In Italia resta una quantità molto rilevante di risparmio che rimane parcheggiata in forme di liquidità a basso rendimento, di fatto conti correnti: oltre 1.500 miliardi. Sono le stime di Assogestioni, con la presidente Maria Luisa Gota che insiste: “Potrebbero rappresentare una leva straordinaria per sostenere la crescita economica, rafforzare il mercato dei capitali e facilitare il finanziamento delle imprese”.
L’appello arriva in apertura del Salone del risparmio, organizzato come sempre per tre giorni dall’associazione del settore a Milano, con la prima giornata che ha contato 7.900 partecipanti. “Il punto non è spingere verso maggior rischio, ma creare le condizioni affinché l’investimento diventi più accessibile, comprensibile e coerente con i bisogni reali delle persone”, aggiunge Rota. “Il risparmio è una virtù privata, ma diventa valore pubblico soprattutto attraverso l’investimento”, le fa eco il ministro dell’Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, aggiungendo che per far questo “la stabilità è un punto cruciale”. “Come ho già detto in Parlamento il mio primo obiettivo è l’avanzo primario” per i conti dello Stato, anche “per non generare ulteriori oneri” sulle spalle dei giovani. E sul caro energia il ministro insiste: “Se le condizioni lo richiederanno siamo pronti a intervenire per proteggere i redditi delle famiglie e la liquidità delle imprese, sarebbe irresponsabile non farlo perché i danni sarebbero ingiusti e inaccettabili. Mi auguro che su questo ci sia condivisione a livello europeo e il governo sta lavorando a Bruxelles in questa direzione”, conclude Giorgetti.
Ad apprezzare le mosse del ministro in sede di Eurogruppo è il presidente di Confindustria. “Credo che in tema di energia il ministro Giorgetti abbia detto una cosa giustissima: oggi è un problema enorme per il nostro Paese”, afferma Emanuele Orsini. Su altro tema “una delle cose da fare, già nella prossima legge finanziaria, è lavorare sulle aggregazioni: lavorare con le imprese per farle diventare più grandi. Le aggregazioni sono una grande opportunità, i Pir hanno saputo dare una risposta. Dobbiamo avere la capacità di saper utilizzare una parte dei 400 miliardi dei fondi pensione e i 1.500 miliardi di risparmi privati delle famiglie che sono sui conti correnti”, dice il presidente di Confindustria riprendendo i temi trattati da Assogestioni. Sulla proposta europea di Unione dei risparmi e degli investimenti, la presidente dell’associazione del risparmio gestito ha infatti insistito per la nascita dei Sia (Savings and investments accounts), conti di risparmio e investimento europei destinati al pubblico retail.
“L’impegno che ci assumiamo è quello di dialogare con il Governo, le istituzioni italiane ed europee e l’industria affinché la raccomandazione della Commissione venga tradotta nella creazione di un nuovo veicolo, parallelo ai Pir: un prodotto prevalentemente azionario, investibile su base europea in logica transfrontaliera, incentivato fiscalmente e condiviso dalla maggior parte degli Stati membri”, conclude Gota.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
