Orban accusa l’opposizione: ‘Complotto per manipolare il voto’ – Notizie – Ansa.it

Orban accusa l’opposizione: ‘Complotto per manipolare il voto’ – Notizie – Ansa.it


L’opposizione “complotta con servizi di intelligence stranieri, senza fermarsi davanti a nulla” per “impadronirsi del potere”. Lo ha detto il premier ungherese Viktor Orban in un video pubblicato su Facebook, accusando gli avversari a due giorni dal voto. L’opposizione sta portando avanti un “tentativo organizzato di usare il caos, la pressione e la demonizzazione internazionale per mettere in discussione la decisione del popolo ungherese”, ha evidenziato Orban, denunciando “minacce di violenza” contro i suoi sostenitori, “accuse di brogli elettorali completamente inventate” e “manifestazioni pre-organizzate” prima dello spoglio.

Orban ha ringraziato Donald Trump per il nuovo endorsement arrivato nella notte. “Thank you, Mr. President!”, ha scritto il premier ungherese sul suo account di X, rilanciando il messaggio del presidente americano che, su Truth, è tornato a elogiarne il carattere e le politiche, chiedendo apertamente agli ungheresi di votare per lui domenica. 

“L’Ungheria umana e pacifica è la risposta a un potere vile, violento e impaurito”. Lo afferma il leader dell’opposizione ungherese, Peter Magyar, in un videomessaggio diffuso sui social. “Due giorni e l’Ungheria sceglie”, prosegue l’avversario di Orban, rilanciando la mobilitazione degli elettori. “Abbiamo sognato un mondo per noi stessi, ora siamo davanti al suo ingresso. Prepariamoci, entriamo insieme”, ha aggiunto segnando il tono della volata finale della campagna elettorale.

 

Il leader di Tisza prosegue oggi la sua maratona di comizi attraversando il centro e il nord dell’Ungheria: dopo aver iniziato la giornata a Sulysap, nella contea di Pest, alle porte di Budapest, si sposterà verso est con tappe ad Aszod e Hatvan, prima di entrare nella contea di Heves, dove sono previsti gli appuntamenti a Gyongyos ed Eger, ai piedi dei monti Matra. La giornata si chiuderà più a nord, a Miskolc, nel cuore della regione industriale del nord-est, non lontano dal confine con la Slovacchia. Domani il gran finale a Debrecen, roccaforte del Fidesz di Orban.  

 

Budapest accusa Facebook, ‘l’algoritmo ostacola Orban’

Il governo ungherese accusa Facebook di ostacolare la campagna elettorale del premier Viktor Orban a pochi giorni dal voto. “L’algoritmo lavora contro i partiti di governo”, ha affermato a Politico il portavoce di Viktor Orban, Zoltan Kovacs, sostenendo che gli algoritmi della piattaforma penalizzino i contenuti di Fidesz a vantaggio dell’opposizione guidata da Peter Magyar.

Le differenze tra le pagine ufficiali dei politici e i profili personali “in modalità professionale”, denuncia Kovacs, inciderebbero sulla visibilità dei post, favorendo il leader di Tisza, molto attivo sui social. Nonostante Orban conti più follower, Magyar registra un livello di interazioni significativamente più alto, con milioni di visualizzazioni e commenti ai suoi contenuti. “Il primo ministro è tenuto ad avere un profilo politico con ovvie limitazioni. Poi abbiamo un leader dell’opposizione il cui profilo è gestito da un algoritmo diverso”, ha dichiarato il portavoce, mettendo in luce le differenze di visibilità tra Magyar che gestisce un profilo professionale personale etichettato come personaggio pubblico, mentre Orban ha una pagina come politico.

Kovacs ha inoltre denunciato presunte limitazioni ai post del premier e difficoltà per gli utenti nel mettere ‘mi piace’, attribuendole anche a campagne coordinate di segnalazione da parte dell’opposizione. Accuse respinte da Meta, che nega qualsiasi trattamento differenziato: “Non ci sono restrizioni sugli account del primo ministro, né sistemi che favoriscano un tipo di profilo rispetto a un altro”, ha fatto sapere un portavoce, sottolineando che le regole della piattaforma “si applicano a tutti allo stesso modo”. Facebook resta la piattaforma più utilizzata in Ungheria e il recente divieto Ue sulla pubblicità politica online ha ridotto uno degli strumenti chiave della strategia di Fidesz.   

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