Trump: ‘Impegno da diversi Paesi sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz’. Seul: ‘Valuteremo attentamente la richiesta’. Araghchi: ‘Mojtaba Khamenei sta bene’ – LIVEBLOG – Notizie – Ansa.it

Trump: ‘Impegno da diversi Paesi sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz’. Seul: ‘Valuteremo attentamente la richiesta’. Araghchi: ‘Mojtaba Khamenei sta bene’ – LIVEBLOG – Notizie – Ansa.it


IL PUNTO

Donald Trump ha affermato di non essere ancora pronto a stringere un accordo per porre fine alla guerra con l’Iran, nonostante la disponibilità di Teheran: ‘Non so nemmeno se Mojtaba Khamenei sia vivo’. ‘E’ vivo e sta bene, fa sapere Teheran. I pasdaran minacciano di morte Netanyahu: ‘Continueremo a dargli la caccia’. –

10:49

Iran, ‘Usa e Israele hanno colpito Paesi arabi con droni simili a Shahed’

L’Iran accusa Stati Uniti e Israele di aver “preso di mira i Paesi arabi da posizioni specifiche” durante la guerra in corso, rivendicando di aver “attaccato solo basi statunitensi e i loro interessi nella regione, che hanno agito contro l’Iran”. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, ad Al-Araby Al-Jadeed, replicando alle condanne internazionali per gli attacchi iraniani contro i Paesi del Golfo Persico e in particolare contro le loro aree residenziali. Araghchi ha aggiunto che Teheran è pronta a istituire una commissione d’inchiesta congiunta con i Paesi della regione, al fine di stabilire se gli obiettivi siano stati colpiti o meno dai droni americani Lucas, simili ai droni iraniani Shahed.

10:39

Idf, ‘nuovo lancio di missili dall’Iran, in azione sistemi di difesa’

L’esercito israeliano riferisce di aver identificato poco fa un nuovo lancio di missili dall’Iran verso Israele. I sistemi di difesa stanno operando per intercettare la minaccia, aggiunge l’Idf. Le sirene d’allarme sono scattate a Tel Aviv e nel centro di Israele per un lancio di missili dall’Iran. Si sentono forti boati nel centro della città, come constata l’ANSA sul posto.

10:13

Pakistan, ‘colpite strutture militari in Afghanistan’

Il Pakistan afferma che le sue forze armate hanno attaccato installazioni militari nel sud dell’Afghanistan, nonché quelli che definiscono “covi di terroristi”, negli ultimi raid tra le due parti. Fonti delle forze pachistane sostengono che le truppe di Islamabad hanno “distrutto efficacemente le infrastrutture di supporto tecnico e i depositi di equipaggiamento a Kandahar”, città dove si suppone viva il leader dei talebani di fatto al potere in Afghanistan, Hibatullah Akhundzada. Secondo le stesse fonti, un altro attacco avrebbe preso di mira un tunnel a Kandahar che le forze pachistane suppongono fosse utilizzato dai talebani afghani e dai talebani pakistani, accusati da Islamabad di una serie di attacchi. Gli abitanti di Kandahar hanno riferito all’Afp di aver visto aerei a reazione sorvolare la città e di aver udito esplosioni durante la notte. “Aerei militari hanno sorvolato la montagna dove si trova una struttura militare, e subito dopo c’è stata un’esplosione”, ha detto uno di loro, aggiungendo che si potevano vedere delle fiamme. Secondo quanto riferito dai residenti, un attacco aereo è stato udito anche a Spin Boldak, a sud-est di Kandahar, mentre le autorità della provincia di Khost, al confine orientale, hanno parlato di scontri avvenuti sabato sera. Il portavoce del governo talebano di fatto al potere in Afghanistan, Zabihullah Mujahid, ha detto che gli attacchi avrebbero causato danni a “un centro di riabilitazione per tossicodipendenti” e a un container vuoto a Kandahar. “I luoghi di cui parlano sono molto distanti da questi due posti”, è la versione del governo di Kabul.

11:08

Araghchi, ‘Mojtaba Khamenei sta bene e governa l’Iran’ ++ Mini

“La Guida Suprema Mojtaba Khamenei gode di buona salute e governa pienamente il Paese”. Lo ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in risposta alle notizie sull’assenza di Khamenei dalla vita pubblica e in tv da quando è stato eletto la scorsa settimana. “La situazione nel Paese è stabile”, ha aggiunto Araghchi, citato dall’agenzia Irna. Il presidente Donald Trump ha dichiarato ieri di non sapere nemmeno se Mojtaba Khamenei sia vivo. Anche il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva affermato che Khamenei è “ferito e probabilmente sfigurato”.

09:33

Seul, ‘valutiamo con attenzione la richiesta di Trump su Hormuz’

La Corea del Sud “valuterà con attenzione” la richiesta di Donald Trump di “inviare navi da guerra” nello Stretto di Hormuz per “garantire che rimanga aperto”: lo ha affermato un funzionario presidenziale citato dall’agenzia Yonhap, aggiungendo che Seul si trova “in comunicazione stretta” con Washington sull’argomento. “La sicurezza delle rotte marittime internazionali e la libertà di navigazione sono nell’interesse di tutti i Paesi e sono protette dal diritto internazionale”, ha dichiarato il funzionario coreano. “Sulla base di questo principio, speriamo che la rete logistica marittima globale torni rapidamente alla normalità”.

07:41

Media, ’20 arresti nel nord-ovest dell’Iran per collaborazione con Israele’

Venti persone sono state arrestate nel nord-ovest dell’Iran con l’accusa di collaborazione con Israele: lo ha riportato l’agenzia di stampa Tasnim, ripresa da Iran International. L’annuncio degli arresti è arrivato dal procuratore centrale della provincia dell’Azerbaigian Occidentale. Gli arrestati sono sospettati di aver condiviso con Israele informazioni sensibili “su siti militari e di sicurezza”. 

06:30

Pasdaran, ‘braccheremo e uccideremo Netanyahu’

“L’incertezza sul destino del criminale Primo Ministro sionista e la possibilità della sua morte o della sua fuga con la famiglia dai territori occupati rivelano la crisi e l’instabilità degli sionisti. Se questo criminale assassino di bambini è ancora vivo, continueremo a dargli la caccia e a ucciderlo con tutte le nostre forze”. Lo scrivono le Guardie Rivoluzionarie iraniane in un comunicato, riportato dall’agenzia Fars.
    “Gli obiettivi dei criminali terroristi sionisti americani nel primo round di ingiusta vendetta di sangue per i martiri iraniani – dice ancora la nota dei pasdaran – sono stati distrutti con forza e intensità nelle posizioni nei territori occupati e in 3 basi americane nella regione da un’operazione congiunta delle forze delle Guardie Rivoluzionarie”.
    “Il suono continuo delle sirene delle ambulanze e l’ammissione da parte delle istituzioni sioniste del crescente numero di morti e feriti a seguito di questa efficace operazione iraniana – scrivono ancora i pasdaran – hanno rivelato la profondità dell’impatto dei missili pesanti delle Guardie Rivoluzionarie sui settori industriali di Tel Aviv. Anche i settori industriali e il centro di raduno delle forze americane presso le basi aeree di Harir a Erbil e le basi di Ali Salem e Arifjan sono stati distrutti da potenti missili e droni iraniani”. 

06:15

Cinque raid nella notte su Israele, due feriti a Holon

Notte di raid su Israele: dalla mezzanotte, stando al Times of Israel, si sono susseguiti cinque attacchi. Il bilancio è di due due persone rimaste leggermente ferite a Holon, nel centro del Paese, a seguito del secondo attacco. Le ferite sono state causate dall’impatto nella zona, probabilmente da frammenti caduti dopo un’intercettazione. L’Idf ha avviato un’indagine sulle circostanze dell’accaduto. Il servizio medico di emergenza israeliano ha dichiarato che un uomo di circa 80 anni sta ricevendo cure mediche sul posto per lievi ferite causate da schegge di vetro, e una donna, anch’essa di circa 80 anni, è in cura per sintomi da inalazione di fumo. Diverse altre persone sono in cura per shock. I raid missilistici che nelle ultime ore hanno interessato diverse parti di Israele, da nord a sud, hanno avuto come origine sia il Libano sia l’Iran: lo riferiscono diversi media israeliani, tra questi il Times of Israel e Haaretz. Oltre agli attacchi ordinati da Teheran, ce ne sarebbero dunque anche alcuni riconducibili a Hezbollah, spiega la stampa israeliana. Al momento, non sono state riportate morti legate ai raid più recenti.

05:54

Wafa, ‘coppia con due bambini uccisi in Cisgiordania’

Un uomo palestinese, sua moglie e i loro due figli sono stati uccisi poco dopo mezzanotte dalle forze israeliane nella città di Tammun, a sud di Tubas, in Cisgiordania, mentre altri due figli sono rimasti feriti da schegge. Lo scrive l’agenzia palestinese Wafa. Fonti locali hanno riferito che le forze speciali israeliane si sono infiltrate nella città, seguite da rinforzi militari provenienti dal checkpoint di Ein Shibli e dal checkpoint di Tayasir e hanno aperto il fuoco contro un veicolo.
La Wafa riporta i nomi delle vittime: Ali Khaled Bani Odeh, 37 anni, sua moglie Waad Othman Bani Odeh, 35 anni, e i loro due figli, Mohammed, 5 anni, e Othman, 7 anni. Gli altri due figli, Mustafa, 8 anni, e Khaled, 11 anni, hanno riportato lievi ferite da schegge alla testa e al viso. La Mezzaluna Rossa Palestinese ha affermato che le forze israeliane hanno impedito ai suoi soccorritori di raggiungere i feriti all’interno del veicolo e li hanno costretti ad allontanarsi dalla zona, prima di consentire loro di recuperare i quattro corpi – un uomo, una donna e due bambini – insieme ai due bambini feriti. In un altro episodio, le forze israeliane hanno arrestato Mahmoud Hassan Bani Odeh e suo figlio Hassan, di 19 anni, dopo aver fatto irruzione nella loro casa a Tammun. Hanno inoltre fermato il minore Yaman Hossam Bani Odeh, di 15 anni.

05:40

Riad annuncia abbattimento 10 droni, ma Teheran ‘non sono nostri’

Il Ministero della Difesa saudita ha dichiarato di aver intercettato e distrutto 10 droni a Riad e nelle regioni orientali. In precedenza, il ministero aveva comunicato di aver distrutto sette droni a Riyadh e nelle regioni orientali. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha però fatto sapere che l’attacco con droni all’Arabia Saudita non ha alcun collegamento con l’Iran. “L’Arabia Saudita ha annunciato di aver attaccato e distrutto 10 droni su Riad e Sharqiya – scrive l’ufficio stampa dei pasdaran, ripreso dall’agenzia iraniana Tasnim – Questo attacco non ha alcun collegamento con la Repubblica Islamica dell’Iran e il governo saudita dovrebbe indagare sulla provenienza degli attacchi”.

02:47

Media, ’14 morti in Libano per attacchi Idf, 4 sono bambini’

Il Ministero della Salute libanese ha segnalato vittime a seguito di due distinte ondate di attacchi israeliani nel Libano meridionale. Lo riporta Al-Jazeera. Il Ministero ha riferito che sette persone sono state uccise e otto ferite in due raid israeliani che hanno preso di mira le città meridionali di Sidone e al-Qatrani. Altre sette persone sono state uccise in un attacco israeliano contro il quartiere di Nuns nella città meridionale di Nabatieh. Tra le vittime, quattro bambini. In precedenza, il Ministero aveva comunicato che il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani dal 28 febbraio era salito a 826, mentre il numero degli sfollati aveva superato gli 831.000. 

02:41

Al-Jazeera, ‘droni e missili intercettati su Arabia Saudita e Giordania’

Il Ministero della Difesa saudita afferma che tre droni sono stati intercettati e distrutti nella regione orientale del Paese. Lo fa sapere Al-Jazeera, secondo cui inoltre sono state udite delle esplosioni nella città di Irbid, in Giordania, in seguito all’intercettazione di missili. 

02:14

Trump, ‘sanzioni sul petrolio russo ripristinate a crisi finita’

La sospensione di alcune sanzioni sul petrolio russo, in un contesto di balzo dei prezzi del greggio, è dovuta al fatto che “voglio ci sia petrolio per il mondo. Voglio che ci sia petrolio”. Le sanzioni del 2022, imposte dopo l’invasione di Mosca dell’Ucraina, “saranno ripristinate non appena la crisi sarà terminata”. Sulle critiche alla mossa di alcuni leader stranieri, il tycoon, in un’intervista telefonica alla Nbc, non ha risposto direttamente, ma ha riversato la sua ira sul presidente ucraino: “Sono sorpreso che Zelensky non voglia raggiungere un accordo. Dite a Zelensky di trovare un accordo, perché Putin è disposto a farlo”. Interpellato sulle notizie secondo cui la Russia starebbe condividendo con l’Iran informazioni di intelligence sulla posizione delle forze militari Usa, Trump ha risposto: “Forse la Russia sta fornendo informazioni, forse no”. E ha poi aggiunto che gli Stati Uniti “stanno agendo allo stesso modo nei loro confronti”, di Mosca, poiché “stiamo fornendo qualche informazione all’Ucraina e stiamo cercando di ristabilire la pace tra le due nazioni”. Sulla disponibilità di Zelensky a fornire supporto per abbattere i droni iraniani, Trump ha replicato: “Non abbiamo bisogno di aiuto”, aggiungendo che “l’ultima persona da cui ci serve aiuto è Zelensky”. Il presidente si è rifiutato tuttavia di commentare se gli Stati Uniti abbiano accettato o meno l’assistenza di Kiev sulla tecnologie di intercettazione dei droni.

02:00

Trump, ‘non preoccupato dal rialzo dei prezzi della benzina’

Donald Trump ha ribadito di essere “non preoccupato” per l’aumento dei prezzi della benzina negli Usa in scia alle turbolenze sul petrolio dalla guerra in Iran. “Credo che scenderanno a livelli inferiori rispetto a prima; io, a suo tempo, li avevo portati a minimi storici”, ha notato riferendosi ai prezzi della benzina, promettendo che torneranno a scendere non appena sarà terminato il conflitto con l’Iran. Il primo marzo, il giorno successivo all’inizio degli attacchi da parte di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, il prezzo medio della benzina negli Usa si è attestato a 2,94 dollari al gallone, secondo i dati di GasBuddy. Sabato, il prezzo medio ha raggiunto i 3,66 dollari. “C’è così tanto petrolio, così tanto gas, ce n’è in abbondanza, ma, sapete, il flusso si è un po’ intasato. Molto presto si sbloccherà”, ha aggiunto il tycoon in un’intervista alla Nbc. Interpellato direttamente sulla possibilità che i prezzi della benzina possano influenzare le elezioni di midterm, Trump ha risposto: “Non sono affatto preoccupato. L’unica cosa che voglio fare è assicurarmi che l’Iran non possa mai più tornare a fare il prepotente in Medio Oriente”. 

01:45

Trump, ‘non so nemmeno se Mojtaba Khamenei sia vivo’

Il presidente americano Donald Trump ha messo in dubbio che sia ancora in vita la nuova Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, che giovedì non è apparso davanti alle telecamere per rilasciare la sua prima dichiarazione da leader del Paese. “Non so nemmeno se sia vivo. Finora nessuno è riuscito a mostrarlo”, ha detto Trump al telefono in un’intervista alla Nbc. “Mi giunge voce che non sia vivo e, se lo fosse, dovrebbe fare qualcosa di molto intelligente per il suo Paese: arrendersi”, ha aggiunto Trump, pur definendo la notizia della sua morte “una voce di corridoio”. Trump si è rifiutato di indicare se vi fosse un particolare leader iraniano che avrebbe voluto vedere assumere il ruolo di Guida Suprema, affermando invece che “Ci sono persone ancora in vita che sarebbero ottimi leader per il futuro del Paese”. Alla domanda se fosse in contatto con qualcuno dei potenziali leader, il presidente ha risposto: “Non voglio dirlo. Non voglio metterli in pericolo”. Il tycoon si è detto “sorpreso” dal fatto che l’Iran abbia preso di mira altri Paesi mediorientali, rimarcando che gli alleati americani nell’area, quali Emirati Arabi Uniti, Qatar e Arabia Saudita, “sono stati eccezionali” e “sono stati oggetto di attacchi a fuoco del tutto immotivati. Sono rimasto molto sorpreso. E’ stata la sorpresa più grande che abbia avuto in tutta questa vicenda”.

01:31

Trump, ‘impegno da diversi Paesi su sicurezza Stretto di Hormuz’

Donald Trump ha chiesto a “numerosi Paesi colpiti dalle prepotenze dell’Iran” di contribuire alla messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz, un vitale passaggio marittimo per le petroliere, mentre i prezzi del greggio hanno avuto un balzo. Il presidente Usa ha riferito che diversi Paesi si sono impegnati a contribuire alla sicurezza dello Stretto, pur rifiutandosi di fare nomi. “Non solo si sono impegnati, ma ritengono si tratti di un’ottima iniziativa”, ha detto in un’intervista telefonica alla Nbc. “Non voglio dire nulla” anche se “è possibile”, ha replicato alla domanda se la Marina Usa avrebbe cominciato a scortare le navi. In un post pubblicato su Truth nella mattinata di sabato, Trump aveva scritto: “Molti Paesi – in particolare quelli penalizzati dal tentativo dell’Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz – invieranno navi da guerra, in coordinamento con gli Usa per garantire che lo Stretto rimanga aperto e sicuro”, aggiungendo di auspicare “che la Cina, la Francia, il Giappone, la Corea del Sud, il Regno Unito e altri Paesi, colpiti da questa restrizione artificiale, inviino le proprie navi nell’area”. Nel corso della conversazione telefonica, Trump ha osservato che non è ancora chiaro se l’Iran abbia effettivamente sganciato mine nello Stretto. “Pattuglieremo con grande intensità e riteniamo che saremo affiancati da altri Paesi che incontrano ostacoli – e, in alcuni casi, sono impediti – nell’approvvigionamento di petrolio”, ha aggiunto. Il tycoon ha inoltre confermato che le forze americane hanno condotto attacchi contro l’isola di Kharg, un’isola strategica al largo delle coste iraniane. “Abbiamo totalmente demolito l’isola di Kharg, ma potremmo colpirla ancora qualche volta, giusto per divertimento. L’abbiamo totalmente decimata”, ha rimarcato Trump, ricordando che nulla è stato fatto contro le linee energetiche, “poiché ricostruirle richiederebbe anni”.

01:03

Trump, ‘non ancora pronto per accordo che concluda la guerra’

Il presidente americano Donald Trump ha affermato di non essere ancora pronto a stringere un accordo per porre fine alla guerra con l’Iran, nonostante la disponibilità di Teheran. La ragione, ha affermato il tycoon in un’intervista telefonica alla Nbc, è “perché i termini non sono ancora abbastanza buoni”, rifiutandosi di fornire i termini in questione. “L’Iran vuole stringere un accordo, ma io non voglio farlo, perché i termini non sono ancora abbastanza validi”, ha affermato il tycoon nell’intervista di quasi 30 minuti, aggiungendo che qualsiasi condizione dovrà essere “molto solida”. Alla domanda su quali sarebbero i termini di un potenziale accordo per porre fine alla guerra, il presidente ha risposto: “Non voglio rivelarvelo”. Il tycoon ha confermato che un impegno da parte dell’Iran ad abbandonare del tutto qualsiasi ambizione nucleare ne costituirebbe una parte integrante. Nelle ultime due settimane, i funzionari dell’amministrazione Trump hanno inviato messaggi contrastanti sugli obiettivi militari degli Stati Uniti in Iran e alla potenziale durata del conflitto: in alcuni frangenti, Trump ha detto che l’operazione potrebbe richiedere un mese o più, mentre in altri ha dichiarato che “siamo ben in anticipo sulla tabella di marcia” e che “non è rimasto praticamente nulla da colpire”. Nell’intervista, invece, Trump ha rimarcato che “l’unico potere che possiedono – un potere che può essere neutralizzato in tempi relativamente brevi – è la capacità di sganciare mine o lanciare missili a corto raggio. Tuttavia, una volta completate le operazioni lungo la fascia costiera, non disporranno più nemmeno di” quella. Successivamente ha aggiunto: “Abbiamo neutralizzato la maggior parte dei loro missili. Abbiamo neutralizzato la maggior parte dei loro droni. Abbiamo smantellato, in larga misura, i loro impianti di produzione di missili e droni. Nel giro di due giorni, tale capacità sarà totalmente annientata”.



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