Madre e figlia morte avvelenate, l’avvocato del padre rinuncia all’incarico – Notizie – Ansa.it

Madre e figlia morte avvelenate, l’avvocato del padre rinuncia all’incarico – Notizie – Ansa.it


C’è un nuovo colpo di scena nel giallo di Pietracatella, stavolta però non è legato alle indagini bensì agli avvocati che seguono il caso. Il legale al quale Gianni Di Vita, padre e marito delle due donne morte per sospetto avvelenamento da ricina, si era affidato sin da subito, ha rinunciato all’incarico. Una decisione comunicata dallo stesso legale e poi ratificata dal suo assistito che ha revocato l’impegno ad Arturo Messere, tra i più noti e longevi penalisti molisani. Lo stesso avvocato, in mattinata, aveva spiegato di aver fatto la scelta “per motivi contingenti”.

 

Dietro, però, ci sarebbero divergenze sulla gestione del caso in questa delicata fase delle indagini che, da sospetta intossicazione mortale ora si concentrano su un duplice omicidio. Nel giro di pochi minuti intanto Di Vita si era già affidato ad un altro legale, stavolta una sua conoscenza stretta vista la militanza di anni nello stesso partito: l’avvocato Vittorino Facciolla. Oltre ad essere anche lui un noto avvocato, infatti, Facciolla è consigliere regionale del Pd e in passato è stato anche segretario regionale, pure nello stesso periodo nel quale Di Vita era il tesoriere del partito. “In ordine alla mia nomina quale difensore di fiducia del signor Giovanni Di Vita, parte offesa nel procedimento penale a carico di ignoti – ha detto il legale nelle sue prime dichiarazioni dopo l’avvicendamento – comunico che la stessa non è intervenuta in ragione di una modifica della sua posizione processuale. L’esigenza che mi ha manifestato Giovanni, persona che conosco e che apprezzo molto, nasce dalla necessità di un avvicendamento tra i legali. Il mio assistito, che ringrazio per la fiducia, mi ha comunicato che nella mattinata odierna ha provveduto a formalizzare la revoca dell’incarico allo studio dell’avvocato Messere”. 
 L’indagine, per la quale non ci sono ancora persone iscritte nel registro degli indagati, anche oggi non si è fermata.

 

La Squadra Mobile guidata da Marco Graziano ha continuato a sentire i familiari delle vittime, come sta facendo ormai da una settimana (complessivamente oltre 30 le persone fin qui ascoltate come informate dei fatti) mentre lo stesso Di Vita e la figlia – già sentiti una prima volta in un interrogatorio fiume di oltre 10 ore – potrebbero essere riconvocati nei prossimi giorni. Stesso discorso potrebbe valere per la cugina del commercialista, sentita anche lei due giorni fa al termine della lunga giornata delle deposizioni di padre e figlia. Nei prossimi 20 giorni intanto sono attese risposte molto importanti per l’inchiesta: la relazione del Centro antiveleni di Pavia sulla presenza di ricina nel sangue delle vittime, l’esito delle due autopsie e i nuovi accertamenti richiesti sul sangue di Gianni Di Vita, l’unico – escludendo la moglie e la figlia – ad aver avvertito i sintomi di intossicazione dopo il pranzo di Natale. Per questo era stato ricoverato allo Spallanzani di Roma per accertamenti. Altri tasselli che potrebbero rivelare dettagli importanti sono l’annunciato sopralluogo nella casa sotto sequestro e le eventuali analisi di apparecchiature informatiche attraverso le quali potrebbe essere stato cercato in rete il potente veleno che avrebbe ucciso Sara e sua mamma Antonella.

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