Medio Oriente, media Iran: ‘Senza accordo con gli Usa la situazione a Hormuz non cambia’. Nuovi colloqui lontani -LIVEBLOG – Notizie – Ansa.it

Medio Oriente, media Iran: ‘Senza accordo con gli Usa la situazione a Hormuz non cambia’. Nuovi colloqui lontani -LIVEBLOG – Notizie – Ansa.it


IL PUNTO

L’annuncio di Vance arriva da Islamabad nel pieno della notte e gela il mondo: ‘Gli Stati Uniti non hanno raggiunto un accordo con l’Iran’. Secondo il vicepresidente americano, già partito dal Pakistan, ‘non c’è la promessa da parte dell’Iran di abbandonare definitivamente l’arma nucleare’. Secondo Teheran, invece, ‘i negoziati sono falliti per le richieste irragionevoli degli Usa’.

Dopo il fallimento dei colloqui l’Iran “non ha fretta di avviare un nuovo negoziato”. Né ci sarà alcun cambiamento nella situazione nello Stretto di Hormuz, “a meno che gli Usa non accettino un accordo ragionevole”. Lo ha riferito una fonte informata all’agenzia Fars, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie. Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran Baghaei ha detto che il fallimento dei colloqui è dovuto alle “eccessive richieste degli Stati Uniti” su questioni come Hormuz e il dossier nucleare. Lo Stretto, uranio e asset congelati sono stati i nodi della trattativa anche secondo il New York Times. Intanto Trump riposta sui social un articolo sull’ipotesi del ‘blocco navale’ del Golfo per danneggiare l’Iran, in caso di mancata intesa. In Libano almeno 11 morti nei nuovi raid israeliani nel sud del Paese. 

11:27

Ghalibaf: ‘Gli Usa non hanno conquistato la nostra fiducia’

“La controparte non è riuscita a conquistare la fiducia della delegazione iraniana in questo ciclo di negoziati”. Lo dichiara Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e capo della delegazione negoziale con gli Stati Uniti, su X.

10:32

Nyt: ‘Hormuz, uranio e asset congelati sono stati i nodi della trattativa’

La riapertura dello Stretto di Hormuz, il destino di quasi 900 libbre (408 kg) di uranio altamente arricchito e la richiesta iraniana di sbloccare circa 27 miliardi di dollari di asset congelati all’estero sono stati i punti critici che hanno fatto deragliare la trattativa tra Iran e Usa. Lo scrive il New York Times che cita due funzionari iraniani a conoscenza dei colloqui.

Gli Stati Uniti avevano chiesto all’Iran di riaprire immediatamente lo stretto a tutto il traffico marittimo, ma l’Iran si è rifiutato di rinunciare alla sua influenza su questo punto strategico per le petroliere, affermando che lo avrebbe fatto solo dopo un accordo di pace definitivo. L’Iran ha anche chiesto un risarcimento per i danni causati da sei settimane di raid aerei e lo sblocco delle entrate petrolifere congelate in Iraq, Lussemburgo, Bahrein, Giappone, Qatar, Turchia e Germania per la ricostruzione, hanno aggiunto i funzionari, ma gli americani hanno respinto tali richieste.

Un altro punto di contesa è stata la richiesta del presidente Trump che l’Iran consegnasse o vendesse l’intero stock di uranio arricchito di grado quasi nucleare. L’Iran ha presentato una controproposta, ma le parti non sono riuscite a raggiungere un compromesso, hanno affermato i funzionari. “Abbiamo chiarito in modo inequivocabile quali sono le nostre linee rosse, su quali punti siamo disposti a cedere e su quali no”, ha dichiarato il vicepresidente JD Vance dopo 21 ore di incontri con alti funzionari iraniani presso l’hotel Serena di Islamabad, senza specificare quali fossero le linee rosse.

10:06

Trump riposta un articolo sull’ ipotesi ‘blocco navale’ del Golfo per danneggiare l’Iran

Il presidente statunitense, Donald Trump, ha ripostato sul suo social Truth un articolo che suggerisce come gli Usa potrebbero attuare un “blocco navale” nel golfo Persico per danneggiare gli interessi economici dell’Iran, in caso di un mancato accordo Washington-Teheran. Il post, pubblicato dal media online Just the News, si intitola: ‘La carta vincente che il presidente ha se l’Iran non cede: un blocco navale’.

Trump l’ha ripostato sul suo account Truth alle 6:16 di stamattina, praticamente in concomitanza con le notizie in arrivo da Islamabad, annunciate direttamente dal suo vice JD Vance, secondo cui i negoziati in corso con l’Iran erano falliti. L’articolo suggerisce che la strategia del blocco navale, già adottata nel caso del Venezuela, potrebbe “soffocare un’economia iraniana già instabile e aumentare la pressione diplomatica su Cina e India, tagliandole fuori da una delle loro principali fonti di petrolio”.

Il pezzo cita “alcuni esperti secondo cui “Trump potrebbe semplicemente ‘superare’ il controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz con un blocco ancora più efficace.

09:00

Media, nuovi raid israeliani nel sud del Libano, almeno 11 morti

Almeno 11 persone sono rimaste uccise in nuovi raid israeliani nel sud del Libano, cinque delle quali nella località di Qana e altre sei Maaroub, dove è stata presa di mira un’intera famiglia: lo riporta l’agenzia libanese Nna. La stessa fonte aggiunge che ci sono stati attacchi anche in altre località del Libano meridionale e che, oltre ai morti, si contano pure diversi feriti.

09:04

Media, nuovi raid israeliani nel sud del Libano, almeno 11 morti

Almeno 11 persone sono rimaste uccise in nuovi raid israeliani nel sud del Libano, cinque delle quali nella località di Qana e altre sei Maaroub, dove è stata presa di mira un’intera famiglia: lo riporta l’agenzia libanese Nna. La stessa fonte aggiunge che ci sono stati attacchi anche in altre località del Libano meridionale e che, oltre ai morti, si contano pure diversi feriti.

08:29

Media, due petroliere arrivate a Hormuz hanno fatto marcia indietro

Due “superpetroliere” vuote dirette verso il Golfo Persico attraverso lo Stretto di Hormuz hanno “fatto marcia indietro all’ultimo minuto” una volta avvicinatisi all’isola iraniana di Larak, proprio mentre i colloqui tra Washington e Teheran in corso a Islamabad venivano dati per falliti: lo riferisce sul suo sito Bloomberg. Le due navi in questione, una battente bandiera maltese e una battente bandiera pakistana, hanno invertito la loro roccia una volta avvicinatisi a un “checkpoint” controllato da Teheran, secondo dati di tracciamento citati da Bloomberg. Una terza petroliera, battente bandiera liberiana, avrebbe invece proseguito la propria rotta, ma non è chiaro dove si stia dirigendo di preciso.

08:06

Media Iran, anche la delegazione di Teheran ha lasciato il Pakistan

Anche la delegazione di Teheran inviata a Islamabad per i colloqui con gli Usa ha lasciato il Pakistan dopo che i negoziati sono stati dati per falliti. Lo riferisce l’agenzia iraniana Mehr.

07:53

Media Iran, ‘senza l’ok Usa a un accordo la situazione a Hormuz non cambia’

L’Iran “non ha fretta di avviare un nuovo negoziato con gli Stati Uniti, dopo il fallimento dei colloqui di sabato a Islamabad”: lo ha affermato nelle prime ore di oggi una fonte informata all’agenzia Fars, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie. “Non ci sarà alcun cambiamento nella situazione nello Stretto di Hormuz, a meno che gli Stati Uniti non accettino un accordo ragionevole”, ha aggiunto la stessa fonte. Teheran, ha anche detto la persona informata citata dalla Fars, “non ha in programma di tenere un prossimo round di colloqui. Gli americani avrebbero dovuto essere realistici, ma cercavano un pretesto per lasciare il negoziato. Ora la palla è nel loro campo”. Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha affermato che il fallimento dei colloqui è stato dovuto alle “eccessive richieste degli Stati Uniti” su questioni come lo Stretto di Hormuz e il dossier nucleare, sottolineando tuttavia che “la diplomazia non finisce mai”.

06:19

Teheran: ‘Nessuno si aspettava un accordo al primo round di negoziati’

Teheran ha affermato domenica che “nessuno si aspettava” che gli Usa e l’Iran raggiungessero un accordo già dal primo round di negoziati. “Era evidente fin dall’inizio che non dovevamo aspettarci di raggiungere un accordo in una sola sessione. Nessuno se lo aspettava”, ha dichiarato Esmaeil Baqaei, portavoce della diplomazia iraniana, alla televisione di Stato iraniana, dopo l’annuncio del fallimento dei colloqui a Islamabad per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Il portavoce del ministero degli Esteri si è detto “certo che i nostri contatti con il Pakistan, così come con gli altri nostri amici nella regione, proseguiranno”.

05:38

Pakistan: ‘Iran e Usa rispettino il cessate il fuoco’

Il ministro degli Esteri pakistano ha ribadito oggi che Washington e Teheran devono rispettare l’accordo di cessate il fuoco, dopo che i colloqui maratona tra le due parti per porre fine alla guerra in Medio Oriente si sono conclusi senza un accordo. “È imperativo che le parti continuino a rispettare il loro impegno al cessate il fuoco”, ha affermato Ishaq Dar, il cui governo ha ospitato i colloqui e ha agito da mediatore. “Il Pakistan ha svolto e continuerà a svolgere il proprio ruolo per facilitare il coinvolgimento e il dialogo tra la Repubblica Islamica dell’Iran e gli Stati Uniti d’America nei giorni a venire”, ha dichiarato in una breve dichiarazione trasmessa dai media statali.

04:30

Negoziati falliti con l’Iran, Vance lascia il Pakistan

Vance lascia il Pakistan dopo il fallimento dei negoziati con l’Iran.

04:22

Iran, ‘negoziati falliti per le richieste irragionevoli degli Usa’

Le “richieste irragionevoli” degli Stati Uniti hanno fatto fallire i negoziati. È la versione della Tv di Stato iraniana riguardo al fallimento dei colloqui in Pakistan, secondo quanto riporta Al Jazeera.

03:43

Vance: ‘Gli Usa non hanno raggiunto un accordo con l’Iran’

Gli Stati Uniti “non hanno raggiunto un accordo” con l’Iran. Lo afferma il vicepresidente americano Jd Vance. Secondo Vance, “non c’è la ‘promessa definitiva’ da parte dell’Iran riguardo all’abbandono dell’arma nucleare”. Vance ha annunciato che tornerà negli Stati Uniti dopo aver presentato all’Iran “un’offerta finale e la migliore possibile”.

“Siamo stati piuttosto flessibili, ma non siamo riusciti a compiere progressi” ha detto il vicepresidente, riferisce la versione online di Al Jazeera. “Non siamo riusciti a raggiungere una situazione in cui gli iraniani fossero disposti ad accettare le nostre condizioni. Penso che siamo stati piuttosto flessibili, siamo stati piuttosto accomodanti”, ha detto. 



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