IL PUNTO
Si sono aperti i seggi elettorali per le elezioni in Ungheria. Sono chiamati alle urne 8.114.688 cittadini per un’elezione che potrebbe chiudere i sedici anni di governo di Viktor Orban e aprire la strada all’opposizione guidata da Peter Magyar. I seggi saranno aperti fino alle 19. Poi inizierà la lunga notte dello spoglio, tra proiezioni e risultati ufficiali attesi nella notte. L’affluenza si preannuncia alta: nel 2022 si attestò intorno al 70%, questa volta il Paese sembra pronto a mobilitarsi con numeri ancora più elevati.
Video Orban e Magyar votano a Budapest
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Affluenza ai massimi storici, al 37,98% alle 11
L’affluenza alle urne in Ungheria vola ai massimi storici. Alle 11, secondo i dati diffusi dall’Ufficio elettorale nazionale, per la sfida tra Viktor Orban e Peter Magyar ha già votato il 37,98% degli elettori, pari a 2.858.892 persone. Si tratta di un dato record, di gran lunga superiore al 25,77% registrato quattro anni fa. Il trend era emerso già nelle prime ore: alle 9 si era sfiorato il 17%, contro il 10,31% del 2022. Nel 2022 l’affluenza finale si fermò al 69,59%. Quest’anno le previsioni indicano la possibilità di superare nettamente la soglia del 70%.
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Un sindaco del partito di Orban vota per Magyar, ‘scelgo i valori Ue’
Un sindaco esponente di Fidesz in Ungheria ha dichiarato pubblicamente di aver votato per l’opposizione guidata da Peter Magyar. Mihaly Szoke-Toth, primo cittadino di Bocsa, piccolo centro dell’Ungheria meridionale, ha invitato gli elettori a partecipare al voto con un messaggio su Facebook, distanziandosi dal suo partito guidato da Viktor Orban. “Voto contro l’influenza russa e a favore dei valori europei. Sostengo una comunità che vuole costruire e rappresenta la speranza per la nazione”, ha detto. Szoke-Toth, secondo quanto riportano i media ungheresi, era stato eletto sindaco nel 2024 con il 71,15% dei voti (587 preferenze).
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In Ungheria sistema elettorale misto, i voti nelle campagne pesano di più
Il voto in Ungheria si gioca su un sistema elettorale misto: dei 199 seggi in Parlamento, 106 vengono assegnati nei collegi uninominali, mentre i restanti sono distribuiti con metodo proporzionale e meccanismi di compensazione. Il nodo è nel peso dei voti. Nei collegi meno popolosi, spesso rurali e favorevoli a Viktor Orban, bastano anche 50-60 mila elettori per eleggere un deputato. Nelle aree urbane, dove l’opposizione è più forte, possono servire fino a 90-100 mila voti per ottenere lo stesso seggio. Un sistema ridisegnato dopo il 2010 che tende ad amplificare il vantaggio del partito di governo. Secondo diverse analisi, questo meccanismo può valere fino a cinque punti percentuali, abbastanza – in una corsa serrata – da perdere nel voto popolare ma conquistare comunque la maggioranza dei seggi. E’ per questo che l’opposizione guidata da Peter Magyar insiste sulla necessità di una vittoria ampia: per cambiare davvero gli equilibri servono i due terzi del Parlamento, cioè almeno 133 seggi su 199. Alle elezioni del 2022, Viktor Orban ottenne 135 seggi.
11:03
Affluenza record già nelle prime ore, il 16,89% alle 9
Affluenza record nelle prime ore delle elezioni in Ungheria. Secondo i dati dell’Ufficio elettorale nazionale, alle 9 del mattino ha già votato il 16,89% degli elettori. Il dato supera nettamente il 10,31% di quattro anni fa e anche il 13,17% del 2018, confermando una partecipazione superiore alle attese. Già alle 7, dopo un’ora dall’apertura delle urne, si era registrato un primo primato, con un’affluenza del 3,46% nella prima ora, quasi il doppio rispetto all’1,82% del 2022. Tra i primi a recarsi alle urne anche i due protagonisti della sfida, Viktor Orban e Peter Magyar. L’Ufficio elettorale aggiornerà i dati sull’affluenza nel corso della giornata, con nuove rilevazioni previste alle 11, 13, 15, 17 e 18.30.
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L’Ungheria sceglie tra Orban e Magyar a 23 anni esatti dal sì all’Ue
L’Ungheria sceglie oggi tra Viktor Orban e Peter Magyar esattamente 23 anni dopo il sì all’Unione europea. Lo ricordano diverse testate locali nel giorno di un’elezione considerata storica anche per il futuro delle relazioni tra Budapest e Bruxelles. Al referendum del 2003 la scelta fu netta: l’83,76% dei votanti si espresse a favore dell’ingresso nell’Ue, contro il 16,24% di contrari. A pesare, però, fu una partecipazione limitata, con un’affluenza ferma al 45,62% degli aventi diritto. Oggi il quadro appare più sfumato. La maggioranza degli ungheresi resta favorevole all’Ue, ma i dubbi su integrazione ed euro sono aumentati. Secondo un sondaggio del Centro di ricerca 21, oltre un terzo degli elettori filogovernativi sarebbe pronto a votare per la cosiddetta Hexit, il divorzio dall’Ue.
09:32
Magyar vota a Budapest: ‘Vinceremo, la sfida è la maggioranza assoluta’
Il leader dell’opposizione ungherese, Peter Magyar, ha votato nel seggio dell’asilo Hegyvideki Mesevar, nel 12esimo distretto di Budapest. “Il nostro partito vincerà, l’unica incognita è se con una maggioranza semplice, o con quella assoluta”, ha detto alla stampa dopo aver riposto la sua scheda nelle urne. “Dobbiamo rafforzare la posizione dell’Ungheria nell’Ue e nella Nato”, ha aggiunto, tornando a sottolineare la necessità di “scongelare i fondi Ue” bloccati per la disputa tra Bruxelles e Viktor Orban sullo stato di diritto. In caso di vittoria, ha ribadito, “la priorità sarà adottare misure anti-corruzione”.
Magyar al voto
09:31
Orban vota: ‘Sono qui per vincere, la scelta del popolo va rispettata’
“Sarà la mia ultima elezione? Sono giovane, non è la mia ultima elezione. Sono qui per vincere”. Lo ha detto il premier ungherese, Viktor Orban, parlando alla stampa subito dopo aver votato a Budapest. “La decisione del popolo deve essere rispettata”, ha sottolineato rispondendo alle domande dei giornalisti. Interpellato sull’ipotesi di congratularsi con il rivale Peter Magyar in caso di sconfitta, ha replicato: “Congratularmi? Lo faccio sempre, ci sono regole civili”.
“Ci impegniamo a mantenere relazioni amichevoli con i leader di tutti i principali Stati”, ha poi risposto alle domande dei giornalisti sul suo rapporto con Vladimir Putin. Interpellato su cosa farebbe al posto di Volodymyr Zelensky, in particolare sull’ipotesi di cedere territori, ha risposto: “Sono abbastanza fortunato da non essere Zelensky”.
Orban ha votato nel seggio della scuola elementare Zugliget, nel XII distretto di Budapest, arrivando insieme alla moglie Aniko Levai. Il premier si è detto soddisfatto dell’elevata affluenza attesa, sottolineando come una forte partecipazione abbia storicamente favorito il suo partito: “Più persone votano, meglio è”, ha affermato, invitando tutti i cittadini a recarsi alle urne.
Orban con la moglie Aniko Levai
