Gli Emirati pronti a scendere in campo per forzare Hormuz – Notizie – Ansa.it

Gli Emirati pronti a scendere in campo per forzare Hormuz – Notizie – Ansa.it


IL PUNTO

Sigonella off limit per gli F-15 statunitensi. Venerdì la Difesa ha negato l’atterraggio a un bombardiere Usa: appurato che non si trattava di mezzo non logistici è stato deciso lo stop. “Ho fatto solo rispettare gli accordi”, dice Crosetto. I rapporti con Washington sono “solidi”, assicura Palazzo Chigi. Rubio attacca però i paesi che non concedono l’uso delle basi e afferma: gli Usa riesamineranno il loro rapporto con la Nato. “Imparate a difendervi da soli e andatevelo voi a prendere il petrolio a Hormuz”, rincara Trump. Stasera “importante aggiornamento sull’Iran” da parte del presidente Usa.

08:44

Media Iran, ‘colpita l’ex ambasciata Usa a Teheran’

I media iraniani hanno riferito che l’ex edificio dell’ambasciata statunitense a Teheran è stato preso di mira in un attacco nelle prime ore di stamattina, affermando che gli Stati Uniti avrebbero colpito la struttura. Lo riporta Iran International. Secondo le testimonianze citate dai media, il lato est del complesso, all’incrocio tra le vie Taleghani e Mofatteh Sud, è stato danneggiato. Le autorità non hanno ancora rilasciato dettagli sull’attacco né sull’entità dei danni. L’ex ambasciata statunitense era stata trasformata in un museo dopo essere stata occupata nel novembre del 1979 ed è da allora in gran parte controllata da istituzioni legate alle Guardie Rivoluzionarie e ai Basij. 

08:39

Iran International, ‘Pezeshkian in stallo, decidono tutto i pasdaran’

Le crescenti tensioni tra l’amministrazione Pezeshkian e la leadership militare iraniana hanno spinto il presidente in una “completa situazione di stallo politico”, con le Guardie Rivoluzionarie che di fatto hanno assunto il controllo di funzioni statali chiave. E’ quanto riferito a Iran International da fonti informate, secondo le quali inoltre il presidente avrebbe richiesto un incontro, negatogli, con la guida suprema Mojtaba Khamenei. Ma anche nella cerchia ristretta del nuovo leader religioso ci sarebbero forti tensioni. Secondo Iran International, le Guardie Rivoluzionarie hanno bloccato le nomine e le decisioni presidenziali, erigendo un perimetro di sicurezza attorno al centro del potere e di fatto emarginando il governo dal controllo esecutivo. I tentativi di Pezeshkian di nominare un nuovo ministro dell’intelligence giovedì scorso sono falliti sotto la pressione diretta del comandante in capo delle Guardie Rivoluzionarie, Ahmad Vahidi, secondo quanto riferito a Iran International da fonti a conoscenza della situazione. Tutti i candidati proposti, incluso Hossein Dehghan, sono stati respinti. Si dice che Vahidi abbia insistito sul fatto che, date le condizioni di guerra, tutte le posizioni di leadership critiche e sensibili debbano essere selezionate e gestite direttamente dalle Guardie Rivoluzionarie fino a nuovo ordine. Nel sistema politico iraniano tradizionalmente i presidenti nominano i ministri dell’intelligence solo dopo aver ottenuto l’approvazione della Guida Suprema, che detiene l’autorità ultima sui principali portafogli della sicurezza. Tuttavia, con le condizioni e la posizione della Guida Suprema Mojtaba Khamenei incerte nelle ultime settimane, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) sta di fatto impedendo al presidente di promuovere il proprio candidato preferito, consolidando ulteriormente la propria presa sull’apparato di sicurezza statale.

07:42

Sirene antimissili a Tel Aviv e nel centro d’Israele

Le sirene sono suonate a Tel Aviv e nel centro d’Israele per la seconda volta nel giro di pochi minuti, a causa di missili lanciati dall’Iran. Si sono sentite forti deflagrazioni a Tel Aviv. Lo constata l’ANSA sul posto.

07:34

Wsj, Emirati pronti a scendere in campo per forzare Hormuz

Gli Emirati Arabi Uniti si stanno preparando ad aiutare gli Stati Uniti e altri alleati ad aprire con la forza lo Stretto di Hormuz, hanno affermato funzionari arabi, una mossa che li renderebbe il primo Paese del Golfo Persico a diventare parte combattente, dopo essere stato colpito dagli attacchi iraniani. Lo scrive il Wall Street Journal. Gli Emirati Arabi Uniti, riporta la testata Usa, stanno esercitando pressioni sul Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite affinché adotti una risoluzione che autorizzi tale azione, hanno aggiunto i funzionari.  Lo stato del Golfo, scrive ancora il Wall Street Journal, ha avviato un’iniziativa per persuadere gli Stati Uniti e altri Paesi ad aprire la via navigabile con ogni mezzo necessario. In particolare, i diplomatici emiratini avrebbero esortato gli Usa e le potenze militari in Europa e Asia a formare una coalizione per aprire lo stretto con la forza, hanno affermato i funzionari. Un funzionario degli Emirati Arabi Uniti ha osservato che il regime iraniano ritiene di combattere per la propria sopravvivenza ed è disposto a trascinare con sé l’economia globale nella morsa dello Stretto.

06:45

Israele, intercettato un missile lanciato dallo Yemen

L’esercito israeliano ha annunciato stamattina di intercettato un missile lanciato dallo Yemen, da dove i ribelli Houthi filoiraniani, hanno recentemente lanciato attacchi contro lo Stato ebraico. “L’esercito ha rilevato un missile lanciato dallo Yemen verso il territorio israeliano”, si leggeva in un comunicato pubblicato su Telegram prima che con un secondo messaggio venisse revocata l’allerta “in tutte le aree del Paese” pochi minuti dopo. Secondo i media locali, il proiettile è stato intercettato e non si sono registrati feriti. 

00:18

Usa, prime missioni dei bombardieri B-52 sull’Iran

Gli Stati Uniti hanno iniziato a far volare bombardieri B-52 sopra l’Iran. Lo ha riferito il capo dello stato maggiore congiunto Usa Dan Caine in un briefing pubblico al Pentagono, come riporta il Guardian. “Negli ultimi 30 giorni abbiamo colpito oltre 11.000 obiettivi. Con una crescente superiorità aerea, abbiamo anche lanciato le prime missioni dei B-52 su terraferma”, ha detto Caine.

00:08

Trump, ‘la guerra in Iran finirà in 2-3 settimane’ ++

Donald Trump ha detto di ritenere che l’operazione militare in Iran finirà “in 2-3 settimane”. “Finiremo il lavoro”, ha detto il presidente che dal 28 febbraio ha spostato più volte la data del conflitto.  “Quando lascerò l’Iran i prezzi della benzina calerano. Lo farò molto presto”. “La benzina sale ma l’Iran non ha l’arma nucleare”, ha aggiunto.    Donald Trump ha ribadito che l'”Iran vuole l’accordo più di quanto lo vogliano gli Stati Uniti”.  



Source link