Il petrolio supera i 100 dollari, lo Stretto di Hormuz rischia un lungo stop: cosa sta accadendo – Notizie – Ansa.it

Il petrolio supera i 100 dollari, lo Stretto di Hormuz rischia un lungo stop: cosa sta accadendo – Notizie – Ansa.it


La guerra in Medio Oriente sta causando la “più grande interruzione dell’approvvigionamento nella storia del mercato petrolifero globale”, costringendo i produttori di petrolio del Golfo a tagliare la produzione. Lo indica l’Agenzia internazionale per l’energia. Nel suo ultimo report mensile, l’Aie riferisce che la produzione di greggio è attualmente in calo di almeno 8 milioni di barili al giorno, con ulteriori 2 milioni di barili al giorno bloccati relativi ai prodotti petroliferi, inclusi i condensati, un volume pari a quasi il 10% della domanda mondiale.    

La decisione dell’Agenzia internazionale per l’energia di svincolare le riserve globali di petrolio per fronteggiare gli effetti della guerra in Iran ha avuto un “forte impatto” sui mercati energetici. Lo ha detto il direttore esecutivo dell’Aie, Fatih Birol, in conferenza stampa a Istanbul, all’indomani della raccomandazione dell’agenzia di un rilascio coordinato di 400 milioni di barili dalle riserve strategiche globali per attenuare uno degli shock petroliferi più gravi dagli anni ’70, il più grande intervento di questo tipo nella storia. I mercati energetici globali si trovano ora in un “punto di svolta critico”, ha aggiunto Birol.

Il petrolio supera i 100 dollari al barile

Dopo aver nuovamente superato in nottata i 100 dollari al barile, nonostante la messa in vendita di ingenti scorte per scongiurare una carenza globale, in mattinata il prezzo del petrolio ha rallentato la sua corsa.

A New York il Wti segna in avvio un rialzo del 6,49%, a 92,91 dollari al barile, mentre il Brent sale del 6,62%, avvicinandosi ai 100 dollari, a quota 98,07.

Lo stretto di Hormuz a rischio di una chiusura prolungata

L’intensificarsi degli attacchi iraniani e la decisione del governo statunitense di sospendere le scorte militari alle petroliere che attraversano lo Stretto di Hormuz stanno sollevando la prospettiva di una chiusura prolungata che soffocherebbe le esportazioni attraverso la più importante rotta di trasporto energetico del mondo. Lo riporta il Wall Street Journal.

Anche zolfo e acido solforico a rischio per il blocco di Hormuz

Il blocco dello Stretto di Hormuz sta causando non solo l’interruzione del transito del greggio ma anche delle forniture di zolfo e acido solforico, essenziali per i fertilizzanti, i semiconduttori, la raffinazione del nichel e la fusione del rame (uno dei metalli più utilizzati al mondo). Lo ricorda la Bbc sottolineando che circa la metà dello zolfo globale trasportato via nave attraversa lo Stretto di Hormuz. La regione del Golfo è uno dei maggiori produttori mondiali perché lo zolfo è un sottoprodotto di un particolare tipo di petrolio, noto come petrolio greggio acido. La scorsa settimana – sottolinea il media – i prezzi in Cina, che assorbe gran parte della fornitura mondiale di zolfo, sono aumentati del 15%, secondo gli analisti delle materie prime Argus.

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