Spunta la pista ‘Freya’, dal porno al sabotaggio del Nord Stream 2 – Notizie – Ansa.it

Spunta la pista ‘Freya’, dal porno al sabotaggio del Nord Stream 2 – Notizie – Ansa.it


 Anche una donna con un passato “a luci rosse” sarebbe tra i sabotatori del Nord Stream 2. Freya, come viene chiamata dal giornalista investigativo del Wall Street Journal Bojan Pancevski, che l’ha resa nota, e che viene intervistato dalla Bild, era tra i sommozzatori che arrivarono sul fondo del Mar Baltico con l’obiettivo di minare il gasdotto russo-tedesco, collegamento tra il continente europeo e i giacimenti russi. Una missione eclatante – attribuita dopo anni di indagini agli ucraini – che fu messa a segno il 26 settembre del 2022, da un team di sei persone a bordo di un piccolo yacht. Quattro anni dopo, emergono nuovi dettagli su quel giorno.


Alla squadra apparteneva anche Freya, che era stata in passato un’ex modella porno e aveva conosciuto i locali notturni di Kiev, posando nuda con un mantello da capitano, fra l’altro, in una rivista erotica ucraina del 2004. Lavorava in maniera occasionale come modella, mostrandosi in servizi fotografici provocanti. Quando aveva circa 20 anni avrebbe scoperto la propria dote per le immersioni, sviluppando abilità che si sarebbero dimostrate determinanti negli anni a venire.
Nel suo libro “l’esplosione di Nord Stream”, Pancevski non menziona i veri nomi degli autori del fatto e ha anche rifiutato di mostrare al tabloid le foto della donna. Queste ultime sono, invece, il risultato di un’indagine del giornale di Axel Springer, il quale riferisce che la donna fosse fra l’altro la più coraggiosa tra i sabotatori del Nord Stream 2. Nonostante il suo temperamento, niente sul suo curriculum lasciava presagire che un giorno avrebbe affrontato i russi. La donna sarebbe stata arruolata attraverso contatti nel mondo subacqueo da un’unità ucraina d’élite. Freya avrebbe accettato con convinzione di prendere parte a un’operazione contro il gasdotto, missione che si è poi svolta in condizioni meteorologiche e operative complesse.
Come riferisce Pancevski, vedendo il suo ritratto nel corso delle indagini, gli investigatori sarebbero stati colpiti dalla divergenza tra il suo trascorso da modella e il presunto coinvolgimento nell’intervento. Nella documentazione raccolta c’erano anche vecchie fotografie, alcune inequivocabili, che avrebbero dato vita inizialmente a dubbi sulla sua vera identità. Stando alla ricostruzione, Freya sarebbe istruttrice di immersioni tattiche per il personale militare ed è ufficialmente nelle forze armate di Kiev.
Nella ricostruzione dell’attentato, che costò 300 mila dollari ma fu finanziato con fondi privati, Pancevski sostiene che l’allora capo di Stato maggiore delle forze armate ucraine Valerij Zaluzhny – oggi ambasciatore nel Regno Unito – avrebbe comunicato al presidente Volodymyr Zelensky il piano. Da parte sua, Zelensky ha sempre negato di aver saputo del sabotaggio del gasdotto.
 

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