Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio, all’Altare della Patria, al milite ignoto e a tutti i caduti per la liberazione, deponendo una corona d’alloro, in occasione delle celebrazioni del 25 aprile. Il Capo dello Stato era accompagnato dalla premier Giorgia Meloni e dai presidenti delle camere Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. Alla cerimonia erano presenti anche i vertici dell’Esercito e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche.
ITALY-HISTORY-WAR-LIBERATION-ANNIVERSARY
Il capo dello Stato è arrivato poi a San Severino Marche (Macerata) per le celebrazioni del 25 aprile. Ad attenderlo, insieme alla sindaca Rosa Piermattei, il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Presenti le autorità civili, militari e religiose del territorio per dare il benvenuto al capo dello Stato. Ad accogliere il presidente tante persone, anche bambini, che affollano il percorso che ha condotto il Capo dello Stato in piazza del Popolo. La prima tappa del presidente Mattarella è al monumento dei caduti. La città è interamente addobbata con bandiere tricolori.
“Lo scrittore statunitense, William Faulkner – premio Nobel per la letteratura nel 1949 -ammoniva, nel suo ‘Requiem per una monaca’ che “il passato non è mai morto, non è neanche passato”. Ciò che è accaduto non svanisce ma vive nelle conseguenze che ha prodotto. Il passato ha plasmato il presente. Ecco perché per la Repubblica vale l’impegno che esorta: ora e sempre Resistenza!” ha detto Mattarella.
“Le dittature che avevano scatenato il Secondo conflitto mondiale avevano fatto della retorica della guerra un valore. Contro il loro disegno, dai morti tra la popolazione civile, dai militari caduti, dalle vittime dei campi di concentramento, si levava – e si leva – una sola invocazione: pace. Pace per ogni persona. Pace come diritto di ogni popolo. Pace per ogni Paese. Questo il senso della Resistenza. Opporsi alla violenza dell’uomo sull’uomo” ha detto Mattarella.
“Oggi, a San Severino Marche, facciamo memoria del 25 aprile, data della Liberazione del nostro Paese. A muoverci non è un sentimento celebrativo di maniera. Tanto meno la pretesa di una storia scritta in obbedienza ad astratte posizioni ideologiche. A muoverci è amor di Patria”, ha detto Mattarella che ha ricevuto un’accoglienza calorosa e carica di emozione, sia al suo arrivo in città, che al suo ingresso nel teatro Feronia, dove ha tenuto il discorso ufficiale in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile.
Il capo dello Stato è stato salutato da una lunga standing ovation del pubblico presente, che si è alzato in piedi tributando un applauso prolungato mentre Mattarella faceva il suo ingresso in sala. All’interno del teatro presenti autorità civili, militari e religiose, insieme a rappresentanti delle istituzioni locali e regionali. L’iniziativa si inserisce nel programma delle celebrazioni per la Festa della Liberazione, che quest’anno vede San Severino Marche al centro delle iniziative istituzionali.
“Oggi, a San Severino Marche, facciamo memoria del 25 aprile, data della Liberazione del nostro Paese. A muoverci non è un sentimento celebrativo di maniera. Tanto meno la pretesa di una storia scritta in obbedienza ad astratte posizioni ideologiche. A muoverci è amor di Patria” ha detto Mattarella.
La Repubblica è “nata ottant’anni or sono, dalla libera scelta delle cittadine e dei cittadini italiani, solennemente sanzionata dal referendum istituzionale.
Nata sugli orrori della guerra, sulla contrapposizione a un occupante e per redimere l’onta dei collaborazionisti che lo avevano affiancato privilegiando il partito sulla Patria. Repubblica, nata per esprimere la speranza e l’avvio di un futuro migliore” ha detto ancora il presidente della Repubblica, prima di aggiungere: “Gli avvenimenti in queste terre, con la decisiva avanzata delle truppe alleate, segnarono la ricongiunzione all’Italia libera delle province centro-settentrionali cadute sotto il dominio hitleriano con i suoi zelanti complici fascisti. Anche in questa regione, anche qui a San Severino, a Castel Raimondo, a Matelica, la Liberazione anticipò l’arrivo delle truppe alleate, nel luglio del 1944. Così come le Marche non furono esenti dall’esperienza di ‘zone libere’, di centri amministrati dalle forze partigiane per periodi più o meno lunghi, “Repubbliche” modellate su principi inediti nella storia italiana, esempi embrionali di vita democratica”.
La pace, “fu per rispondere a questo accorato appello che la comunità internazionale progettò, con l’Onu, di ambire a liberare il mondo dall’incubo della guerra e, con il disegno dell’unità europea, di liberarne il nostro continente. In questi ultimi anni stiamo assistendo, dolorosamente, ad antistoriche velleità di affievolire se non addirittura di rimuovere quei percorsi. Dimenticando o ignorando che reagire alla guerra fra i popoli significa dar fiducia a istituzioni comuni di pace, renderle più autorevoli ed efficienti: un impegno tanto più indispensabile ora” ha detto Mattarella.
Mattarella atteso a San Severino Marche per il 25 aprile, città in festa
25 aprile: Meloni, ‘ricordiamo la sconfitta dell’oppressione fascista’
“Oggi l’Italia celebra l’ottantunesimo anniversario della Liberazione. Il popolo italiano ricorda uno dei momenti decisivi della propria storia: la fine dell’occupazione nazista e la sconfitta dell’oppressione fascista, che aveva negato agli italiani libertà e democrazia”. Lo dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione dell’Anniversario della Liberazione.
“Oggi celebriamo i valori scolpiti nella Costituzione repubblicana, che hanno permesso all’Italia di diventare quello che è e che le viene riconosciuto da tutti: una Nazione forte e autorevole, protagonista sullo scenario europeo e internazionale”, aggiunge.
“Oggi ci ritroviamo nelle parole del Presidente della Repubblica e rinnoviamo il nostro impegno affinché il 25 aprile sia ‘un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale’. È un auspicio che facciamo nostro, perché è dalla concordia e dal rispetto per l’altro che la Nazione può trarre rinnovato vigore. Oggi, in un’epoca scossa da guerre e minacce sempre più insidiose ai sistemi democratici, torniamo a ribadire che l’amore per la libertà è l’unico vero antidoto contro ogni forma di totalitarismo e autoritarismo. In Europa e nel mondo”, afferma ancora la presidente del Consiglio.
Piantedosi, ‘condanna netta del nazifascismo e del regime fascista’
Per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi la celebrazione del 25 aprile è “l’occasione per ribadire, con chiarezza, una condanna netta del nazifascismo e del regime fascista, che negarono la libertà, calpestarono la dignità della persona e trascinarono l’Italia nella tragedia della guerra”. Il responsabile del Viminale ne ha parlato a Montemiletto, in provincia di Avellino, evidenziando che “ricordare la Liberazione significa contrastare ogni forma di violenza politica, di nostalgia autoritaria, di antisemitismo, di razzismo, di intolleranza. Perché la Repubblica è nata da una rottura netta con tutto questo”.
25 aprile: Fontana, la libertà è un bene da custodire ogni giorno
“Nel giorno dell’anniversario della Liberazione dal nazifascismo, rendiamo omaggio a donne e uomini che, spesso a costo della vita, hanno contribuito a restituire all’Italia la libertà. Da culture differenti, hanno saputo unirsi per il bene comune. Le loro storie ci richiamano oggi alla responsabilità di difendere e custodire ogni giorno la democrazia, nel rifiuto di ogni forma di totalitarismo e nella promozione della diplomazia e della pace”. E’ quanto afferma il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.
25 aprile: Salvini, contro ogni regime, nazifascista, comunista o islamista
“Contro ogni dittatura e ogni regime, nazifascista, comunista o islamista, ora e sempre. Per la libertà, ora e sempre. Grazie a chi ha donato la vita per salvare altre vite”. E’ quanto scrive su X il vicepremier della Lega Matteo Salvini.
25 aprile: Crosetto, grati a una generazione che ci ha restituito la libertà
“Donne e uomini della Difesa, il 25 aprile ricordiamo con profonda gratitudine quella generazione di italiani, civili e militari, che ci ha restituito la libertà con grande valore e sacrificio, e che ci ricorda ciò che siamo oggi come Nazione e come comunità”. Lo afferma il ministro della Difesa Guido Crosetto nel suo messaggio in occasione dell’81° Anniversario della Liberazione.
“Quello che rende straordinaria la Festa della Liberazione – sottolinea – è proprio questo: il fatto che sia nata da scelte difficili, pericolose, compiute in contesti diversi ma unite da uno stesso senso di responsabilità. Fu un impegno diffuso e silenzioso, fatto di volti, storie, gesti concreti; un percorso corale di lotta al nazi-fascismo che allora opprimeva la nostra Patria e molte Patrie dell’Europa, che ha reso possibile la rinascita dell’Italia come Paese libero e democratico, da cui è poi scaturita la Costituzione repubblicana. Un Paese, il nostro, che oggi è parte fondante dell’Unione Europea e attore di primo piano nella scena internazionale”.
Ricordare tutto questo, secondo Crosetto, “significa anche comprendere che la libertà non è mai un bene acquisito una volta per tutte. Vale lo stesso per la pace, che non nasce dal suo semplice desiderio né può essere considerata definitiva. La pace si costruisce ogni giorno, con responsabilità, equilibrio, forza e determinazione. È una verità che oggi avvertiamo con ancora maggiore chiarezza e convinzione. Le trasformazioni del contesto globale ci ricordano che libertà e sicurezza sono inscindibili. Le minacce assumono forme nuove, si sommano a quelle tradizionali, e si estendono a più dimensioni: militare, economica, tecnologica, energetica, informativa, cibernetica, spaziale e cognitiva”.
Schlein a Sant’Anna di Stazzema, ’25 aprile divisivo solo per i nostalgici degli oppressori’
Vestita di bianco e con un fazzoletto tricolore al collo, la segretaria del Pd Elly Schlein è arrivata a Sant’Anna di Stazzema (Lucca), teatro di un eccidio nazifascista, in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile e la commemorazione delle vittime. Prima della cerimonia, durante la quale la leader Dem terrà l’orazione finale, Schlein ha incontrato alcuni superstiti della strage del 12 agosto 1944, nella quale furono uccise 560 persone, insieme al sindaco di Stazzema Maurizio Verona.
“Il 25 aprile non è divisivo, lo è solo per chi ha nostalgia degli oppressori. Il 25 aprile appartiene a tutti gli italiani ed è una festa popolare. La minaccia di rigurgiti fascisti non è solo quella diretta ma quella indiretta che trova linfa vitale ogni volta davanti all’indifferenza. Indifferenza che è stata a volte anche istituzionale, verso le migliaia di morti nel Mediterraneo che hanno diritto a venire qui e non essere deportate in Albania”, ha detto Schlein nel suo intervento. In conclusione della sua orazione, indossando un fazzoletto tricolore dell’Anpi, Schlein ha sottolineato: “Evviva il 25 aprile, evviva l’Italia antifascista, ora e sempre Resistenza”.
25 aprile: Renzi, viva la memoria e viva la libertà
“Felice di aver partecipato alle cerimonie per la Festa della Liberazione nella mia Firenze. Viva il 25 aprile, viva la memoria, viva la libertà! Viva l’Italia!”. Lo scrive su X il leader di Iv Matteo Renzi.
25 aprile: Calenda, la libertà va difesa con coraggio, gli ucraini lo sanno
“Buon 25 aprile. Nella speranza che questa ricorrenza restituisca a tutti noi il vero senso la parola “resistenza”. Che non è uno slogan da esibire una volta l’anno. È una lezione precisa: la libertà non si conserva stando fermi, non si ottiene chiedendo gentilmente pietà a chi vuole toglierla. Si difende. Con coraggio, con scelte difficili, spesso a un costo altissimo. I partigiani lo sapevano come lo sanno gli ucraini”. Lo afferma Carlo Calenda.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
