Crans-Montana, i coniugi Moretti indagati a Roma – Notizie – Ansa.it

Crans-Montana, i coniugi Moretti indagati a Roma – Notizie – Ansa.it


Disastro colposo e omicidio colposo plurimo. Sono solo alcune delle accuse che la Procura di Roma muove a Jaques Moretti e alla moglie Jessica nell’ambito del procedimento legato all’incendio del 31 dicembre a Crans Montana nel locale Le Constellation che provocò la morte di 41 persone tra cui sei italiani. I pm capitolini hanno formalizzato per i due l’iscrizione nel registro degli indagati in un fascicolo in cui vengono contestati ai gestori del locale anche i reati di incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica.
Gli inquirenti hanno dato un colpo di acceleratore al procedimento avviato a gennaio e attendono ora la trasmissione degli atti dalla Svizzera dove nelle scorse settimane si è recato, insieme agli agenti della Squadra Mobile e ai Vigili del Fuoco, il pm Stefano Opilio titolare del procedimento. Con l’arrivo dei documenti dalla procura elvetica i magistrati di Roma potrebbero ampliare il numero degli indagati e in particolare per i mancati controlli sulla sicurezza del Constellation.
Nel fascicolo romano sono presenti da tempo i verbali di audizione dei feriti che hanno raccontato cosa avvenne la notte del tragico rogo. “Nessuno ci ha dato indicazioni – hanno ricostruito con gli investigatori i nostri connazionali sopravvissuti all’incendio -, in quel locale non c’era alcun materiale ignifugo: le fiamme si sono propagate in pochi istanti e le uscite di sicurezza erano tutte chiuse, sbarrate”.
Testimonianze drammatiche e univoche. Nella versione dei fatti fornita a chi indaga, il dato che emerge è incontrovertibile: in quel locale non venivano rispettate le più elementari norme sulla sicurezza. “Gli estintori non sono stati azionati – ha raccontato uno dei feriti -, ricordo di averne visto uno a terra, ma nessuno è intervenuto per tentare di arginare il rogo”. Tutti ricordano che le fiamme si propagarono molto velocemente, segno che non vi era nel locale alcuna misura antincendio. Ed inoltre, c’erano anche “molte parti in legno”.
Nessuno dello staff avrebbe dato indicazioni ai presenti e anzi alcuni testimoni ricordano di avere visto Jessica Moretti fuggire via”.
Proprio lunedì in Svizzera è stato ascoltato il sindaco Nicolas Féraud, anch’egli potrebbe finire indagato a Roma. Il primo cittadino ha ammesso di non essere a conoscenza del fatto che la macchina comunale dei controlli di sicurezza nei locali di Crans
-Montana era in panne. Dal 2019, nel locale andato a fuoco a Capodanno nessun ispettore aveva controllato il rispetto delle norme antincendio.
I sei funzionari comunali responsabili, che sono stati ascoltati dai magistrati della procura del Cantone del Vallese, si sono giustificati raccontando di una cronica carenza di organico e di risorse che non consentiva il rispetto delle scadenze. Dal canto suo il primo cittadino – a cui ieri è stato sequestrato il cellulare – ha fornito una versione diversa sostenendo di non essere a conoscenza dei problemi nei controlli di sicurezza. “Nessuno me l’aveva detto prima della tragedia e ne sono rimasto scioccato”, ha affermato Féraud.
Un audit, commissionato nel 2023 dallo stesso sindaco, aveva segnalato una generale carenza di personale, ma il Comune non ne aveva applicato le indicazioni “perché giudicato deludente e per nulla rilevante in tema di sicurezza”. 

La ricostruzione della strage di Capodanno, il podcast

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