Trump al telefono al comizio di Orban: ‘Ha fatto un grande lavoro’ – Notizie – Ansa.it

Trump al telefono al comizio di Orban: ‘Ha fatto un grande lavoro’ – Notizie – Ansa.it


Viktor Orban “sta facendo un ottimo lavoro: non ha permesso a nessuno di prendere d’assalto il vostro Paese e invaderlo come hanno fatto altri, rovinando i loro Paesi. Ha mantenuto il vostro Paese solido e ha fatto un lavoro fantastico”. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, intervenendo telefonicamente al comizio del premier ungherese con il vicepresidente JD Vance a Budapest. “Se non pensassi che stia facendo un buon lavoro, non farei una telefonata così. Siamo con voi fino in fondo”, ha aggiunto Trump, appoggiando la linea di Orban sull’immigrazione: il premier ungherese, ha detto, non ha permesso che fossero “violati i confini” ungheresi, nonostante le “pressioni” subite e “gli errori dei giudici”.   

“Donald Trump ha messo fine al potere dell’élite progressista globale, affermando che il patriottismo non è un crimine ma una virtù”. Lo ha detto Orban intervenendo all’Mtk Sportpark di Budapest, nel comizio insieme a Vance. Orban ha poi elogiato il vicepresidente Usa, sottolineando come “abbia scritto di quanto fosse dannoso il liberalismo progressista quando non era permesso discuterne, liberando forze che erano state messe a tacere”.   

Prima degli interventi dei due protagonisti, nell’arena gremita hanno risuonato gli inni nazionali di Ungheria e Stati Uniti. Il pubblico si è alzato in piedi, molte mani sul cuore, mentre bandiere ungheresi e americane ondeggiano fitte tra tribune e parterre. La stampa è confinata in un’area separata dal comizio, senza per ora la possibilità di entrare. 

 

LA CONFERENZA STAMPA

“Gli obiettivi militari degli Stati Uniti sono stati raggiunti. Ciò significa, come ha detto il presidente, che a breve questa guerra si concluderà. E credo che la natura della conclusione dipenda in ultima analisi dagli iraniani”. Lo ha detto il vicepresidente americano JD Vance in conferenza stampa con il premier ungherese Viktor Orban a Budapest.  

“Nelle capitali europee si parla molto della necessità di porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina. La guerra probabilmente non sarebbe mai iniziata se Donald Trump fosse stato presidente quattro anni fa. Ma ora che è iniziata, i due leader che hanno fatto di più per cercare di fermare questo conflitto distruttivo sono stati Donald J. Trump e Viktor Orban”, ha aggiunto Vance. “Lo hanno fatto attraverso la diplomazia, parlando con le parti, cercando di capire cosa serve a ucraini e russi per arrivare alla fine della guerra”, ha evidenziato.  

Quello che Stati Uniti e Ungheria rappresentano “insieme, sotto la leadership di Viktor e del presidente Trump, è la difesa della civiltà occidentale“, ha detto Vance. “La difesa dell’idea che i bambini debbano andare a scuola per essere educati, non indottrinati, la difesa del diritto delle famiglie europee e americane a vivere dignitosamente, a potersi muovere, a potersi permettere di riscaldare e raffreddare le proprie case, la difesa del fatto che le nostre società si fondano su una civiltà e su valori cristiani che animano tutto, dalla libertà di espressione allo stato di diritto, fino al rispetto delle minoranze e alla tutela dei più vulnerabili”, ha evidenziato. “Ci sono molte cose che uniscono Stati Uniti e Ungheria.
Purtroppo, sono state poche le persone disposte a difendere questi valori. Viktor Orban è una rara eccezione e anche per questo sono qui”, ha aggiunto. 

 

L’ARRIVO A BUDAPEST

Il vicepresidente americano è atterrato all’aeroporto di Ferihegy di Budapest insieme alla moglie Usha per una missione ufficiale a pochi giorni dalle elezioni ungheresi del 12 aprile. Appena scesi dalla scaletta dell’aereo, Vance e la moglie sono stati accolti dal ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, che ha offerto loro un mazzo di fiori. Vance ha quindi stretto la mano all’incaricata d’affari statunitense a Budapest, Caroline Savage, prima che la delegazione lasciasse l’aeroporto. Si tratta di “una visita storica”, ha scritto su X il portavoce di Viktor Orban, Zoltan Kovacs, dando il suo benvenuto al vicepresidente americano e alla moglie, arrivati “per esprimere il loro sostegno a Orban”.

“Voglio aiutare il più possibile il primo ministro in vista di questa stagione elettorale”, ha detto Vance in conferenza stampa con Orban. “Non mi aspetto certo che il popolo ungherese dia ascolto al vicepresidente degli Stati Uniti”, ma “volevo mandare un segnale a tutti, in particolare ai burocrati di Bruxelles, che hanno fatto di tutto per tenere a bada il popolo ungherese perché non gradiscono il leader che si è effettivamente schierato dalla parte del popolo ungherese”.

Intorno alle 17 si aprirà il vero palcoscenico politico: Vance si presenterà al comizio all’Mtk Sportpark, nella parte orientale della capitale, per sostenere la volata finale al premier, in affanno nei sondaggi. Si tratta della prima visita ufficiale a Budapest di un vicepresidente statunitense in carica. In passato, Mike Pence aveva partecipato nel 2021 al vertice demografico, ma senza più incarichi di governo. Tra i presidenti americani, la capitale ungherese era stata visitata da George H. W. Bush nel 1989 e da George W. Bush nel 2006. Tra i vertici ungheresi non manca, tuttavia, una certa delusione per l’assenza di Donald Trump a pochi giorni dal voto.

 

Socialisti Ue, ‘la visita di Vance a Budapest è una chiara ingerenza straniera’

“Il futuro dell’Ungheria spetta agli ungheresi, non agli americani o ai russi. La visita di JD Vance a Budapest costituisce una chiara ingerenza straniera e noi la condanniamo”. Così il gruppo dei Socialisti e Democratici all’Eurocamera, commentando la visita del vice-presidente degli Stati Uniti JD Vance a Budapest in occasione del comizio di Viktor Orbàn. 

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