È stato fermato dai carabinieri di Catania il 56enne sospettato di aver accoltellato la ex moglie di 51 anni. L’uomo era stato scarcerato da poche settimane.
L’aggressione è avvenuta in strada, davanti a un negozio, dove l’uomo sarebbe arrivato a bordo di uno scooter. Ci sarebbe stata una lite: la vittima avrebbe cercato riparo nell’attività commerciale, ma è stata raggiunta e colpita con diverse coltellate. L’uomo ha abbandonato sul posto lo scooter e l’arma utilizzata, un coltello da cucina, fuggendo a piedi.
L’uomo, che era stato scarcerato il giorno della festa delle Donne, l’8 marzo scorso, è stato individuato da carabinieri in piazza Giambattista Pergolesi, nello stesso quartiere dell’aggressione e condotto al comando provinciale dell’Arma. In caserma è stato sottoposto ai preliminari rilievi da parte di carabinieri della Sezione investigazioni scientifiche che è riuscita a isolare campioni di sangue dai suoi indumenti per essere analizzati. Insieme avevano quattro figli, di cui uno minorenne e, secondo quanto emerso nelle prime fasi investigative, il gesto sarebbe maturato in un contesto di forte conflittualità familiare.
La donna, vittima di tentato femminicidio, è ricoverata nella Terapia intensiva della clinica Morgagni, “in respiro spontaneo”, e viene “monitorata costantemente nei suoi parametri vitali, al fine di garantire una pronta risposta a qualsiasi variazione del suo stato clinico” e le sue condizioni, al momento, “sono stabili e sotto stretto controllo”, secondo quanto rende noto un bollettino medico della clinica Centro Cuore Morgagni di Pedara.
“La paziente – si legge nel bollettino – è stata trasferita dall’ospedale Cannizzaro di Catania in seguito a gravi lesioni traumatiche che hanno interessato diversi organi. L’entità e la gravità del quadro clinico hanno richiesto un intervento tempestivo e coordinato da parte di più équipe specialistiche. Sono stati coinvolti i reparti di cardiochirurgia, chirurgia toracica, chirurgia addominale, radiologia-imaging e anestesia, operando in sinergia con la direzione del dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare e la direzione sanitaria. Questo approccio multidisciplinare ha permesso di gestire con efficacia le complesse esigenze della paziente”. “Nel rispetto della privacy della paziente e della sua famiglia – conclude la clinica – non verranno diffuse ulteriori informazioni dettagliate. Tuttavia, qualora si verificassero sviluppi significativi, i media e il pubblico saranno aggiornati in merito alle condizioni generali della paziente”.
“La situazione sta procedendo in maniera direi quasi miracolosa, perché la paziente è stata vittima di plurime ferite da arma da taglio e almeno tre hanno minacciato organi vitali e in particolare una le ha toccato il cuore”, ha detto Federico Pappalardo, direttore della Terapia intensiva del Centro Cuore Morgagni di Pedara. “Fortunatamente – ha aggiunto il medico – le lesioni provocate a questo livello, così come a livello del polmone, seppur gravi, in questo momento sono stabili e ci hanno permessi di svegliarla e di metterla in respiro spontaneo. Direi quasi un miracolo, perché è una questione millimetrica”. “Quando è arrivata dall’ospedale Cannizzaro di Catania – ha sottolineato – le condizioni della paziente erano estremamente delicate perché aveva una lesione veramente minacciosa a livello del cuore che avrebbe potuto mettere a repentaglio la sua vita in tempi brevissimi”. “La valutazione dei colleghi – ha osservato Pappalardo – è stata per un atteggiamento conservativo, quindi non è stato necessario sottoporla a un intervento chirurgico stamane. E una rivalutazione ha consentito di ulteriormente essere ottimisti e quindi procedere poi per il risveglio della paziente, la sua estubazione. Allo stato attuale noi riteniamo che sia obbligatorio mantenere ancora per 24-48 ore la massima prudenza”.
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