L’Europa resta nella bufera, a metà seduta, con l’escalation in Medio Oriente per gli attacchi alle raffinerie e ai gasdotti.
Già un segnale era arrivato dall’Asia, in rosso con Tokyo in testa dopo che la Boj, la banca centrale giapponese, ha lasciato i tassi di interesse invariati segnalando la crescente incertezza sull’inflazione a livello globale. Al clima generale contribuisce poi il messaggio restrittivo da parte della Fed mentre cresce l’attesa sulla Bce.
Il prezzo del gas è schizzato in avvio fino a 74 euro, poi ha ripiegato e viaggia a 63 euro al megawattora con un rialzo del 16%. Sale anche il petrolio con il brent che ha toccato un massimo a 118 dollari per poi limare a 114 dollari (+6,5%). Più contenuto il wti (+0,9%) a 97 dollari al barile.
“La situazione è ora più preoccupante per gli operatori petroliferi perché l’interruzione dei mercati energetici globali potrebbe estendersi oltre la limitazione del traffico di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, fino a compromettere la capacità produttiva di uno dei più importanti centri di estrazione di petrolio e gas al mondo”, sottolinea Ricardo Evangelista, Senior Analyst, ActivTrades.
L’indice d’area del Vecchio Continente, lo stoxx 600, cede oltre il 2%.
Tra le singole Piazze, Francoforte lascia il 2,4%, Milano il 2,5%, Parigi l’1,74%, Londra l’1,99%, Madrid il 2,1%. L’Oat francese è al 3,67% mentre il 10 anni tedesco sfiora il 3%. Sul fronte dei cambi l’euro si apprezza sul dollaro. La moneta unica passa di mano a 1,1472 sul biglietto verde.
Lo spread tra Btp e Bund a 85 punti, su nuovi massimi di giornata
Lo spread tra Btp e Bund allunga ancora e oltrepassa la soglia degli 85 punti base. Proseguono a salire anche i rendimenti dei titoli di Stato con il decennale italiano che segna +13 punti base al 3,85%. L’Oat francese è al 3,7% mentre il dieci anni tedesco si consolida al 3%, il Gilt inglese è al 4,87% e il Treasury Usa al 4,3 per cento.
Gli analisti: ‘Gli attacchi in Medio Oriente scatenano la volatilità di gas e petrolio’
Torna la volatilità sui prezzi di petrolio e gas con la guerra in Iran è entrata in una nuova fase in seguito agli attacchi mirati sferrati da Israele e dagli Stati Uniti contro i giacimenti di gas iraniani. E’ questo lo scenario delineato dagli analisti e gestori finanziari. “Questa mattina i prezzi del petrolio Brent sono saliti, proseguendo il trend positivo della seduta precedente. Dal punto di vista dei mercati finanziari, la guerra in Iran è entrata in una nuova fase in seguito agli attacchi mirati sferrati da Israele e dagli Stati Uniti contro i giacimenti di gas iraniani, ai quali Teheran ha risposto minacciando di mettere fuori uso le infrastrutture di produzione energetica della regione”, afferma Ricardo Evangelista, senior analyst ActivTrades. “Questi sviluppi – aggiunge – hanno innescato una reazione dei mercati, che hanno scontato un aumento dei rischi legati a un’interruzione prolungata dell’approvvigionamento petrolifero dal Golfo Persico. La situazione è ora più preoccupante per gli operatori petroliferi perché l’interruzione dei mercati energetici globali potrebbe estendersi oltre la limitazione del traffico di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, fino a compromettere la capacità produttiva di uno dei più importanti centri di estrazione di petrolio e gas al mondo”.
In calo l’Asia
Borse di Asia e Pacifico in caduta con Tokyo in testa dopo che la Boj, la banca centrale giapponese, ha lasciato i tassi di interesse invariati segnalando la crescente incertezza sull’inflazione. Tokyo in chiusura lascia sul terreno il 3,38%. Hong Kong perde oltre il 2%, Shenzen il 2,27%, Shanghai l’1,39%, Seul il il 2,7%.
Anche l’impennata dei prezzi del petrolio e l’escalation del conflitto in Medio Oriente alimentano ulteriori i timori sulle prospettive economiche globali. Al clima generale ha contribuito poi il messaggio restrittivo da parte della Federal Reserve mentre oggi è attesa la Bce.
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