Non intendo “farmi da parte e lasciare il Paese nel caos”. Lo ha ribadito il premier laburista britannico Keir Starmer dopo il tracollo subito dal partito di maggioranza alle elezioni amministrative del 7 maggio in un discorso sul rilancio dell’azione di governo presentato dinanzi una platea di fedelissimi a Londra per cercare di resistere ai venti di rivolta interni al Labour contro di lui. “Affrontiamo non solo tempi pericolosi, ma anche avversari pericolosi”, ha detto, riferendosi al trumpiano Nigel Farage (destra anti-immigrazione) e al verde Zack Polanski (sinistra radicale) .
Starmer ha ammesso di aver fatto “errori” e ha riconosciuto che parte dell’elettorato britannico “è frustrato” anche verso di lui personalmente. Ha tuttavia insistito di essere “dalla parte della working class”, rivendicando di avere un piano per “il cambiamento”, ma di voler ora accelerare su temi come “economia, Europa e difesa”. “Non viviamo in tempi ordinari”, ha proseguito, assicurando di voler fare del Regno Unito un Paese “più forte e più giusto”.
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