IL PUNTO
Fonti del Golfo hanno riferito al Telegraph che gli iraniani non intendono sedersi al tavolo con Steve Witkoff e Jared Kushner, accusandoli di “tradimento” a causa degli attacchi militari che hanno colpito Teheran poche ore dopo i colloqui tenuti a febbraio. JD Vance, il vicepresidente rimasto in gran parte in silenzio durante il conflitto, è ora indicato come principale negoziatore in caso di nuovi colloqui a Islamabad. La presunta trattativa per chiudere la guerra del Golfo non porta alla de-escalation. I missili iraniani hanno bucato l’Iron Dome nel cuore di Tel Aviv e l’esercito israeliano ha risposto con bombardamenti anche su Teheran. Al minimo storico nei sondaggi, Trump tenta la strada della trattativa. I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato oggi di aver lanciato missili in direzione di Israele, Kuwait, Bahrein e Giordania. Vittime in Libano per attacchi israeliani nella notte.
14:12
Iraq, ci riserviamo il diritto di rispondere al raid americano contro i nostri soldati
Il governo iracheno e le forze armate “hanno il diritto di rispondere con tutti i mezzi disponibili, nel rispetto della Carta delle Nazioni Unite”, dopo il bombardamento americano che ha colpito la base di Habbaniya nella regione occidentale di al-Anbar. Lo ha dichiarato il portavoce del comandante in capo delle forze armate, Sabah Numan.
In un comunicato citato dall’agenzia di notizie governativa Nina, Numan ha affermato che, “nonostante gli sforzi politici e operativi dell’Iraq per restare fuori dal conflitto regionale e l’impegno diplomatico per il cessate il fuoco e la stabilità”, sono proseguiti gli attacchi contro le forze irachene. L’ultimo, ha aggiunto, è avvenuto questa mattina contro l’ambulatorio medico-militare di Habbaniya, causando 7 uccisi e 13 feriti tra i membri dell’esercito.
13:46
Media, tank israeliani avanzano verso la cittadina cristiana di Debel in Libano
Mezzi e carri armati israeliani avanzano verso la località libanese a maggioranza cristiana di Debel, nel distretto di Bint Jbeil, a meno di 10 chilometri dalla linea di demarcazionecon Israele. Lo riferisce un corrispondente nel sud del Libano al quotidiano L’Orient-Le Jour.
Secondo le stesse fonti, nelle prime ore della giornata un colpo di artiglieria israeliano ha colpito un’abitazione nella zona, causando due feriti.
Hezbollah ha affermato di aver preso di mira due volte, alle 8:30 e alle 12:00, un gruppo di soldati israeliani nella stessa area.
13:35
Starmer, de-escalation della guerra con Iran vitale per costi energia
“Una de-escalation” nella guerra con l’Iran è l’obiettivo “più importante” in questa fase, anche per frenare l’impennata dei costi globali dell’energia e il loro impatto sulle bollette britanniche. Lo ha ribadito il premier laburista Keir Starmer nel Question Time del mercoledì alla Camera dei Comuni, nell’ambito di un acceso botta e risposta con la leader dell’opposizione conservatrice Kemi Badenoch sullo stop nelle estrazioni di petrolio e gas nella acque britanniche del Mare del Nord.
Badenoch ha contestato il premier sul mancato via libera a una nuova licenza d’estrazione in Scozia, accusandolo di nascondersi “pateticamente” dietro le prerogative ministro dell’Energia, Ed Miliband. Accuse a cui Starmer ha replicato richiamandosi insistentemente alla “legge” che assegna il potere normativo sulle licenze al titolare dell’Energia ed evocando la necessità di puntare in prima battuta “sulle fonti rinnovabili e sul nucleare” per evitare che la sicurezza energetica del Paese venga condizionata da produttori petroliferi quali “Iran o Russia”. Ma soprattutto rinfacciando alla leader Tory d’avere inizialmente cercato di spingere il Regno Unito a entrare in guerra contro l’Iran al fianco di Usa e Israele, salvo fare poi “marcia indietro”. Una guerra in cui “io ho invece deciso di non trascinare il Paese” in nome “dell’interesse nazionale”, puntando al contrario su una strategia di “sicurezza collettiva concordata con gli alleati”, ha rivendicato sir Keir.
12:50
L’ Idf, ‘colpito il centro di ricerca navale iraniano a Isfahan’
L’Aeronautica militare israeliana, sotto la direzione dell’intelligence delle Idf, ha portato a termine una vasta ondata di attacchi contro le industrie produttive del regime iraniano a Isfahan. Lo riportano i media israeliani. Nell’ambito degli attacchi, le forze di Difesa Israeliane, guidate dall’intelligence della Marina israeliana, hanno preso di mira il Centro iraniano di ricerca subacquea a Isfahan.
Secondo quanto riportato nel comunicato, il centro è l’unica struttura in Iran responsabile della progettazione e dello sviluppo di sottomarini e sistemi di supporto per la Marina iraniana.
12:41
Media, in settimana riunione tecnica Gb-Francia-alleati su missione per Hormuz
Regno Unito e Francia presiederanno in settimana una riunione tecnica fra capi di stato maggiore con una trentina di Paesi alleati, europei e non, per definire i piani di una futura missione navale impegnata a garantire la riapertura dello strategico Stretto di Hormuz: chiuso a gran parte del traffico commerciale e petrolifero dall’Iran in risposta agli attacchi di Usa e Israele. Lo riporta il Guardian.
Ieri il Times aveva riferito d’una rinnovata disponibilità britannica, e di un possibile incontro a Portsmouth, dopo la dichiarazione di Londra firmata da 22 Paesi (Italia compresa) in cui s’ipotizzavano iniziative dopo una tregua.
12:18
Media, entro 48 ore prevista svolta nei negoziati Usa-Iran
Fonti pakistane riferiscono ad Anadolu che entro 48 ore è prevista una svolta nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, mentre Teheran chiede garanzie, mantiene il programma missilistico fuori discussione e pretende un risarcimento.
La Turchia sta svolgendo insieme al Pakistan da mediatore per risolvere il conflitto in Medio Oriente.
11:08
Egitto e Ue, ‘unire gli sforzi per de-escalation in Medio Oriente’
Egitto e Unione Europea devono unire i loro sforzi per allentare le tensioni in atto nella regione. E’ quanto emerso da una telefonata tra il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e l’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri dell’Unione europea Kaja Kallas.
La rappresentante europea – riferisce una nota egiziana – ha espresso preoccupazione per “le gravi ripercussioni dell’escalation nella regione sulla sicurezza energetica e sull’economia globale”, affermando che l’ Unione europea “conta sul continuo e instancabile impegno dell’Egitto per contenere la situazione, analogamente a quanto fatto per la questione di Gaza”.
Il ministro Abdelatty ha ribadito la posizione dell’Egitto a favore della de-escalation, sottolineando “l’urgente necessità di coordinamento tra Egitto e Unione Europea per promuovere soluzioni diplomatiche e politiche, impedendo così un’ulteriore diffusione del conflitto”.
10:17
Ambasciatore Iran, ‘Non ci sono stati ancora negoziati tra Usa e Iran’
L’ambasciatore dell’Iran in Pakistan afferma che non ci siano stati finora colloqui tra Washington e Teheran. Il presidente statunitense Donald Trump aveva parlato di incerti progressi negli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra. “Abbiamo appreso questi dettagli anche attraverso i media, ma secondo le mie informazioni – e contrariamente a quanto dichiarato da Trump – finora non si ci sono stati negoziati, né diretti né indiretti, tra i due Paesi”, ha affermato l’ambasciatore Reza Amiri Moghadam.
09:41
Media Israele, ‘Hezbollah vuole rapire soldati Idf per trattare tregua’
Fonti dell’intelligence di uno dei paesi confinanti hanno riferito alla testata israeliana Kan News che uno degli obiettivi di Hezbollah nell’attuale campagna è rapire soldati israeliani per ottenere merce di scambio con Israele e rafforzare la popolarità dell’organizzazione in Libano.
Si presume che Hezbollah stia cercando punti deboli strategici per rapire soldati israeliani, e il piano dell’organizzazione terroristica è quello di agire in zone dove le probabilità di successo sono maggiori. Nel frattempo, alcuni terroristi dell’organizzazione sono ancora detenuti nelle carceri israeliane, il più noto dei quali è un alto ufficiale dell’unità navale di Hezbollah, rapito durante una incursione israeliana nel nord del Libano.
Secondo le stesse fonti di intelligence, l’organizzazione ritiene che il rapimento di soldati israeliani ostacolerà anche gli sforzi israeliani e libanesi per il suo disarmo. Hezbollah crede addirittura che il rapimento di soldati israeliani potrebbe aiutarla a raggiungere un accordo di cessate il fuoco più favorevole e vantaggioso rispetto a quello siglato nel novembre 2024.
Allo stesso tempo, una fonte della sicurezza siriana ha riferito a Here News che le forze di Ahmed al-Shara stanno lavorando per chiudere il più possibile il confine con il Libano al fine di impedire qualsiasi tentativo da parte di Hezbollah di penetrare nel territorio siriano e di compiere azioni e provocazioni contro Israele che potrebbero mettere in difficoltà il governo siriano.
09:39
Al Jazeera, ‘Hezbollah ha colpito un caccia Idf in Libano’
Hezbollah afferma di aver intercettato un aereo da combattimento israeliano nel sud del Libano. Lo scrive Al-Jazeera, che cita “una dichiarazione da Hezbollah in cui si afferma di aver intercettato un aereo israeliano ieri sera durante un potenziale attacco al sud del Libano”.
Il gruppo libanese ha aggiunto che l’aereo è stato costretto a tornare indietro dopo essere stato colpito da missili terra-aria.
09:31
Media, l’Iran ha ricevuto la proposta Usa in 15 punti
L’Iran ha ricevuto la proposta in 15 punti degli Stati Uniti per porre fine all’attacco israelo-americano: lo riporta l’Associated Press citando due funzionari pakistani. I funzionari pakistani hanno accennato al contenuto della proposta, affermando che include: alleviamento delle sanzioni; cooperazione sul nucleare civile; un passo indietro nel programma nucleare iraniano; monitoraggio da parte dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica; limiti al programma missilistico iraniano; accesso per la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz.
09:10
L’Idf, ‘colpiti due siti di produzione missili a Teheran’
L’esercito israeliano ha annunciato di aver colpito due siti di produzione di missili da crociera navali a Teheran, sotto il controllo del Ministero della Difesa iraniano. “Nei giorni scorsi, l’aeronautica israeliana, agendo sulla base di informazioni di intelligence militare, ha colpito due importanti siti di produzione di missili da crociera navali a Teheran”, ha dichiarato l’esercito.
Queste strutture venivano utilizzate per “sviluppare e produrre missili da crociera navali a lungo raggio in grado di distruggere rapidamente obiettivi in ;;mare e a terra”, secondo la dichiarazione militare, che si è vantata di aver aumentato “i danni inflitti alle infrastrutture di produzione militare del regime”. La scorsa settimana Israele ha annunciato di aver condotto bombardamenti su larga scala contro navi e installazioni navali iraniane nel Mar Caspio, a nord dell’Iran.
09:07
Teheran a Pechino, ‘impedisca agli Usa di sfruttare il Consiglio Onu’
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha esortato i membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in particolare Cina e Russia, ad assumere una posizione ferma nel condannare l’aggressione israelo-americana contro l’Iran e a impedire “il continuo sfruttamento del Consiglio da parte degli Stati Uniti e di altri Paesi che esercitano pressioni sull’Iran”. Araghchi ha lanciato questo appello durante una conversazione telefonica con il suo omologo cinese Wang Yi nella tarda serata di ieri. Secondo la televisione di Stato, il ministro degli Esteri cinese ha sottolineato la posizione di principio del suo Paese nel condannare l’attacco israelo-americano all’Iran e “la necessità di porre fine ai comportamenti egemonici negli affari internazionali e di rispettare la diplomazia e il diritto internazionale per risolvere le controversie”.
08:00
Iran deride Trump, ‘siete così nei guai che negoziate con voi stessi’
Un portavoce militare iraniano ha deriso i tentativi Usa di raggiungere un accordo per il cessate il fuoco. La notizia è riportata dai media internazionali. “Chi si autoproclama superpotenza globale si sarebbe già tirato fuori da questo pasticcio se avesse potuto. Non mascherate la vostra sconfitta come un accordo. La vostra era di vuote promesse è giunta al termine. I vostri conflitti interni sono arrivati ;;al punto in cui state negoziando con voi stessi?. La nostra prima e ultima parola è stata la stessa fin dal primo giorno, e tale rimarrà: qualcuno come noi non scenderà mai a compromessi con qualcuno come voi. Né ora, né mai”. In un video preregistrato trasmesso mercoledì dalla televisione di Stato, il tenente colonnello Ebrahim Zolfaghari ha affermato che la potenza strategica degli Stati Uniti si è trasformata in un “fallimento strategico”. La dichiarazione dell’alto ufficiale iraniano è giunta poco dopo che l’amministrazione Trump ha inviato all’Iran, tramite il Pakistan, un piano di cessate il fuoco in 15 punti.
06:11
Media, quattro persone uccise nella Striscia di Gaza
Quattro persone sono state uccise in un attacco aereo israeliano nella zona di az-Zawayda, nella Striscia di Gaza. Lo riferisce l’agenzia di stampa palestinese Wafa.
05:11
Guerra Usa e Israele all’Iran, solo un australiano su quattro è favorevole
Solo un australiano su quattro si dice a favore della guerra degli Usa e di Israele contro l’Iran. E solo un terzo è a favore delle azioni del governo federale, nel dispiegare nella regione un aereo militare e truppe. Secondo l’ultimo sondaggio Essential del quotidiano Guardian, gli australiani vorrebbero che il governo di Canberra stringesse legami più stretti con le cosiddette ‘medie potenze’ come Canada e Giappone, mentre circa un terzo vorrebbe più distanza dagli Stati Uniti. Il sondaggio di 1008 persone indica che il 43% disapprova i bombardamenti degli Usa e di Israele sull’Iran, e solo il 26% si dice a favore. Circa il 31% non era sicuro o ha risposto “non so”. Riguardo alla risposta dell’Australia all’intervento militare, il 34% si è detto a favore e il 25% disapprova, con un 40% che non è sicuro o non sa. A domande specifiche sulla guerra all’Iran, solo il 32% approva della decisione del governo di mandare negli Emirati Arabi Uniti un aereo di sorveglianza E-7 Wedgetail e ottantacinque militari, mentre l’85% si oppone. “Gli attacchi Usa all’Iran sono sostenuti dal pubblico australiano, ma sembrano ridurre il supporto generale per l’alleanza con gli Usa”, riferisce Peter Lewis, direttore esecutivo di Essential Media, che ha condotto il sondaggio. “Questa è una sfida per il governo australiano, che sta preparando un bilancio di previsione in circostanze economiche in peggioramento”, aggiunge.
04:25
Iran, ‘lancio di missili verso Israele, Bahrein, Kuwait e Giordania’
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato oggi di aver lanciato missili in direzione di Israele, Kuwait, Bahrein e Giordania, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato (Irib). Secondo l’emittente, i Guardiani hanno preso di mira diversi obiettivi nel nord e nel centro di Israele, tra cui Tel Aviv, nonché due basi militari utilizzate dagli Stati Uniti in Kuwait, un’altra in Bahrein e un’altra ancora in Giordania, utilizzando “missili e droni”.
03:16
Il Kuwait risponde agli attacchi con missili e droni
L’esercito kuwaitiano ha annunciato di stare “rispondendo alle minacce ostili provenienti da missili e droni” e ha esortato la popolazione a seguire le istruzioni relative alla sicurezza fornite dalle autorità. Lo riferisce l’edizione online di Al Jazeera. In una dichiarazione pubblicata su X, l’esercito ha inoltre precisato che eventuali esplosioni udite sono il risultato di intercettazioni. L’annuncio è arrivato dopo che la Guardia Nazionale kuwaitiana ha dichiarato di aver abbattuto cinque droni nelle sue “aree di competenza”. In precedenza, un altro attacco con droni aveva causato l’incendio di un deposito di carburante all’aeroporto internazionale del Kuwait.
01:34
Media, attacchi israeliani uccidono sei persone in Libano
Gli attacchi israeliani hanno causato la morte di almeno sei persone in una città e in un campo profughi palestinese nella zona meridionale di Sidone. Citando il ministero della Salute, l’agenzia di stampa ufficiale National News Agency ha riferito che quattro persone sono state uccise in un “raid nemico israeliano” sulla città di Adloun e altre due in un attacco al campo profughi di Mieh Mieh.
