Omaggio ai Buddha di Bamiyan, gigantesca scultura sulla High Line a New York – Mondo – Ansa.it

Omaggio ai Buddha di Bamiyan, gigantesca scultura sulla High Line a New York – Mondo – Ansa.it


Il piccione Dinosaur ‘vola via’ dall’High Line e lascia il posto ad un buddha gigantesco. Dopo un anno e mezzo, una nuova opera è stata installata sul Plinth, lo spazio dedicato a ospitare installazioni d’arte monumentali lungo lo Spur, l’ultimo tratto della ferrovia originale del parco sopraelevato di New York che si estende dalla 14/a alla 30/a strada. Si tratta di ‘The Light That Shines Through the Universe’ (La luce che brilla nell’universo), realizzata dall’artista Tuan Andrew Nguyen: è una statua di Buddha in pietra arenaria alta circa otto metri ed è un omaggio ai Buddha di Bamiyan, le due statue costruite attorno al sesto secolo e scolpite da un gruppo religioso buddhista nelle pareti di roccia della valle di Bamiyan, in Afghanistan, e distrutte dai talebani nel 2001.

“The Light That Shines Through the Universe di Tuan Andrew Nguyen è un monumento che arriva al momento giusto per il nostro spazio pubblico – hanno dichiarato in un comunicato ufficiale Cecilia Alemani, Donald R. Mullen, Jr. Donald R. Mullen Jr.

Director e Chief Curator di High Line Art – e si pone oggi come un potente e poetico contrappunto all’estremismo e all’iconoclastia a cui continuiamo ad assistere a livello globale. Resuscitando la memoria dei Buddha di Bamiyan perduti, The Light That Shines Through the Universe ci ricorda che i tesori culturali e la storia condivisa possono trascendere la distruzione fisica”.

Il titolo stesso è un cenno all’affettuoso soprannome che le comunità locali davano al più grande dei Buddha originali, ‘Salsal’, che significa appunto ‘la luce splende attraverso l’universo’. Nguyen non ha creato solo una replica, ha creato l”eco’ di un tesoro che il mondo pensava fosse andato perduto per sempre. Per l’opera Nguyen, che vive e lavora in Vietnam, ha reimmaginato le mani del Buddha, perse a causa dell’iconoclastia secoli prima che le statue venissero completamente distrutte, con proiettili di artiglieria in ottone fusi. Utilizzando le ‘bombe a orologeria’ lasciate dalla guerra del Vietnam, l’artista esplora la natura circolare della reincarnazione.

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