Magyar: ‘Pronto a parlare con Meloni, l’Italia partner chiave’. Da Mosca niente congratulazioni – Notizie – Ansa.it

Magyar: ‘Pronto a parlare con Meloni, l’Italia partner chiave’. Da Mosca niente congratulazioni – Notizie – Ansa.it


“Non ho ancora parlato con Giorgia Meloni, ma sarò più che felice di farlo. Parlerò anche con Antonio Tajani. L’Italia è uno dei miei Paesi preferiti”, con l’Ungheria c’è un’alleanza “forte anche per ragioni storiche e dobbiamo cogliere le opportunità di cooperazione”. Lo ha detto Peter Magyar alla sua prima conferenza stampa dopo la vittoria, rispondendo a una domanda dell’ANSA. “Vorrei incontrare” Meloni “di persona, ha ottenuto grandi risultati partendo da condizioni difficili ed è riuscita a ristabilire la stabilità. Sta facendo un ottimo lavoro”, ha evidenziato, ribadendo che “se qualcuno ha buoni rapporti personali con Orban non significa che non potremo avere altrettanto un buon rapporto”.

Rappresenteremo tutti gli ungheresi”, ha aggiunto Magyar esortando anche il presidente a conferirgli “il prima possibile” il mandato per “formare il nuovo governo”. “Il nostro Paese non ha tempo da perdere, ha grandi problemi da affrontare, è stato tradito e devastato”, ha sottolineato. 

 “Ho parlato con molti leader europei e con la presidente” della Commissione, Ursula von der Leyen, “continueremo i nostri negoziati” per sbloccare i fondi Ue congelati per lo scontro tra Bruxelles e Viktor Orban sullo stato di diritto, ha aggiunto. “L’Ungheria appartiene all’Europa”; ha evidenziato Magyar, sottolineando la volontà di lavorare per un Paese “libero, indipendente e sovrano”. 

L’azione “anti-corruzione” sarà “tra le prime misure del mio governo”, ha affermato. “Dobbiamo ristabilire l’equilibrio tra i poteri e lo stato di diritto”, ha evidenziato il leader di Tisza a più riprese, insistendo sulla necessità di trasparenza. 

L’Ungheria si impegna a realizzare “una politica costruttiva” in Europa e “cercheremo compromessi” sui dossier più delicati, ha detto Magyar in conferenza stampa. L’Ue, ha evidenziato, “è un’organizzazione complessa, burocratica e incline al compromesso”. “Sono sicuro che ci saranno dibattiti – ha osservato -, ma non andremo a Bruxelles a combattere per il gusto di farlo, per poi accusare Bruxelles di essere matrigna e di doverla fermare”, ha sottolineato, in riferimento alle politiche del suo predecessore.  

 “Per me” Tamas Sulyok “non è un presidente: ha permesso” che l’Ungheria fosse “saccheggiata, non ha detto una parola quando migliaia di bambini sono stati abusati da pedofili graziati dal governo. Spero mi stia ascoltando: deve dimettersi. Non abbiamo bisogno di un burattino né della mafia”, ha detto, rivolgendosi al capo dello Stato, vicino al partito di Orban, Fidesz. 

Il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, insieme alla squadra di governo di Viktor Orban, “sta distruggendo documenti” relativi alle sanzioni Ue contro la Russia, dopo essere finito al centro delle accuse per i suoi legami con Mosca e presunti tentativi di bloccare le misure europee, ha detto Magyar in conferenza stapa. “Stanno distruggendo documenti, questo non li aiuterà”, ha affermato, sottolineando come ciò serva a “dare un’idea del contesto in cui si trova oggi l’Ungheria”, e paragonando la distruzione di atti pubblici a quanto fatto “ai tempi del comunismo”.  

 

LE REAZIONI ALLA VITTORIA DI MAGYAR

La Russia non si congratulerà con il vincitore delle elezioni perché l’Ungheria è “un Paese non amico che sostiene le sanzioni” contro Mosca. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in un’intervista a Life ripresa dalla Tass. Parlando del rapporto tra il presidente russo Vladimir Putin e il premier ungherese uscente Viktor Orban, Peskov ha affermato che la loro non è mai stata “un’amicizia”, ma Mosca ha semplicemente avuto “un dialogo con lui”.  

“Questo non farà altro che accelerare il collasso dell’Ue, verificate se ho ragione tra 4 mesi”. Kirill Dmitriev, amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti e inviato di Putin a Washington, commenta così su X, in risposta all’attivista di estrema destra Tommy Robinson, la vittoria di Peter Magyar alle elezioni ungheresi.

“Oggi l’Europa è ungherese, il popolo ha parlato e ha scelto il percorso europeo, questa è una vittoria per le libertà di base”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen al termine del collegio dei commissari. “La nostra unione oggi è più forte e unita: lavoreremo con Peter Magyar il prima possibile, a vantaggio degli ungheresi”, ha aggiunto. “Ma non dimentichiamo anche le lezioni imparate: andare verso il voto a maggioranza qualificate in politica estera è importante per sbloccare l’impasse in questo settore”. 

“Se guardiamo alle dichiarazioni” di Magyar “si può già notare che ha le idee molto chiare sulla via europea e che si impegna, insieme al nuovo governo, a continuare a collaborare con noi sui diversi temi aperti”, ha aggiunto von der Leyen rispondendo ad una domanda sulle elezioni in Ungheria in conferenza stampa. “Vorrei dire al popolo ungherese: ce l’avete fatta di nuovo, contro ogni previsione, come nel 1956, quando vi siete coraggiosamente ribellati, e come nel 1989, quando siete stati i primi a tagliare il filo spinato che divideva il nostro continente”, ha rimarcato von der Leyen. “Cominceremo a lavorare con il nuovo governo il prima possibile per dare una svolta, nell’interesse del popolo ungherese”, ha sottolineato riferendosi alla riforme che Budapest deve mettere in campo affinché siano sbloccati i fondi comunitari.   

 




 

 

Vucic si congratula con Magyar, ma è solo senza l’alleato e amico Orban

Il presidente serbo, Aleksandar Vučić, non ha mancato di congratularsi con il vincitore delle elezioni ungheresi, Peter Magyar, nella consapevolezza di perdere in Viktor Orbán, oltre che un amico personale, il suo più forte e strategico alleato politico in Europa. E di ritrovarsi solo, con il fantasma dell’amico caduto, mentre si avvicina anche per lui la via stretta del voto anticipate dall’esito assai incerto. E ora anche i progetti comuni, incluso il contratto fra le rispettive società petrolifere, paiono nebbiosi.

“Congratulazioni a Peter Magyar per la vittoria elettorale. Sono fiducioso che la solida cooperazione tra Ungheria e Serbia continuerà a crescere. Ringrazio inoltre Vicktor Orbán per aver contribuito a rendere possibili tali relazioni”, ha scritto su X.
Vučić è legato a doppio filo a Orbán da affinità politica: entrambi coltivano più o meno apertamente la ‘democrazia illiberale’, il nazionalismo sovranista e pulsioni anti-immigrazione (anche se la Serbia, da Paese extra-Ue, è meno esposta). Hanno rapporti ambivalenti con l’Unione europea e buoni rapporti con la Russia, sebbene quelli fra Mosca e Belgrado si siano raffreddati a causa soprattutto della vendita di munizioni a Kiev. 

L’opposizione in Turchia celebra la sconfitta di Orban

Il maggior partito di opposizione al presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il Chp, ha celebrato la sconfitta di Viktor Orban in Ungheria, dopo le elezioni che hanno visto la vittoria dello sfidante Peter Magyar. “Nelle elezioni in Ungheria, il simbolo dell’autoritarismo in Europa è stato sconfitto. Il vincitore in Ungheria è la democrazia”, ha affermato il segretario del Chp, Ozgur Ozel, in un messaggio su X, mentre non ci sono stati per ora commenti da parte del presidente Erdogan, che in passato aveva sempre avuto rapporti molto cordiali con l’ex premier ungherese. Anche Ekrem Imamoglu, l’ex sindaco di Istanbul rimosso dall’incarico dopo l’arresto per corruzione e ritenuto il principale rivale di Erdogan, ha celebrato la sconfitta di Orban.

“L’Ungheria ha scelto la speranza anziché la paura, la democrazia anziché l’autocrazia”, ha affermato Imamoglu in un messaggio condiviso su X tramite i suoi avvocati, mentre da oltre un anno si trova in custodia cautelare nel carcere di Silivri, alla periferia di Istanbul. “Istanbul è al fianco di Budapest. La corrente sta cambiando”, ha aggiunto Imamoglu.

Babis e Fico, ‘congratulazioni a Magyar, pronti a collaborare’

“Congratulazioni a Péter Magyar per la sua vittoria elettorale. Affrontare un avversario così forte come Viktor Orbán non è mai stato facile, eppure è riuscito a conquistare la fiducia della maggioranza degli ungheresi e porta con sé grandi speranze e aspettative. Non deve deludere. Rispetto il risultato elettorale e attendo con interesse la nostra collaborazione, poiché il rapporto tra l’Ungheria e la Repubblica Ceca è stretto, e lavorerò sempre in modo costruttivo con chiunque venga scelto dagli elettori.” Lo scrive su X il premier ceco Andrej Babis, uno dei più stretti alleati di Orban.

E, sempre sui social, si è detto “pronto a collaborare” con Budapest anche il primo ministro slovacco Robert Fico, anche lui tra i più stretti alleati di Orban in Europa. 

Il premier indiano Modi si congratula con Magyar per la vittoria

Il premier indiano Narendra Modi si è congratulato con Péter Magyar e con il suo Tisza Party per la schiacciante vittoria alle elezioni parlamentari ungheresi di ieri. In un post su X Modi si augura di “poter collaborare al rafforzamento della cooperazione bilaterale e all’avanzamento della Partnership Strategica India-Ue, per la prosperità e il benessere delle nostre nazioni” Il premier indiano aggiunge che l’India e l’Ungheria condividono un’amicizia che ha radici profonde, valori comuni e una lunga tradizione di rispetto reciproco. 

Lega: ‘Chi vota ha sempre ragione, da Orbán lezione di democrazia’

“Chi vota ha sempre ragione: gli elettori ungheresi hanno espresso una chiara preferenza e vanno rispettati. Un abbraccio e un grande ringraziamento all’amico Viktor Orbán, vero patriota, e buon lavoro a chi, dopo oltre vent’anni tra i suoi più stretti collaboratori, oggi ha vinto le elezioni”. Così la Lega, in una nota. “Per anni Bruxelles e la sinistra hanno dipinto Orbán come un “dittatore”, un “autocrate” e una “minaccia” ai diritti e alle libertà: il modo in cui ha accolto il risultato smentisce, nei fatti, la loro propaganda e dà loro, ancora una volta, una lezione di democrazia”, conclude la Lega.

Le Pen: ‘Da Orban grande eleganza, per 16 anni ha difeso la libertà dell’Ungheria’

”Malgrado le accuse grottesche di ‘dittatura’ di cui il governo di Viktor Orban è stato accusato per anni, l’Ungheria democratica ha scelto l’alternanza. Quest’ultima è stata riconosciuta con molta eleganza da Viktor Orban che per 16 anni ha difeso con coraggio e determinazione la libertà e la sovranità dell’Ungheria”: lo scrive la capogruppo del Rassemblement National (RN), Marine Le Pen, in un messaggio pubblicato su X dopo la vittoria di Peter Magyar in Ungheria. ”La soddisfazione espressa dalla Commissione europea che non ha smesso di oltrepassare le sue prerogative e competenze a scapito del potere dei popoli -aggiunge Le Pen – dovrebbe preoccupare gli ungheresi sulla persistenza di questa libertà attentaente difesa da anni”.

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