ukmto, sono almeno tre le navi colpite oggi nelle acque a ridosso di Hormuz. La Marina thailandese ha confermato l’attacco alla Mayuree Naree, che era partita da un porto degli Emirati, aggiungendo che 20 marinai erano stati tratti in salvo dalla Marina dell’Oman, mentre tre risultano dispersi.
14:44
Usa: ‘Gli attacchi dell’Iran con missili e droni sono diminuiti drasticamente’
Dalle prime 24 ore dell’operazione Epic Fury, gli attacchi con missili balistici e droni iraniani sono diminuiti “drasticamente”. Lo ha detto il capo del Comando centrale americano, l’ammiraglio Brad Cooper, in un aggiornamento sulla guerra contro l’Iran. “La forza di combattimento degli Stati Uniti sta crescendo, quella dell’Iran sta diminuendo”, ha aggiunto l’ammiraglio.
13:49
Teheran: ‘Ogni nave d’Israele e Usa o con loro petrolio è obiettivo legittimo’
“Qualsiasi nave appartenga agli Stati Uniti, a Israele o trasporti petrolio di loro proprietà sarà un obiettivo legittimo delle forze armate iraniane nello Stretto di Hormuz”. Lo ha dichiarato il quartier generale centrale iraniano di Khatamolanbia, il comando combattente unificato delle forze armate, aggiungendo: “Non permettiamo nemmeno a un singolo litro di petrolio di passare attraverso lo Stretto di Hormuz”. Il quartier generale ha aggiunto nella sua dichiarazione che ogni nave che trasporta petrolio ad alleati degli Stati Uniti o di Israele sarà un obiettivo legittimo dell’Iran. “Non si possono abbassare i prezzi del petrolio e dell’energia con la respirazione artificiale”, ha sottolineato la dichiarazione, aggiungendo: “La politica del contrattacco è finita; d’ora in poi la nostra politica sarà un colpo dopo l’altro”.
13:33
Madrid non invierà navi nello stretto di Hormuz
Al contrario di Parigi, Madrid non prevede al momento di inviare navi nello stretto di Hormuz: “Noi siamo impegnati in missioni dell’Alleanza Atlantica dove sono i nostri cacciamine, ma certamente non è previsto in questi momenti” l’invio di mezzi navali, ha segnalato la ministra spagnola della Difesa, Margarita Robles, in dichiarazioni rese ai media oggi alla base di Retamares a Pozuelo di Alarcon (Madrid). “Noi continueremo a stare nelle missioni in cui siamo”, ha aggiunto Robles, interrogata dai cronisti, riguardo la notizia di una nave greca raggiunta oggi da un proiettile di origine ignota mentre navigava vicino allo stretto di Hormuz, che batteva bandiera delle Isola Marshall, secondo quanto riportato dal quotidiano Naftemporiki.
13:15
Teheran: ‘Dall’inizio del conflitto uccisi oltre 1300 civili’
Il governo di Teheran ha fatto sapere che nei 12 giorni dall’inizio del conflitto con Usa e Israele, sono stati uccisi oltre 1.300 civili e sono stati colpiti quasi 10mila siti civili. Lo riporta l’online di Al Jazeera.
Video Nuova ondata di attacchi su Teheran, soccorsi al lavoro fra le macerie
13:07
Ministro Iran: ‘Non parteciperemo ai Mondiali di calcio negli Usa’
Il ministro dello Sport iraniano esclude la partecipazione del suo Paese ai Mondiali di calcio negli Usa. Lo riporta la Faz, in un articolo sulla posizione di Donald Trump, che assicura che la squadra potrà partecipare. “Dal momento che questo governo corrotto ha assassinato il nostro leader, non abbiamo alcuna intenzione di partecipare ai Mondiali”, ha affermato il ministro Ahmad Donjamali in tv, sottolineando le “misure malvagie intraprese contro l’Iran”: “ci sono state imposte due guerre in otto o nove mesi e diverse migliaia dei nostri cittadini sono stati uccisi”. “Non abbiamo assolutamente alcuna possibilità di partecipare”.
13:03
Allarme missili dall’Iran a Tel Aviv e nord di Israele
Gli allarmi per l’arrivo di missili dall’Iran stanno suonando a Tel Aviv e nel centro di Israele. Lo constata l’ANSA sul posto. Le sirene stanno suonando anche nel nord del Paese.
12:50
Teheran protesta: ‘Colpita nostra nave-ambulanza nello Stretto di Hormuz’
L’Iran ha accusato gli Stati Uniti e Israele di aver colpito un’ambulanza marittima su un’isola nello strategico Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dai media locali. “In seguito agli attacchi sionisti-statunitensi di questo pomeriggio, un’ambulanza marittima di stanza al molo dell’isola di Hormuz è stata colpita da missili”, ha riferito l’agenzia di stampa Mehr, mostrando un filmato dell’imbarcazione in fiamme. Ha affermato che la nave trasporta pazienti d’urgenza dall’isola a Bandar Abbas, nella provincia meridionale iraniana di Hormozgan. Altri media hanno riportato resoconti simili.
Video L’esercito Usa pubblica immagini di presunti attacchi contro navi iraniane
12:13
Iran: ‘Presa di mira la direzione dell’intelligence israeliana’
L’esercito iraniano ha dichiarato di aver preso di mira diversi siti in Israele, tra cui la direzione dell’intelligence militare e una base navale, descrivendo gli attacchi come “ancora in corso”. Tra gli obiettivi colpiti fin dalle prime ore del mattino figurano, secondo il comunicato militare trasmesso dalla televisione di Stato, anche una base navale ad Haifa e una base di osservazione radar militare.
11:44
La fregata missilistica italiana è in area Cipro per difendere l’isola
La fregata missilistica ‘Federico Martinengo’, la nave della Marina militare italiana partita dal porto di Taranto venerdì scorso, è giunta nell’area di Cipro, per la difesa dell’isola. La fregata ha a bordo oltre 160 militari italiani, per un’operazione che avviene nell’ambito di un assetto in coordinamento tra Italia, Spagna, Francia e Olanda. La fregata si è ricongiunta la gruppo della portaerei francese Charles De Gaulle.
11:39
Marina della Thailandia, ‘Una nostra nave colpita nello Stretto di Hormuz’
Una nave portarinfuse thailandese in transito nello Stretto di Hormuz è stata attaccata stamattina e 20 membri del suo equipaggio sono stati finora salvati: lo ha fatto sapere la Marina thailandese. Non è chiaro se l’incidente abbia riguardato una delle tre navi commerciali che, secondo il Centro Operazioni Marittime del Regno Unito, erano state colpite nel Golfo sempre stamattina. Le foto condivise dalla Marina Reale thailandese mostrano un denso fumo nero che si alza dalla poppa della ‘Mayuree Naree’, battente bandiera thailandese, con zattere di salvataggio che galleggiano in acqua. La nave “è stata attaccata mentre transitava nello Stretto di Hormuz” dopo essere partita da un porto degli Emirati Arabi Uniti, ha dichiarato la Marina in un comunicato. “I dettagli specifici e la causa dell’attacco sono attualmente oggetto di indagine”, ha aggiunto. La Marina dell’Oman ha tratto in salvo 20 marinai e “sono attualmente in corso le operazioni per salvare i restanti tre membri dell’equipaggio”, ha affermato.
11:33
Idf: ‘Nuova ampia ondata di raid in Iran e su Beirut’
“L’Idf ha avviato una nuova ampia ondata di attacchi contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano in tutto l’Iran e, in contemporanea, ha iniziato a colpire infrastrutture di Hezbollah a Beirut”. Lo comunica il portavoce dell’Idf.
10:51
Il Papa: ‘Vicino al Libano in questo momento di prova’
“Sono vicino a tutto il popolo libanese in questo momento di grave prova”. Lo ha detto il Papa alla fine dell’udienza generale ricordando che oggi si celebrano i funerali di padre Pierre El Raii, parroco di Qlayaa, rimasto ucciso in un bombardamento. “Padre Pierre è stato un vero pastore che è rimasto sempre accanto al suo popolo”, ha sottolineato Leone XIV. “Si celebrano oggi a Qlayaa, in Libano, i funerali di padre Pierre El Raii, parroco maronita di uno dei villaggi cristiani nel sud di Libano, che in questi giorni stanno vivendo, ancora una volta, il dramma della guerra”, ha detto il Papa nell’udienza generale ricordando che “in arabo El Raii significa pastore. Padre Pierre è stato un vero pastore, che è rimasto sempre accanto al suo popolo con l’amore e il sacrificio di Gesù, Buon Pastore. Non appena ha sentito che alcuni parrocchiani erano rimasti feriti da un bombardamento, senza esitazione è corso ad aiutarli. Voglia il Signore che il suo sangue sparso sia seme di pace per l’amato Libano”.
“Continuiamo a pregare per la pace in Iran e in tutto il Medio Oriente, in particolare per le numerose vittimi civili, tra cui molti bambini innocenti. Possa la nostra preghiera essere conforto per chi soffre e seme di speranza per il futuro”, ha detto il Papa al termine dell’udienza generale.
10:47
Libano: ‘588 uccisi da Israele e 753mila sfollati in 10 giorni di guerra’
Sono 588 persone, tra cui civili, inclusi donne e bambini, gli uccisi da Israele in 10 giorni di guerra in Libano. Lo riferisce il ministero della sanità libanese, fornendo le cifre degli sfollati dallo scoppio del nuovo round del conflitto armato tra Hezbollah e Israele: 735mila persone in Libano hanno dovuto abbandonare le loro case nell’arco di dieci giorni. Ieri si sono registrate 28 persone uccise da Israele solo nel sud del Libano. Secondo fonti mediche e soccorritori citati dai media, i bombardamenti hanno colpito diversi centri abitati mentre le squadre di emergenza continuano a cercare persone disperse sotto le macerie degli edifici distrutti.
Video Raid aerei israeliani su edifici a Beirut
10:21
Agenzia Gb: ‘Almeno tre le navi colpite oggi nello Stretto di Hormuz’
Almeno tre navi sono state colpite oggi nei pressi dello Stretto di Hormuz, diventato il principale punto strategico della guerra in Medio Oriente. Una nave portacontainer, una nave cargo e una nave portarinfuse sono state colpite in successione da “proiettili sconosciuti”, secondo l’agenzia marittima britannica Ukmto, che ha dichiarato di aver registrato 14 incidenti che hanno preso di mira navi dall’inizio della guerra in Medio Oriente, il 28 febbraio.
09:39
Iran avverte: ‘Colpiremo banche e centri economici di Usa e Israele’
“Ieri sera, gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato una banca in Iran. A seguito di azioni illegittime e non convenzionali nella guerra, il nemico ci ha lasciato le mani libere per colpire i centri economici e le banche appartenenti al regime sionista e agli Stati Uniti nella regione”. Lo ha dichiarato il quartier generale centrale di Khatamolanbia, il comando combattente unificato delle forze armate iraniane. “Gli americani si aspettino le nostre dolorose contromisure”, ha avvertito il comando, aggiungendo: “La popolazione della regione non dovrebbe rimanere entro un raggio di un chilometro dalle banche”.
07:48
Figlio Pezeshkian: ‘Mojtaba Khamenei salvo nonostante ferite’
Il figlio del presidente Masoud Pezeshkian ha affermato che il nuovo leader Mojtaba Khamenei è salvo nonostante sia rimasto ferito durante i raid americani-israeliani. Yousef Pezeshkian ha scritto sul suo canale Telegram: “Ho saputo dell’infortunio del leader e ho contattato alcuni amici che avevano contatti e mi hanno detto che sta bene e che non ci sono problemi”. Sebbene le autorità abbiano mantenuto il silenzio sulla questione e non abbiano rilasciato alcuna dichiarazione sul motivo per cui non abbia tenuto alcun discorso, come è consuetudine, dopo la sua elezione a leader alcuni giorni fa, notizie non ufficiali circolate sui social media negli ultimi giorni hanno affermato che Khamenei è stato ricoverato al Sina Hospital, con gravi ferite alla gamba e all’addome, dopo essere stato preso di mira insieme alla sua famiglia durante gli attacchi USA-Israele del 28 febbraio, durante i quali suo padre, il defunto leader Ali Khamenei, e alcuni membri della famiglia sono stati uccisi.
07:45
Media: ‘Iran bersaglia basi Usa nell’operazione più pesante dall’inizio della guerra’
L’Iran ha lanciato attacchi missilistici contro le basi statunitensi di Al Udeid in Qatar, Camp Arifjan in Kuwait e Harir in Iraq, si legge in una dichiarazione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica su X, riportato dalla Bbc, Condivisa dall’Isna, un’agenzia di stampa statale iraniana, la dichiarazione afferma che il “lancio massiccio” ha preso di mira anche la Quinta Flotta Navale statunitense nella regione e che “l’infrastruttura operativa dell’esercito statunitense è stata distrutta”. Un post separato la definisce “l’operazione più devastante e pesante” dall’inizio della guerra.
