Meloni: ‘Girano mie foto false generate con l’IA, i deepfake sono pericolosi’ – Notizie – Ansa.it

Meloni: ‘Girano mie foto false generate con l’IA, i deepfake sono pericolosi’ – Notizie – Ansa.it


Giorgia Meloni lancia l’allarme contro i deepfake. E lo fa mostrando un esempio di foto falsa, generata con l’Intelligenza artificiale, in cui il suo volto è finito sul corpo di una donna in abbigliamento intimo. Una di quelle che “girano in questi giorni” e che vengono “spacciate per vere da qualche solerte oppositore”, spiega pubblicando il post di un tale Roberto, che commentando l’immagine definiva “vergognoso” che “una presidente del Consiglio si presenti in queste condizioni”.

I deepfake, l’avvertimento della premier, “sono uno strumento pericoloso, perché possono ingannare, manipolare e colpire chiunque. Io posso difendermi. Molti altri no”. Cinque anni fa, quando era ancora solo la leader di FdI, il suo volto fu usato per un filmino hard pubblicato su un sito pornografico da due sardi, padre e figlio, finiti poi a processo a Sassari. Nel frattempo le tecnologie digitali per realizzare contenuti realistici ma falsi sono diventate sempre più efficaci e disponibili. Finendo talvolta per essere usate anche in politica. Sull’immagine fake che ha pubblicato, Meloni scherza (“Chi l’ha realizzata mi ha anche migliorata parecchio”) prima dell’affondo: “Pur di attaccare e di inventare falsità, ormai si usa davvero qualsiasi cosa”. E per proteggersi dall’inganno, aggiunge, “una regola dovrebbe valere sempre: verificare prima di credere, e credere prima di condividere. Perché oggi capita a me, domani può capitare a chiunque”.

Alla premier arrivano note di solidarietà da diverse parlamentari. “Dobbiamo essere pronti – dice la leghista Simonetta Matone – a contrastare le inside del web, tutelando le donne che ne sono vittime, specie in un momento delicato in cui le manipolazioni in rete sono purtroppo in forte aumento”. Per Alessandra Maiorino, del M5s, l’obbligo di identità digitale è “un tema non più rinviabile. Il web non può continuare a restare la giungla senza regole che è ora”, altrimenti “sono sempre i più vulnerabili a rimetterci per primi: minori e donne”. “La violenza corre veloce sul web e – nota Mariastella Gelmini, di Noi moderati – anche questi strumenti possono diventare molto pericolosi”.

Secondo Anna Ascani, del Pd, Meloni però “dimentica che il suo governo ha agito anche qui col solito schema: introducendo un reato. Niente di più inutile”. Il riferimento è alla legge approvata a settembre 2025, ma per la vicepresidente della Camera manca “una legge che permetta alle autorità preposte di chiedere alle piattaforme la rimozione immediata di contenuti di questo tipo, soprattutto quelli che inquinano il dibattito pubblico e la formazione del consenso in particolare in campagna elettorale. E questa legge – attacca – non esiste perché questo esecutivo non l’ha voluta: la mia pdl per contrastare gli usi distorti di contenuti prodotti con l’intelligenza artificiale diffusi sui social è stata bocciata proprio dal suo governo, nell’imbarazzo della maggioranza che in Parlamento balbettava sorpresa dalla chiusura totale su una questione che riguarda tutti ed è interesse di tutti”.

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