La nave da crociera colpita da un focolaio di hantavirus attraccherà entro sabato a Granadilla, sull’isola di Tenerife, nonostante la forte contrarietà del governo delle Canarie.
Nel frattempo tre casi sospetti sono stati evacuati verso i Paesi Bassi per essere curati, mentre l’Organizzazione mondiale della sanità prova a placare l’allarme internazionale suscitato dalla vicenda della Mv Hondius dopo che tre dei suoi passeggeri sono morti e cinque presentano sintomi.
Per il direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus, la situazione non ha analogie con quella dell’esordio del Covid. Mentre montano le polemiche per come è stato gestito il tracciamento dei malati scesi dalla nave. Intanto in Italia, pur non essendoci bordo della nave connazionali, il ministero della Salute ha comunque messo in allerta gli uffici di frontiera.
La rassicurazione dell’Oms deve fare però i conti con le notizie che arrivano da Johannesburg, in Sudafrica, dove erano stati trasferiti i due primi contagiati, uno dei quali nel frattempo è deceduto. I test hanno rilevato il ceppo andino dell’hantavirus, l’unico tra i 38 conosciuti che si trasmetta da uomo a uomo. Il contagio – è questa la ipotesi a cui si lavora – sarebbe avvenuto dopo una escursione di birdwatching a Ushuaia, in Argentina, della coppia olandese poi morta.
Avrebbero visitato anche una discarica e lì ci potrebbe essere stato il contatto coi topi portatori del virus. È toccato alla ministra della Salute spagnola, Monica Garcia Gomez, fare un po’ di chiarezza. Soprattutto dopo che il governatore delle Canarie Fernando Clavijo si era opposto all’evacuazione accusando il governo spagnolo di “totale mancanza di informazioni”. La Hondius, ha spiegato, è alla fonda a Capo Verde. Gli epidemiologi del Centro europeo per la prevenzione delle malattie hanno verificato che a bordo c’erano tre casi. Tre persone sintomatiche – di nazionalità tedesca, britannica e olandese – che sono state evacuate.
La Hondius quindi partirà diretta a Granadilla, una località di Tenerife scelta per la vicinanza a un aeroporto internazionale. Una volta scesi alle Canarie, i passeggeri – tutti, al momento, in buona salute e asintomatici – saranno rimpatriati verso i loro 21 Paesi d’origine. Mentre i 14 spagnoli saranno trasferiti a Madrid, dove passeranno la quarantena all’ospedale Gomez Ullà. Si tratterà di un’operazione “nel rispetto del diritto internazionale e dello spirito umanitario”, ha aggiunto Gomez, concordata con Commissione europea e Oms ed eseguita con “tutti i protocolli sanitari necessari”.
Tenerife è stata scelta come porto di destinazione perchè è il più vicino con adeguata capacità d’assistenza, e perchè, ha aggiunto il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande Marlaska, “abbiamo un meccanismo di protezione civile dell’Ue per garantire un rimpatrio in sicurezza”. Nel frattempo continua il tracciamento di chi ha avuto contatti con la Hondius. Si è saputo che 23 passeggeri sono sbarcati sull’isola di Sant’Elena il 21 aprile, prima dei decessi, per tornare a casa.
Uno è stato ricoverato a Zurigo, positivo al virus. Un francese è stato identificato come “caso contatto” perchè era stato su un volo con un contagiato. Klm ha infine reso noto che il 25 aprile il passeggero poi morto a Johannesburg, cercò di prendere un volo per Amsterdam ma fu fatto scendere viste le sue condizioni di salute. Solo negli ultimi tre giorni l’Oms avrebbe iniziato a contattare gli sbarcati. Un dettaglio che solleva interrogativi sulla gestione iniziale del tracciamento.
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