Il Congresso brasiliano ha ribaltato il veto del presidente Luiz Inácio Lula da Silva su una legge che riduceva drasticamente la pena detentiva del suo rivale di estrema destra Jair Bolsonaro. L’ex presidente, 71 anni, era stato condannato lo scorso anno a 27 anni di carcere per aver complottato un colpo di stato. Lula aveva tentato di impedire al Congresso a maggioranza conservatrice di ridurre la sua pena a poco più di due anni.
La legge sulla “dosimetria” delle pene favorisce l’ex presidente Bolsonaro e gli altri condannati per gli assalti dell’8 gennaio 2023 contro le sedi dei poteri dello Stato a Brasilia. Lo scrivono i principali media brasiliani.
Alla Camera il veto è stato respinto con 318 voti contro 144, mentre al Senato il risultato è stato di 49 a 24. La legge riduce le pene per i reati di golpe e abolizione violenta dello Stato democratico, introducendo criteri di proporzionalità che consentono ai giudici di valutare il grado di partecipazione degli imputati.
Il testo sarà ora inviato per la promulgazione: Lula avrà 48 ore per firmare la legge, altrimenti il compito passerà al presidente del Senato e successivamente al vicepresidente della Camera. Dopo la pubblicazione ufficiale, la nuova normativa entrerà in vigore e la condanna di Bolsonaro potrà così scendere da 27 anni a poco più di due. La misura riguarda complessivamente circa 850 condannati per i fatti dell’8 gennaio.
Per evitare conflitti con la nuova legge antimafia, il presidente del Congresso Davi Alcolumbre ha limitato il voto ai soli articoli relativi ai reati contro lo Stato democratico. Per Lula si tratta della seconda débâcle politica in meno di 24 ore dopo il clamoroso stop del Senato alla nomina di Jorge Messias alla Corte Suprema, fatto senza precedenti negli ultimi 132 anni.
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