Massacro in Louisiana, il killer padre di 7 dei bimbi uccisi – Notizie – Ansa.it

Massacro in Louisiana, il killer padre di 7 dei bimbi uccisi – Notizie – Ansa.it


Depressione, pensieri suicidari e un divorzio in vista. Queste sarebbero alcune delle cause che hanno portato un uomo di 31 anni, Shamar Elkins, a massacrare i suoi sette figli ed un cuginetto in una città di centomila anime in uno degli Stati più poveri degli Stati Uniti, la Louisiana.
Una strage orripilante, la più mortale dal gennaio 2024, quando otto persone sono state uccise in un sobborgo di Chicago.
In questo caso le vittime, tre maschi e cinque femmine, avevano soltanto dai tre agli undici anni. Un altro ragazzino è riuscito a scappare correndo sui tetti delle casetta a schiera di Shreveport, mentre due donne sono state ferite gravemente.

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Una è la madre di alcuni dei piccoli colpiti, Shaneiqua Elkins, che forse aveva capito prima di tutti il rischio che lei e i suoi figli stavano correndo e aveva chiesto il divorzio da Shamar. La prima udienza era fissata proprio lunedì, il giorno dopo la strage. Si tratta della 101esima sparatoria negli Stati Uniti dall’inizio dell’anno, secondo il Gun Violence Archive, ma stavolta a colpire non è solo la violenza delle armi. Bensì il fatto che, in certe aree dell’America, la malattia mentale e il disagio psicologico vengono ignorati da chi ne soffre e da chi sta a fianco, fino ad arrivare a tragedie come questa.


Shamar Elkins, infatti, non aveva gravi precedenti penali se non un condanna per uso illegale d’armi nel 2019 che gli era costata la libertà vigilata. Nessuna denuncia per violenza domestica, eppure i segnali che quel 31enne ucciso dalla polizia dopo una breve fuga avrebbe potuto commettere un gesto estremo c’erano. Secondo quanto riferito dalla famiglia Elkins, che aveva prestato servizio nella Guardia Nazionale della Louisiana, era stato ricoverato in un ospedale per veterani nei mesi scorsi. Era andato nella struttura per una valutazione psichiatrica e vi era rimasto per una settimana e mezza, per poi essere dimesso. Era stato nell’esercito per sette anni, dal 2013 al 2020, in qualità di specialista dei sistemi di supporto alle trasmissioni e del supporto di fuoco. Non ha mai preso parte a missioni operative e ha lasciato con il grado di soldato semplice. Al momento lavorava come fattorino a Ups. Anche sui suoi account social comparivano spesso messaggi cupi come quello postato su Facebook nelle settimane prima del massacro. “Caro Dio, ti chiedo di aiutarmi a proteggere la mia mente e le mie emozioni”, scriveva Elkins. La madre e il marito di lei hanno raccontato di essere preoccupati per lui ma nessuno ha pensato di avvertire la polizia. La signora Elkins ha ammesso di non aver un rapporto molto stretto con il figlio che ha avuto quand’era ancora un’adolescente e stava lottando contro una dipendenza da crack.
Poche ore dopo la strage in Louisiana, almeno due persone sono rimaste uccise in una sparatoria di massa nel parco di Winston-Salem, in North Carolina. Si è trattato, secondo le prime ricostruzioni della polizia, di una lite scoppiata poco prima delle 10 del mattino e degenerata in una sparatoria.
Nessun sospetto è stato arrestato. Le prime notizie dell’incidente menzionavano una scuola nelle vicinanze che è stata subito messa in sicurezza. Nessuno studente è stato colpito ma alcune delle vittime nel parco potrebbero essere dei minori.
 

   

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