Istat, nel 2025 nascite ancora in calo, -3,9% dal 2024 – News – Ansa.it

Istat, nel 2025 nascite ancora in calo, -3,9% dal 2024 – News – Ansa.it


Nel 2025 le nascite sono state 355mila, con una diminuzione del 3,9% rispetto al 2024. I decessi sono 652mila, in calo dello 0,2%. Mentre il saldo naturale (la differenza tra nascite e decessi) è “ampiamente negativo”, circa -296mila unità, peggiorato rispetto al 2024 quando risultò pari a -283mila. E’ quanto emerge dagli Indicatori demografici dell’Istat pubblicati oggi. Inoltre, prosegue in Italia il calo della fecondità: nel 2025 scende a 1,14 figli per donna.

Le famiglie in Italia, nel biennio 2024-2025, sono 26 milioni e 600mila, oltre 4 milioni in più rispetto all’inizio degli anni Duemila, fa sapere l’Istat. Le più diffuse sono quelle “unipersonali”. Oggi oltre un terzo delle famiglie è formato da una sola persona, il 37,1%, mentre venti anni fa erano il 25,9%. Il report spiega che le famiglie composte da almeno un nucleo, in cui è presente almeno una relazione di coppia o di tipo genitore-figlio, sono il 60,4%.

Le coppie con figli costituiscono il 28,4%, mentre quelle che non li hanno sono stabili nel tempo e rappresentano un quinto del totale (poco più del 20%). Le famiglie monogenitore, che sono sono aumentate nel corso del tempo, rappresentano oggi una famiglia su 10. Si tratta principalmente di madri sole (8,6%), ma ci sono anche casi di padri con figli (2,2%).

Le famiglie, dunque, sono sempre più piccole e si passa dai 2,6 componenti di 20 anni fa agli attuali 2,2. Inoltre, nel biennio 2024-25 le persone che vivono sole rappresentano il 16,9% della popolazione, in aumento in tutte le classi di età, soprattutto quelle centrali. Quanto ai matrimoni, “che da tempo – viene evidenziato nel report – non rappresentano un necessario passaggio preliminare alla nascita di un figlio”, nel 2025 sono 165mila, 8mila in meno rispetto al 2024. Diminuiscono soprattutto quelli celebrati con rito religioso, -11,7%, e, lievemente, anche quelli celebrati con rito civile (-0,2%). Il ‘tasso di nuzialità’ è pari a 2,8 per mille (2,9 nel 2024) e il valore più alto continua a osservarsi al Sud (2,9 per mille). Mentre nel Nord e nel Centro è pari a, rispettivamente, 2,8 e 2,7 per mille.

In Italia popolazione stabile grazie alle migrazioni

Al 1 gennaio 2026, secondo i primi dati provvisori, la popolazione residente in Italia è di poco inferiore ai 59 milioni: ammonta, infatti, a 58 milioni 943mila individui risultando stabile rispetto alla stessa data dell’anno precedente (-636 unità). E’ quanto emerge dagli Indicatori demografici dell’Istat pubblicati oggi.

Alla stessa data, “la popolazione residente di cittadinanza straniera è pari a 5 milioni e 560mila unità, in aumento di 188mila individui – si legge nel report – mentre quella di cittadinanza italiana ammonta a 53 milioni 383mila unità, in calo di 189mila individui”. Per quanto riguarda le immigrazioni dall’estero sono 440mila, diminuiscono di 12mila unità rispetto al 2024 (-2,6%).

Scendono “sensibilmente” le emigrazioni per l’estero, sono 144mila, 45mila in meno rispetto all’anno precedente (-23,7%). “In questo quadro – spiegano – il saldo migratorio con l’estero resta non solo molto positivo (+296mila) e tale da compensare pressoché integralmente il deficit dovuto alla dinamica naturale, ma cresce anche di 33mila unità sul 2024”.

Inoltre, nel panorama europeo l’Italia è uno dei Paesi con la più elevata speranza di vita: nel 2025 arriva a 81,7 anni per gli uomini e 85,7 anni per le donne. In base a quanto emerge dal report, al 1° gennaio 2026 l’età media stimata della popolazione residente è di 47,1 anni, in crescita di mezzo punto decimale (sei mesi) rispetto al 1° gennaio 2025. La popolazione fino a 14 anni è pari a 6 milioni 852mila (11,6% del totale), -168mila unità rispetto al 2025. La popolazione in età attiva (15-64enni) ammonta a 37 milioni 270mila (63,2% del totale), con una riduzione di 73mila individui sull’anno precedente. Mentre gli over 65 sono 14,8 milioni, il 25,1% del totale, oltre 240mila in più. Crescono gli over 85 che superano i 2,5 milioni (+101mila sul 2025) e rappresentano il 4,3% della popolazione totale. Infine, gli ultracentenari ammontano a 24mila e 700 unità, oltre 2mila in più rispetto all’anno precedente.

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