Alla vigilia dell’81esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo, festa della Resistenza e della rinascita democratica del Paese, Roma si sveglia con scritte che colpiscono uno dei simboli più importanti della sua storia democratica. “25 aprile, partigiano infame” è la frase comparsa nella notte, in bianco su grandi manifesti neri affissi in diverse piazze del municipio VII, tra San Giovanni e Appio Latino, dal mercato di piazza Epiro a piazza Tarquinia. Dopo giornate di polemiche politiche sulla Liberazione, nell’anno in cui si celebra l’80esimo anniversario della nascita della Repubblica, l’episodio ha provocato una reazione immediata e diffusa.
“Stamane sono comparse scritte infami che infangano la Resistenza. Un oltraggio alla memoria e ai valori su cui si fonda la nostra democrazia”, il commento del segretario del Pd Roma Enzo Foschi, chiedendo la rimozione e l’individuazione dei responsabili. “Non sono episodi da sottovalutare: difendere la memoria significa difendere il presente e il futuro delle nostre comunità. Per i fascisti a Roma non c’è e non ci sarà mai posto”, ha aggiunto il dem. Nel dibattito è intervenuto anche il segretario della Cgil di Roma e Lazio Natale Di Cola: “È questa la loro idea di pacificazione? Noi onoriamo la memoria delle partigiane e dei partigiani”, ha scritto, ribadendo che, come ogni anno, la risposta del sindacato sarà quella di andare alle celebrazioni e ai cortei per rendere omaggio alla Resistenza e alla Liberazione italiana. Per la senatrice di Avs Ilaria Cucchi si tratta di “un gesto politico preciso: un insulto alla memoria della Resistenza e ai valori fondanti della nostra democrazia. Una vera e propria vigliaccata”.
“Offendere i partigiani significa colpire la storia stessa della liberazione dal nazifascismo”, ha precisato. Parole di condanna arrivate anche dal presidente della Regione Lazio, di centrodestra, Francesco Rocca: “È un gesto volgare. Sono stupide e inutili provocazioni fuori dal tempo e fuori dalla storia”, sottolineando che “il 25 aprile è la Festa della Liberazione nazionale, della Liberazione dal nazifascismo”. Un “momento che accomuna tutti”, ha sottolineato il governatore. Netto il richiamo della senatrice Pd Cecilia D’elia al significato della Resistenza: “Il 25 Aprile rappresenta un momento cruciale della nostra storia. Offendere questa giornata significa colpire i valori stessi su cui si fonda la nostra Repubblica”. E mentre si moltiplica l’indignazione, la città si prepara alle celebrazioni. E alla vigilia del 25 aprile, Roma, chiamata a difendersi da chi prova a riscrivere la storia, riafferma il significato della Liberazione: memoria viva della Resistenza, e rifiuto di ogni tentativo di negarne il valore.
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