Trump: ‘Colpiremo duro, riporteremo l’Iran all’età della pietra’. Putin sente bin Salman: ‘Collaborare per stabilizzare il mercato energetico’ – Notizie – Ansa.it

Trump: ‘Colpiremo duro, riporteremo l’Iran all’età della pietra’. Putin sente bin Salman: ‘Collaborare per stabilizzare il mercato energetico’ – Notizie – Ansa.it


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IL PUNTO

Gli obiettivi militari sono vicini all’essere completati, il lavoro è quasi completato. Donald Trump si rivolge agli americani dalla Casa Bianca per la prima volta dall’inizio della guerra in Iran. Un discorso di 19 minuti in cui spiega il perché della guerra e assicura: colpiremo duramente l’Iran nelle prossime due-tre settimane, lo faremo tornare “all’età della pietra”. E se non sarà raggiunto un accordo tramite le vie diplomatiche che sono in moto “colpiremo i loro impianti elettrici”. “Sto facendo quello che nessun altro presidente era disposto a fare. Loro hanno fatto errori, io li sto correggendo”, ha detto puntando il dito contro il “disastroso” accordo sul nucleare con Teheran di Barack Obama. “Nelle ultime quattro settimane, le nostre forze armate hanno conseguito sul campo di battaglia vittorie rapide, decisive e schiaccianti”, ha messo in evidenza, precisando come gli Stati Uniti stanno “smantellando sistematicamente la capacità del regime di minacciare l’America o di proiettare la sua potenza oltre i propri confini. Siamo vicini a finire il lavoro e lo finiremo molto presto”. Poi ha cercato di rassicurare gli americani.

“Considerate” la guerra con l’Iran “un investimento nel futuro dei vostri figli e dei vostri nipoti”. Un breve accenno lo ha fatto anche all’impatto economico del conflitto: i rincari della benzina “sono di breve termine. Gli Stati Uniti non sono mai stati più pronti economicamente, e siamo in splendida forma per il futuro”. Trump ha quindi ringraziato gli alleati in Medio Oriente (da Israele all’Arabia Saudita, passando per Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrain e Kuwait) e puntato il dito contro i paesi che ottengono il loro petrolio tramite lo Stretto di Hormuz. “Noi non ne importiamo e non ne importeremo. Non ne abbiamo bisogno. Abbiamo decimato l’Iran economicamente e militarmente e ora i paesi che ricevono il greggio dallo Stretto dovrebbero prendersene cura. Andate allo Stretto e prendetelo”, ha ribadito insistendo sull’idea che il passaggio riaprirà naturalmente una volta che la guerra sarà finita. “All’inizio dell’operazione Epic Fury ho detto che sarebbe andata avanti fino al pieno raggiungimento dei nostri obiettivi. Questa sera posso dirvi che siamo sulla strada per completarli a breve”, ha aggiunto precisando che “il cambio di regime non era obiettivo. Non abbiamo mai detto cambio di regime, ma è avvenuto perché tutti i leader sono morti. I nuovi sono più ragionevoli”. Il commander-in-chief ha quindi insistito sul fatto che se non ci sarà un accordo tramite le vie diplomatiche. gli Stati Uniti colpiranno tutti gli impianti elettrici iraniani “probabilmente simultaneamente”. Finora – ha osservato – “non abbiamo colpito il loro petrolio, anche se sarebbe stato il target più facile, perché farlo avrebbe significato non dare loro neanche una piccola chance di sopravvivenza o ricostruzione.

 

Video Trump: ‘Colpiremo duramente l’Iran, lo riporteremo all’eta’ della pietra’

 

15:35

Putin parla con bin Salman, ‘collaborare per stabilizzare il mercato energetico’

Durante una conversazione telefonica avuta oggi, il presidente russo Vladimir Putin e il principe saudita Mohammad bin Salman hanno concordato di collaborare in senso all’organizzazione Opec+ “per stabilizzare il mercato petrolifero globale” in presenza dell’ “impatto negativo sulla sicurezza energetica globale” dovuto alla guerra nel Golfo Persico. Lo riferisce il Cremlino. Putin e bin Salman hanno espresso “seria preoccupazione per il deterioramento della situazione militare e politica nella regione, per le vittime civili e per la distruzione di infrastrutture strategicamente importanti”, si legge ancora nella dichiarazione. 

14:44

Critica il regime, arrestata nota avvocatessa in Iran

L’avvocatessa e attivista per i diritti umani iraniana Nasrin Sotoudeh e’ stata arrestata nella sua abitazione: lo ha rivelato sui social la figlia Mehraveh Khandan aggiungendo che le forze di sicurezza hanno sequestrato computer portatili e telefoni cellulari. Alla famiglia non e’ stata detto in quale carcere si trova. Sotoudeh, nel suo ultimo commento sulla guerra, ha affermato che ‘un governo che per mezzo secolo ha gridato slogan di morte contro questo o quel paese, ora ci ha messi a rischio di morte’. La donna era gia’ stata arrestata e rilasciata nel 2023 per le proteste contro l’obbligo di hijab.

14:10

Starmer sente Meloni, ‘urgente de-escalation in Medio Oriente’

L’urgenza di “una de-escalation” in Medio Oriente è stata sottolineata oggi in una conversazione fra il premier britannico Keir Sarmer e la collega italiana Giorgia Meloni di cui dà conto Downing Street. Colloquio svoltosi a margine del vertice ministeriale virtuale odierno presieduto da Londra sul dossier dello Stretto di Hormuz e sullo sfondo della guerra fra Usa-Israele e Iran.

13:26

Teheran, presi di mira impianti siderurgici legati agli Usa nel Golfo

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato di aver preso di mira impianti siderurgici e di alluminio legati agli Stati Uniti nei Paesi del Golfo. Lo riporta Sky News. Questi attacchi sono un “avvertimento – hanno detto – se le industrie iraniane venissero colpite di nuovo, la prossima risposta di Teheran sarebbe più dura”. Ieri i pasdaran hanno dichiarato che avrebbero iniziato gli attacchi contro le aziende statunitensi in Medio Oriente.

12:43

Macron a Trump, non può continuare a contraddirsi ogni giorno

“Non si può contraddire ogni giorno, non può dire ogni giorno il contrario di ciò che ha detto il giorno prima”: così il presidente francese Emmanuel Macron, in visita di Stato a Seul, commenta le affermazioni di Trump sull’Iran.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che un’operazione militare per liberare lo Stretto di Hormuz sarebbe “irrealistica”. “C’è chi sostiene la liberazione dello Stretto di Hormuz con la forza attraverso un’operazione militare, una posizione talvolta espressa dagli Stati Uniti”, ha affermato Macron in Corea del Sud. “È irrealistica perché richiederebbe un tempo eccessivo ed esporrebbe chiunque attraversasse lo stretto alle minacce costiere delle Guardie Rivoluzionarie (iraniane), che dispongono di risorse considerevoli, nonché di missili balistici e di una serie di altri rischi”. Emmanuel Macron ha accusato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump di indebolire la Nato creando “ogni giorno dubbi sul suo impegno”. “Se si creano dubbi sul suo impegno ogni giorno, se ne svuota la sostanza”, ha dichiarato il presidente francese durante una visita di Stato a Seul. “È una responsabilità che le autorità americane si assumono oggi dicendo ogni mattina che faremo questo, che non faremo quello, o qualsiasi altra cosa”, ha continuato, aggiungendo: “Si parla troppo, ed è tutto confuso. Abbiamo tutti bisogno di stabilità, calma, un ritorno alla pace; non è uno spettacolo”. Riguardo sia alla Nato che al conflitto in Medio Oriente, “dobbiamo essere seri, e quando si vuole essere seri, non si dice ogni giorno il contrario di quello che si è detto il giorno prima”, ha aggiunto Emmanuel Macron, riferendosi alla strategia comunicativa di Donald Trump.

12:38

Teheran, ‘non abbiamo ripreso l’arricchimento dell’uranio’

L’ambasciatore iraniano presso l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) Reza Najafi ha affermato in un’intervista all’Afp che il suo Paese non ha ripreso l’arricchimento dell’uranio dopo gli attacchi israeliani e americani del giugno 2025 contro alcuni dei suoi impianti nucleari. “Non abbiamo ripreso l’arricchimento, e questa era una menzogna, una menzogna molto grande, come le altre menzogne”, ha dichiarato Najafi, quando gli è stato chiesto delle accuse americane che hanno portato all’attuale conflitto in Medio Oriente.

10:39

Ong, oltre 1.600 civili morti in Iran dall’ inizio dei raid Israele-Usa

Almeno 1.606 civili sono stati uccisi in Iran dall’inizio dei raid aerei statunitensi e israeliani sul Paese, il 28 febbraio, tra cui almeno 244 bambini, secondo i dati registrati e verificati dall’Agenzia di stampa per i diritti umani Hrana ( Human rights), organizzazione non governativa dedicata alla difesa dei diritti umani nel Paese. Hrana afferma che le cifre si basano sugli episodi registrati e verificati nel suo database, utilizzando il numero minimo di vittime confermate laddove le segnalazioni indicano totali superiori.

10:36

Economisti Wef, dalla guerra in Iran rischi economici senza precedenti

Le conseguenze economiche della guerra in Iran rischiano di essere “senza precedenti” e anche se l’impatto è ancora da valutare appieno, i dati “suggeriscono la possibilità di uno shock economico ai livelli del Covid nell’eventualità di una guerra prolungata”. Lo riferiscono quattro capi economisti di punta interpellati dal Forum economico mondiale per valutare l’impatto della quasi-chiusura dello stretto di Hormuz e dell’escalation in Medio Oriente. Fra questi Saad Rahim, capo economista di Trafigura, secondo cui “se proseguono gli attuali livelli di sconvolgimento, “siamo davanti a qualcosa che non credo si sia mai visto prima”.

10:12

Teheran, Mojtaba è in perfetta salute, in tempo di guerra non si appare in pubblico

Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei è rimasta illesa in seguito agli attacchi aerei statunitensi e israeliani, aggiungendo che non apparire in pubblico è una prassi comune in tempo di guerra. Il figlio del defunto Ali Khamenei, ucciso in un attacco all’inizio della guerra, è “in perfetta salute”, secondo quanto affermato dal portavoce Esmaeil Baghaei, ripreso da Iran International.

09:40

Pechino chiede ‘fine immediata’ delle ostilità dopo le parole di Trump

Pechino chiede la fine “immediata” delle ostilità dopo le ultime dichiarazioni di Donald Trump.

07:58

Ambasciata Usa in Iraq, ‘rischio attacchi da milizie a Baghdad in 24-48 ore’

L’ambasciata statunitense a Baghdad ha esortato i cittadini americani a lasciare l’Iraq, avvertendo che “milizie filo-iraniane” potrebbero compiere attacchi nel centro di Baghdad entro 24-48 ore. Lo si legge sul profilo X della rappresentanza Usa nella capitale irachena.

“Gruppi di miliziani terroristici iracheni allineati con l’Iran potrebbero avere intenzione di condurre attacchi nel centro di Baghdad nelle prossime 24-48 ore. L’Iran e le milizie terroristiche allineate con l’Iran hanno condotto attacchi diffusi contro cittadini statunitensi e obiettivi associati agli Stati Uniti in tutto l’Iraq, compresa la Regione del Kurdistan iracheno (IKR). Potrebbero avere intenzione di colpire cittadini statunitensi, aziende, università, sedi diplomatiche, infrastrutture energetiche, hotel, aeroporti e altri luoghi percepiti come associati agli Stati Uniti, nonché istituzioni irachene e obiettivi civili. Le milizie terroristiche hanno preso di mira cittadini americani per rapirli. I cittadini statunitensi dovrebbero lasciare l’Iraq immediatamente”, si legge sul profilo X dell’Ambasciata Usa a Baghdad. “La missione diplomatica statunitense in Iraq rimane aperta, nonostante l’ordine di espatrio, per assistere i cittadini statunitensi presenti in Iraq. Si sconsiglia di recarsi all’Ambasciata a Baghdad o al Consolato Generale a Erbil, a causa dei significativi rischi per la sicurezza”, aggiunge la nota. Lo scorso 31 marzo, nel centro di Baghdad, è stata rapita la giornalista statunitense Shelly Kittleson.

07:48

Iran, attacchi ‘devastanti’ contro Usa e Israele dopo minacce Trump

L’esercito iraniano promette attacchi “devastanti” contro Stati Uniti e Israele dopo le minacce di Donald Trump.



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