“Mi spiace che l’altra parte politica si stracci le vesti per cose che andrebbero fatte senza nemmeno troppo clamore. Da politici, abbiamo la responsabilità di essere consapevoli dei cambiamenti nella società. Queste ore di educazione non sono un obbligo ma uno strumento. Io credo che il buon governo di una città o di un Paese debba fornire alle persone gli strumenti per essere visti, compresi e capiti”. Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis in un’intervista a Vanity Fair, che torna in edicola, rispondendo a una domanda sulla scelta di inserire un’ora di educazione sessuale e affettiva in quattro scuole materne genovesi. “Poi tu puoi scegliere se usarli o meno quegli strumenti – ha concluso -. E, soprattutto, quando governi devi abbandonare la convinzione che il tuo esempio, la tua vita, la tua impostazione siano le migliori. Perché così non stai facendo un servizio alla collettività”.
Il Presidente Mattarella è il baluardo della rispettabilità della nostra Repubblica. La premier Giorgia Meloni “è una politica determinata con posizioni molto distanti da me. Ma resta una donna che ha fatto un grande percorso politico”. Matteo Renzi, “da presidente del Consiglio ha caratterizzato una stagione di grande cambiamento. È stato un presidente giovane e progressista. Poi, come lui stesso dice, non ha saputo interpretare le risposte che gli arrivavano dal Paese. Non che sia semplice, per carità”.
Silvia Salis: ‘Su Gaza come fare a restare indifferenti’
“Come fare a restare indifferenti? Il sindaco deve esprimere l’identità della sua comunità”. Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis in una intervista a Vanity Fair rispondendo a chi le chiedeva un commento sulla situazione in Palestina e sul genocidio di Gaza. “E’ un’idiozia pensare che la tua posizione di sindaco o di città non cambi le cose – ha detto -. Genova, poi, è un simbolo”.
“Trump sembra una puntata della serie tv distopica Black Mirror. Credo che nessuno di noi potesse contemplare nella sua vita di vedere un presidente degli Stati Uniti di questo genere”, ha aggiunto. Su Benjamin Netanyahu, Salis ha affermato di volerlo mettere “insieme a Trump ma a un livello più basso. Perché è anche più cattivo” e su Valdimir Putin: “Ma questa è la galleria degli orrori. Sono il male assoluto. Ci manca solo Orbán nella lista”.
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