L’incubo di attentati in rappresaglia all’attacco di Washington e Israele contro l’Iran si è concretizzato nell’attacco ad una sinagoga in Michigan. Un uomo ha guidato la sua auto imbottita di mortai contro il Temple of Israel, alla periferia di Detroit, e ha aperto il fuoco contro gli agenti della sicurezza prima di essere ucciso.
L’uomo si chiamava Ayman Ghazaleh e prima di lanciarsi con la sua auto contro il Temple of Israel ha pubblicato sui social media le foto della sua famiglia, tra cui dei bambini, scrivendo che erano stati uccisi in un recente attacco israeliano nella città di Mashghara, in Libano. Lo riporta la Cnn.
“L’antisemitismo non conosce limiti né confini. Israele viene attaccato perché è lo Stato ebraico. Il Temple of Israel a Detroit è stato attaccato oggi perché è un luogo di culto ebraico”. Lo dichiara il premier israeliano Benyamin Netanyahu su X, dopo la sparatoria in Michigan, rendendo “omaggio al coraggioso personale di sicurezza della sinagoga per l’intervento tempestivo. Hanno salvato delle vite”. “Non ci inchiniamo agli attacchi antisemiti in Israele e sono grato al presidente Trump per la sua ferma posizione contro gli attacchi antisemiti in America”, ha concluso.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
