Gli azzurri di Milano Cortina dal Papa, ’emozione come ai Giochi’ – Altri Sport – Ansa.it

Gli azzurri di Milano Cortina dal Papa, ’emozione come ai Giochi’ – Altri Sport – Ansa.it


Giornata particolare per gli atleti olimpici e paralimpici di Milano-Cortina che sono stati ricevuti in udienza in Vaticano da papa Leone XIV e poi a palazzo Chigi dalla premier Giorgia Meloni.

“È una giornata piena di emozione, non avevo mai avuto l’opportunità di incontrare il Papa ed è stata un’emozione fortissima. Ha fatto un parallelismo tra i valori sportivi e quelli della chiesa, ha parlato di fratellanza e fair play, mi ha molto emozionata”, ha commentato la sciatrice Sofia Goggia.

La stessa emozione provata da Federica Brignone, che ammette come “quello che ha detto il Papa sono cose che ti porti dietro, è una di quelle giornate che ti lasciano delle verità. Ha detto che non si vince da soli, mi è piaciuto anche che abbia detto che non si debba eccedere, così come la sua gentilezza nello stringere le mani di tutti”.

Il Papa agli atleti, ‘evitate le tentazioni, dal doping al divismo’


Mentre Francesca Lollobrigida, doppio oro nel pattinaggio di velocità, sottolinea come quella di oggi sia stata “un’emozione indescrivibile, quasi quanto partecipare alle Olimpiadi. È un evento per noi atleti e sono momenti che meritano. Lo sport è importante perché i suoi valori sono quelli che si mettono nella vita quotidiana”.

Infine Emanuel Perathoner, invece, pone l’accento sul fatto che “lo sport è una cosa molto importante per la pace perché è l’unica cosa che unisce tutti i Paesi del mondo. Per me è stata un’esperienza bellissima vedere da vicino il Papa”, conclude.

VATICAN-RELIGION-POPE


 

All’udienza hanno partecipato anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore regionale lombardo alla Montagna ed Enti locali, Massimo Sertori. “In un tempo segnato da rivalità e conflitti – ha sottolineato il governatore – lo sport ha dimostrato di essere una occasione fenomenale di incontro tra le persone, ognuna con la propria storia fatta di gesti, fatiche, attese, cadute e ripartenze. Le Paralimpiadi in particolare sono state percepite anche come motore di cambiamento culturale e di abbattimento delle barriere. Centrale è stato il tema dell’accessibilità, con l’obiettivo di garantire Giochi fruibili da tutti e generare un’eredità materiale e immateriale destinata a durare oltre l’evento”.

“La conclusione più bella ed emozionante di queste straordinarie Olimpiadi – ha aggiunto Sertori – è stato l’abbraccio del Papa ad atleti, organizzatori e rappresentanti istituzionali, che hanno concorso a questo incredibile risultato. Condivido le parole di Sua Santità Papa Leone XIV auspicando che i valori dello sport e della Chiesa cristiana abbiano il sopravvento per costruire una pace duratura”. 

Video Il Papa incontra gli atleti olimpici e paralimpici di Milano Cortina

 

Dopo la riconsegna della bandiera al Quirinale e l’udienza dal Papa, la delegazione degli azzurri – accompagnati dal numero 1 del Coni, Luciano Buonfiglio, e da quello del Cip, Marco Giunio De Sanctis, oltre che dal ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi – sono arrivati a Palazzo Chigi per l’incontro privato con la premier Giorgia Meloni. Ad accogliere gli atleti anche alcuni tifosi che hanno sventolato il tricolore e applaudito l’ingresso del pullman scoperto nel piazzale di Palazzo Chigi.

Il Papa agli atleti, ‘evitate le tentazioni, dal doping al divismo’

 Lo sport è uno spazio di incontro e dialogo ma “porta con sé anche delle tentazioni: quella della prestazione a ogni costo, che può condurre fino al doping. Quella del profitto, che trasforma il gioco in mercato e lo sportivo in divo. Quella della spettacolarizzazione, che riduce l’atleta a un’immagine o a un numero. Contro queste derive, la vostra testimonianza è essenziale”, ha detto il Papa incontrando gli atleti olimpici e paralimpici di Milano-Cortina. 

Il Papa ha sottolineato che gli atleti sono stati “testimoni di un modo onesto e bello di abitare il mondo. Portate l’idea che si possa gareggiare senza odiarsi. Che si possa vincere senza umiliare. Che si possa perdere senza perdere sé stessi. E questo vale anche oltre lo sport. Vale nella vita sociale, nella politica, nelle relazioni tra i popoli. Perché lo sport, se vissuto bene, diventa un laboratorio di umanità riconciliata, dove la diversità non è una minaccia, ma una ricchezza”.

“In un’epoca di grandi sfide climatiche, questi Giochi – ha sottolineato ancora Leone XIV – ci ricordano anche il legame tra sport e natura e il nostro dovere di prenderci cura della casa comune”.

 

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