Negativi i test all’Hantavirus, ma ‘non reggeremmo nuova pandemia’ – Medicina – Ansa.it

Negativi i test all’Hantavirus, ma ‘non reggeremmo nuova pandemia’ – Medicina – Ansa.it


“Il Piano pandemico funziona” e l’Italia ha agito “in modo tempestivo e coordinato a livello internazionale”. Da un lato il ministro della Salute Orazio Schillaci rassicura i cittadini, che “devono stare tranquilli perché l’Hantavirus non è il Covid ma un virus che conosciamo”.

Dall’altro i medici ospedalieri mettono in guardia: “Oggi non c’è un rischio reale di diffusione nel nostro Paese, ma se ciò avvenisse il sistema non reggerebbe una nuova pandemia”, avverte il sindacato Anaao. Di fatto, le terapie intensive sono state potenziate e sono quasi 8.800 ma circa due terzi sono al Nord. Anche la rete dei dipartimenti di malattie infettive degli ospedali è solida: sono già definiti i poli di riferimento nei quali verrebbero smistati eventuali casi e le strutture iniziano a dotarsi di test e tamponi.

“Se dovesse esserci una nuova emergenza pandemica, il sistema sanitario non sarebbe pronto. Mancano ancora medici – denuncia il segretario del sindacato degli ospedalieri Pierino Di Silverio -. Rispetto al 2020 la carenza di personale non è cambiata in modo significativo e la medicina territoriale, che avrebbe dovuto essere potenziata dopo il Covid, non è mai realmente decollata. Le Case di comunità sono partite a singhiozzo”.

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E probabilmente anche di questo parlerà Schillaci domani, con i medici di medicina generale. Per fortuna, comunque, il rischio per la popolazione generale dell’Ue “è sempre stato e resta molto basso, come confermano le massime autorità sanitarie internazionali”, ha chiarito il ministro al question time riportando gli ultimi dati dell’Ecdc, che al 12 maggio contava 10 casi totali, di cui 8 confermati e probabili, con tre decessi. Buone notizie anche per le quattro persone oggi in Italia, presenti sul volo Johannesburg-Amsterdam del 25 aprile: “sono asintomatiche e seguite con attenzione. I test finora hanno dato esito negativo”.

Schillaci punta però il dito contro “il solito atteggiamento autolesionistico per il quale l’Italia non sarebbe mai pronta. Questo non è vero”. Il Piano pandemico 2025-2029 funziona, spiega: “A differenza del precedente permette risposte calibrate su scenari diversi. È stata una risposta concreta, tempestiva, proporzionata”. Prevede, tra l’altro, l’adeguamento delle scorte e la gestione dei dispositivi di protezione individuale, ovvero le mascherine, venute a mancare all’inizio della pandemia da Sars-Cov-2.

 

Certo è che la l’esperienza insegna. La rete infettivologica “negli ultimi anni si è molto rafforzata”, assicura il presidente della Società di Terapia Antinfettiva Matteo Bassetti. Ci sono lo Spallanzani a Roma, il Sacco a Milano e il Cotugno a Napoli che sono i tre ospedali dedicati. Ma c’è anche una rete di strutture capaci di garantire l’alto isolamento: dal San Martino di Genova al Niguarda a Milano, dal San Raffaele, sempre a Milano, ai policlinici di Bari e Palermo. “Strutture – dice Bassetti – che si stanno dotando di tamponi e test sierologici specifici per il nuovo virus”. Le regioni procedono però in ordine sparso.

 

Un tratto che emerge anche guardando la mappa dei posti letto in terapia intensiva. A fronte delle circa 5.000 che avevamo prima del Covid, oggi ne abbiamo 8.763, ma circa due terzi sono concentrati nel Centro-Nord, con la Lombardia ne conta 1.810, seguita da Veneto, Lazio ed Emilia-Romagna, spiega Alessandro Vergallo, presidente dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri (Aaroi-Emac). “Se complessivamente il numero è adeguato, resta comunque uno squilibrio tra Regioni e il numero di anestesisti resta insufficiente per eventuali emergenze”. Quanto a vaccini e terapie autorizzati, ancora non ne esistono.

 

L’Agenzia europea dei medicinali, tramite la sua task force di emergenza, è comunque “pronta a supportare sviluppo e valutazione regolatoria” con un’attenzione particolare a antivirali che possano ridurre la pericolosità dell’infezione. Ma da un altro pericolo mette in guardia, quello delle fake news. Come la falsa notizia di un presunto collegamento tra Hantavirus e vaccinazione anti Covid-19: “non esiste alcuna evidenza scientifica”.

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